I neofascisti in difesa della Circumvesuviana

pendolari CircumVesuviana

Nel tempo in cui il sindacalismo non vive più per i lavoratori ma sui lavoratori e di comunisti non se ne vedono nemmeno a pagarli, i neofascisti di CasaPound lottano per il trasporto pubblico a basso costo della Campania. Questa notte intere stazioni della Circumvesuviana sono state tappezzate di locandine del tipo “Svendesi società di trasporto pubblico. Ritardi, degrado, treni rotti, stazioni fatiscenti, sporcizia – stipendi d’oro dei dirigenti, serbatoio elettorale per voto di scambio. Rivolgersi alla Regione Campania“.

Maltempo, folla in Circumvesuviana

A parte la discutibile identità del partito neofascista, e i riferimenti storici dal quale prende ispirazione, non possiamo omettere il fatto che a sensibilizzare la collettività e a lottare contro le sclerosi sociali a discapito dei lavoratori e dei ceti meno abbienti, oggi giorno non ci sono istanze marxiste o sindacali ma un accozzaglia di sbandati e di gioventù ignorante.

CircumVesuviana - CircumAfricana

Per non parlare del più generale stato di abbandono istituzionale in cui riversa la cosa pubblica, la Circumvesuviana è un buon esempio per ragionare sui fenomeni sintomatici che riflettono, e significano, l’abbandono di massa della politica, o almeno di quella con la “P” maiuscola. Attualmente questa importante infrastruttura regionale è carente nel numero di corse giornaliere, nella sicurezza e nella pulizia, nella dirigenza come nei lavoratori sfiancati ed esasperati. Quotidiane sono ormai le zuffe tra utenti e dipendenti mentre rarissime e disorganizzate sono le manifestazioni di lotta contro la politica industriale dell’EAV e i quadri della politica regionale.

Il coordinatore campano di CasaPound Italia Ferdinando Raiola riferisce sullo stato delle lotte per la riconquista del trasporto pubblico e contro le privatizzazioni spietate a cavallo della crisi. Notevole sembra la preparazione dei vertici neofascisti, a parte gli sguardi interdetti di chi li segue, almeno quanto appare l’organizzazione di movimento popolare dimostrata nella strategica lotta contro lo stato di cose esistente.

Ancora una volta ci chiediamo dove sono gli intellettuali di una volta, quegli uomini che alla fine del lavoro si armavano di penna e lume, di parole significanti e voce ferma, per orientare e organizzare le persone piegate e schiacciate dalla fatica e dalle ingiustizie sociali.

Sarà CasaPound Italia a riscrivere il futuro della Circumvesuviana o le cose andranno diversamente?

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