Benevento, il PM: non è stupro se il marito deve vincere minime resistenze della moglie

Benevento, il PM: non è stupro se il marito vince minime resistenze moglieBenevento – Bufera per la richiesta di archiviazione da parte di un PM della Procura di Benevento in merito a un presunto caso di stupro da parte di un uomo ai danni della moglie. È Il Fatto Quotidiano a pubblicare le motivazioni: il magistrato afferma che talvolta l’uomo deve “vincere quel minimo di resistenza che ogni donna, nel corso di una relazione stabile e duratura, nella stanchezza delle incombenze quotidiane, tende a esercitare quando un marito tenta un approccio sessuale”. Non solo, i “fatti carnali che devono essere ridimensionati nella loro portata” poiché occorsi “in una fase del rapporto coniugale in cui” la moglie “ha messo seriamente in discussione la relazione, meditando la separazione”.

Il comunicato stampa della Procura di Benevento

Circa tale notizia la Procura di Benevento ha reso noto un comunicato stampa, firmato dal procuratore Aldo Policastro, dove si precisa che contro la richiesta di archiviazione della denuncia di stupro è stato fatto legittimo ricorso dalla parte della donna e che, quindi, la questione non è chiusa.

“In riferimento ad una richiesta di archiviazione adottata da un magistrato di questo ufficio in un procedimento per maltrattamenti e violenza sessuale, oggetto, in data odierna (il 19 dicembre, ndr), di notizie di stampa, mi corre l’obbligo, atteso l’interesse pubblico connesso, di precisare che la opposizione presentata dalla persona offesa è all’esame dell’ufficio, come sempre accade dopo la sua presentazione, che dovrà determinarsi all’esito in ordine al prosieguo del procedimento. La richiesta assunta ha ritenuto che non ricorresse il quantum probatorio necessario a ritenere sussistenti gli elementi costitutivi dei reati contestati. L’ufficio, anche tenendo conto dell’autonomia del magistrato assegnatario del procedimento, si determinerà, senza alcun pregiudizio determinato dalla decisione assunta e di cui si discute, all’esito dell’esame degli atti e dell’opposizione”.

“Fermo restando che è assolutamente estraneo alla prassi e agli orientamenti di tutto l’ufficio ogni e qualsiasi sottovalutazione del seppur minimo approccio costrittivo nei rapporti interpersonali tra uomo e donna e in generale in quelli che involgano la libertà in generale e quella sessuale in particolare. Prova ne è l’impegno di tutto l’ufficio in tema di violenza di genere con la costituzione, fin dal 2017, e la quotidiana operatività dello Spazio ascolto per le vittime vulnerabili e di violenza di genere e del Tavolo tecnico interistituzionale che ha già varato protocolli comuni e di rete, Direttive condivise tra ben 27 enti partecipanti, corsi di formazione per operatori e polizia giudiziaria insieme alle Università operanti sul territorio, momenti di confronto c di approfondimenti sulla violenza di genere con la cittadinanza e le scuole del territorio e facilitato l’adozione dei percorsi rosa negli ospedali del territorio”.

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