Appalti in ospedale: maxi-confisca per cinque imprenditori vicini al gruppo Zagaria

carabinieri antimafiaCinque imprenditori casertani ritenuti vicini al clan dei Casalesi hanno subito una maxi-confisca. La Dia di Napoli ha infatti notificato tre decreti di confisca, emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di cinque uomini: R. D., 52 anni; V.C., 37 anni; O.C., 73 anni; D.F., 68 anni; e L.I., 42 anni.

Tutti sono attivi nel settore edile e tecnologico. Sembra inoltre che gli imprenditori abbiano avuto consolidati rapporti con il gruppo Zagaria del clan dei Casalesi, e siano coinvolti nelle infiltrazioni della cosca nella gestione degli appalti all’interno dell’azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.

A marzo scorso i cinque sono stati condannati dalla Corte di Appello di Napoli a pene che vanno dai sette agli otto anni di reclusione. I decreti di confisca, che seguono quelli di sequestro eseguiti tra il 2015 e il 2016, hanno interessato beni risultati nella loro disponibilità diretta e indiretta e riguardano quote societarie di imprese operanti nel settore edile e delle forniture sanitarie, nonché immobili nella provincia di Caserta e rapporti finanziari, per un valore complessivo stimato in oltre 6,5 milioni di euro.

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “È sconcertante come la camorra possa mettere le proprie mani ovunque anche sulla sanità, controllando appalti, gestione e pure le assunzioni“, commenta il consigliere.

All’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano abbiamo fatto diverse denunce per segnalare disservizi e vicende gravi avvenute all’interno dell’ospedale. Addirittura scoprimmo che un dipendente già con gravi precedenti penali non si recava a lavoro da tre mesi, non poteva andare a lavoro perché era stato arrestato per spaccio di stupefacenti.

Se non fossi intervenuto non si sarebbe svelato il mistero, o comunque chissà quanto tempo ci avrebbero impiegato a intervenire licenziandolo. Ancora oggi nessuno ci ha spiegato come sia stato possibile che l’amministrazione dell’ospedale ci abbia messo tre mesi per rendersi conto della situazione.

Gli amministratori, i politici e gli imprenditori corrotti e collusi sono sullo stesso piano dei camorristi e quindi vanno trattati come tali a livello giuridico, sono loro che danno potere alla camorra“.

 

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