Umiliava e picchiava la compagna: uomo condannato per istigazione al suicidio

Si chiamava Arianna Flagiello, e nell’agosto del 2015 perse la vita cadendo dal quarto piano del balcone di casa sua, in via Montedonzelli. Inizialmente si era parlato di suicidio, ma poi il compagno era stato iscritto nel registro degli indagati. Adesso, Mario Perrotta, ex convivente di Arianna, è stato condannato a 22 anni di carcere.

Al momento della tragedia, Arianna Flagiello aveva 33 anni e stava insieme al compagno da 12 anni. Due anni prima aveva deciso di andare a convivere con l’uomo di cui da due mesi era incinta. I parenti la descrivono come una ragazza piena di vita, cattolica praticante ed innamoratissima di Mario. Del caso si è occupata anche la trasmissione “Chi l’ha visto”, che ha messo in luce il lato oscuro di una relazione apparentemente serena.

Da tempo, infatti, Arianna subiva maltrattamenti dal compagno, sia fisici che psicologici. Lo testimoniano i messaggi trovati sul cellulare della giovane. Alcuni dicono che il convivente la umiliasse anche davanti agli amici. Per di più Arianna, che aveva trovato lavoro in una casa editrice, metteva il suo stipendio a disposizione di Mario, che faceva solamente lavori saltuari.

A destare sospetti erano stati gli ultimi inquietanti sms ricevuti dal fidanzato: “Te ne devi scappare, ora ti faccio mettere paura. È un ultimatum”. Il giorno della sua morte la donna, dopo aver ricevuto vari messaggi da Mario, si era allontanata dall’ufficio in cui aveva iniziato a lavorare e aveva raggiunto la madre. Poco dopo era arrivato Mario che, dopo una violenta lite, l’aveva trascinata con un braccio al piano di sopra, dove vivevano insieme.

La morte di Arianna Flagiello era sopraggiunta poco più tardi. Adesso Mario Perrotta è stato condannato a 22 anni per istigazione al suicidio e morte come conseguenza di maltrattamenti. L’autopsia, infatti, aveva rilevato sul corpo di Arianna un ematoma precedente l’impatto con il suolo che le era costato la vita. Subito dopo la sentenza, l’uomo è stato tradotto in carcere.

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