“Prima o poi doveva succedere”: il crollo di Genova era un disastro annunciato?

Costruito tra il 1963 e il 1967, sin dai primi anni erano apparsi evidenti alcuni problemi strutturali del ponte Morandi di Genova, crollato intorno alle ore 12:00 di oggi.

L’ingegner Antonio Brencich, professore associato di Costruzioni in cemento armato all’Università di Genova, scriveva il 29 luglio 2016 su ingegneri.info: “Il Viadotto Morandi ha presentato fin da subito diversi aspetti problematici, oltre l’aumento dei costi di costruzione preventivati. Ancora nei primi anni ’80 chi percorreva il viadotto era costretto a fastidiosi alti-e-bassi dovuti a spostamenti differiti delle strutture dell’impalcato diversi da quelli previsti in fase progettuale. Solo ripetute correzioni di livelletta hanno condotto il piano viario nelle attuali accettabili condizioni di semi-orizzontalità”.

Costruito in struttura mista (cemento armato precompresso per l’impalcato e cemento armato ordinario per le torri e le pile) negli anni è stato oggetti di importanti e continui interventi di manutenzione.

“Prima o poi doveva succedere”, così commentano molti cittadini genovesi che, a quanto pare, erano consapevoli delle presunte pessime condizioni in cui versava il viadotto. Un disastro annunciato probabilmente, tant’è vero che alcuni esperti, in passato, avevano affermato che sarebbe costato meno abbatterlo e ricostruirlo piuttosto che effettuare la manutenzione.

Secondo l’architetto Diego Zoppi la causa del crollo potrebbe essere attribuita ai tiranti, fatti di calcestruzzo anziché di metallo. Il celebre ponte di Brooklyn, cui il ponte Morandi era paragonato per una vaga somiglia, i tiranti li ha in metallo.

Molto polemico anche il ministro Toninelli, che parla di un’evidente manutenzione insufficiente attraverso i decenni di vita della struttura. Secondo Autostrade per l’Italia, invece, il ponte non aveva problemi strutturali e non era pericoloso.

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