Acerra: ambulanza sequestrata per soccorrere il parente del boss


Acerra – Emergono nuovi dettagli sulle dinamiche dell’omicidio dell’uomo avvenuto ad Acerra, in piazza san Pietro, intorno alle 20 di sabato sera. A fornirli sarebbero, stavolta, alcuni operatori del 118 locale, in azione la sera dell’agguato per trasportare presso la clinica un ferito lieve. Stando al loro racconto, deposizione ora al vaglio degli inquirenti, mentre correvano con l’ambulanza a sirene accese in direzione della clinica si sono visti fermare di colpo da una piccola folla di persone urlanti, che avrebbe loro intimato a forza di schiamazzi e minacce di caricare la vittima del raid, Adalberto Caruso sul mezzo, lasciando provvisoriamente a terra il ferito lieve che vi si trovava precedentemente.

In effetti, di fronte alla situazione caotica e paradossale, così è stato fatto, ma ciò non è bastato a salvare la vita all’uomo, colpito alla testa da un colpo d’arma da fuoco esploso da un sicario. Le condizioni del ferito scaricato dall’autoambulanza, per fortuna, non sono peggiorate, e un medico è stato in sua compagnia mentre il mezzo procedeva nella sua corsa, purtroppo vana, verso la clinica Villa dei Fiori. Il fatto viene ritenuto grave, soprattutto perché non sarebbe la prima volta, secondo gli operatori 118, che una cosa del genere accade. Si sono diffuse voci insistenti sul conto di Caruso, la vittima del raid camorristico, che aveva precedenti per droga ma era attualmente pulito, senza pendenze, implicazioni in nessun caso e non affiliato: nessuna di queste viene attualmente avallata dagli investigatori, per cui è lecito credere si tratti di congetture o speculazioni della stampa.


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