Camorra, 3 omicidi in 48 ore: i politici pensano più ai bisticci che alla sicurezza

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Immagine di repertorio

Terzo omicidio in meno di due giorni nella provincia di Napoli. L’ultima vittima, un uomo, è stata trovata tra Caivano e Orta di Atella crivellata di proiettili. Si tratta di Ferdinando Fenice, 37 anni, pregiudicato di Grumo Nevano. I carabinieri di Orta di Atella e Marcianise stanno indagando, anche per appurare se dietro l’omicidio ci sia la mano della camorra.  Sicuramente, invece, di stampo camorristico l’omicidio di ieri mattina ad Acerra di Vincenzo Mariniello: boss ucciso nella sua auto a pochi giorni del ritorno in libertà.

Malavita organizzata, sembrerebbe esserci, anche dietro l’uccisione di un ambulante (Giovanni Pianese) di 63 anni, sabato sera a Mugnano. Dietro al colpo alla nuca che i sicari gli hanno riservato sembra esserci il rapporto del figlio Saverio con il clan degli Abete-Abbinante-Notturno, operante a nord di Napoli.

Camorra o non camorra, quella che nelle ultime 24 ore è andata in scena è una preoccupante escalation di violenza. Ben vengano le notizie come quella del maxi blitz di stamane alla Sanità o l’arresto di latitanti come, quello recente, di Ciro “My Way” Rinaldi, ma è evidente che c’è ancora molto da fare.

La considerazione può sembrare una “frase fatta“, ma non lo è se si pensa alle tante promesse fatte e non mantenute. “Daremo più sicurezza” è il mantra che continua a passare da bocca a bocca, da politico a politico (anche locali). Matteo Salvini, ministro dell’Interno, continua a pavoneggiarsi sforgiando divise, annunciando potenziamenti delle forze di Polizia che non si vedono ancora. Ma per lui i problemi sono altri: gli immigrati, Saviano premiato a Berlino o informare la gente su cosa mangia.

Parole su parole, che non fanno altro che alimentare un battibecco politico che assume tutti i contorni di una vera e propria campagna elettorale perenne: un teatrino che coinvolge tutti, istituzioni locali e nazionali. Mentre si litiga, però, la gente ha ancora più paura, si sente ancora più abbandonata. L’omicidio di sabato a Mugnano è avvenuto in mezzo alla folla e non in una stradina isolata, segno che la malavita è consapevole di agire incontrastata, consapevole che lo Stato è assente o almeno arriva sempre in ritardo.

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