Vaccino AtraZeneca, la moglie del bidello morto: “Voglio la verità. Non si può morire così”

Foto Facebook Vincenzo Russo

Voglio la verità su mio marito. Non si può morire così, non è giusto” è il grido di Anna Palladino, moglie di Vincenzo Russo, il bidello di 58 anni di Acerra deceduto dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca. La donna racconta in un’intervista a “La Repubblica” – firmata Antonio di Costanzo – i giorni che hanno preceduto il decesso del marito. Sulla morte di Russo intanto indaga la Procura che ha sequestrato anche la salma per eseguire gli esami dell’autopsia.

Domenica ha fatto il vaccino ma stava bene. Lunedì è andato a scuola e dopo un po’ ha iniziato ad accusare dei brividi e ha chiesto al preside di tornare a casa. Gli stessi sintomi sono ricomparsi la sera: non aveva febbre, ma si sentiva tutto indolenzito. Pensavamo fosse la normale reazione al vaccino“.

La donna racconta però che il giorno seguente i dolori erano aumentati e la sera “all’improvviso si è irrigidito e stava per cadere come è avvenuto già con mio padre la scorsa settimana dopo avere la vaccinazione con Moderna due giorni prima“.

Allertato il 118, Russo è stato poi trasportato in una clinica di Acerra dove gli sono stati fatti i primi controlli: “Lui diceva che non stava bene, mi ha detto “pensa tu alle ragazze, ti voglio bene, ricordati sempre che ti amo“. E’ stato difficile parlare con i medici, ci trattano come numeri. Mi sono dovuta arrabbiare per chiedere un quadro clinico dettagliato e ricordagli che nel 2018 mio marito avesse avuto una trombosi ad una vena sulla gamba“.

La moglie è certa che il marito, prima della somministrazione, abbia detto la verità sui problemi di salute che lo accompagnavano da tempo e ricorda gli ultimi istanti prima del decesso: “Mercoledì ha telefonato la guardia giurata chiedendomi di andare in ospedale, ero quasi arrivata quando ha chiamato anche il medico dicendo che Vincenzo si era aggravato durante dei controlli. Credevo che fosse finito in rianimazione, invece, era morto“.

Anna ricorda poi quando è stata lei stessa a convincere il marito a fare il vaccino, per paura di perdere il posto di lavoro o di essere infettato dal covid. “Ho denunciato tutto alla polizia: voglio sapere perché tutto questo è avvenuto“.

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