Confesercenti in piazza a Caserta: “Non c’è più tempo, siamo allo stremo”

Portare le imprese fuori dalla pandemia a quasi 400 giorni di distanza dal primo durissimo lockdown. E’ lo slogan lanciato da Confesercenti questa mattina davanti alle Prefetture dei capoluoghi di provincia della Regione Campania. A Caserta presenti gli ambulanti dell’ANVA, agenzie di viaggio, la rete “Insieme per il wedding” e gli operatori del settore vivaistico. Una mobilitazione che ha coinvolto associati, simpatizzanti e tutti quegli imprenditori angosciati e stanchi di dover attendere ancora per la riapertura delle attività.

L’associazione di categoria ha consegnato un documento ai Prefetti e le stesse richieste portate direttamente sul tavolo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nei prossimi giorni la nota di Confesercenti arriverà anche nella casella di posta di tutti i parlamentari nazionali e regionali.

A sviscerare i numeri della crisi che sta affliggendo l’economia del Paese è il Presidente Provinciale di Confesercenti, Salvatore Petrella: «Non c’è più tempo, siamo allo stremo. Abbiamo la disoccupazione alle stelle, con 1 milione di perdita di posti di lavoro, 270.000 aziende chiuse di cui il 70% a conduzione familiare. Dateci la possibilità di lavorare. Bisogna ripartire. Abbiamo cercato di far capire sui tavoli istituzionali le difficoltà del mondo produttivo. Abbiamo recuperato qualcosina ma non sufficiente a portare avanti le nostre imprese. La nostra richiesta è quella di farci capire quali sono i tempi per le riaperture. Le incertezze sono state il nostro danno più grande. Anche per la stagione estiva non si sa se quando e come riapriremo, nonostante le aziende sono pronte per lavorare in sicurezza». 

A sottolineare le difficoltà a tirare avanti è il Direttore Provinciale di Confesercenti, Gennaro Ricciardi: «L’attuale Decreto Sostegni risulta deludente e inadeguato rispetto a quelle che sono le reali esigenze delle attività commerciali. Ci sono attività che da marzo dell’anno scorso non hanno più riaperto e in particolare va a loro il nostro pensiero e la solidarietà. Confesercenti ha sempre rispettato in pieno le leggi imposte dal Governo. A febbraio del 2020 avevamo cominciato con un concetto che nessuno doveva rimanere indietro ma questo concetto non è stato rispettato. Siamo a 395 giorni dall’inizio del lockdown e molti sono rimasti decisamente indietro». 

Forte la protesta di Giuseppe Amoroso, vice presidente ANVA della sezione provinciale di Caserta in rappresentanza degli ambulanti che lavora nei mercati: «Siamo con la fame negli occhi. Vogliamo lavorare, la nostra dignità è il lavoro. Siamo 28.000 ambulanti in tutta la Campania, siamo fermi da 45 giorni. Anche gli alimentari si lamentano, perché l’afflusso di gente è scarso. Di ristori si parla poco. Stiamo con le pacche nell’acqua».  

Solidarietà al mondo produttivo che arriva anche dalla Chiesa rappresentata da Don Antonello Giannotti, parroco e presidente della Caritas della Diocesi di Caserta. Nei giorni scorsi un grande afflusso nella chiesa dove celebra la messa aveva scatenato le polemiche, riaprendo la questione sugli assembramenti nei luoghi di culto e, invece, la chiusura preventiva di attività commerciali: «Sono dalla parte di quelli che dicono “perché in chiesa possiamo sederci e nei teatri no? Perché non possiamo farlo?”. Esistono delle contraddizioni enormi, capisco il vostro grido di dolore. Siamo pronti a sostenervi. Vogliamo esservi vicini, perché qualcuno probabilmente non ha capito niente». 

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