Romeo investito mentre passeggiava con la mamma: 18enne alla guida positivo alla droga

Romeo investito a Terracina – Foto: AP Partenope Rugby

Si trovava a Terracina, nel Lazio, il piccolo Romeo, 12enne di Napoli investito e ucciso mentre attraversava la strada, con la madre e le zie, sulle strisce pedonali. Il 18enne che si trovava alla guida dell’auto che ha travolto la vittima, come reso noto Il Corriere del Mezzogiorno, sarebbe risultato positivo al test per la droga.

Terracina, addio Romeo: investito mentre attraversava la strada

Stando alle prime ricostruzioni, il piccolo stava facendo una passeggiata a Terracina ma mentre attraversava la strada con la mamma e le zie un’auto lo avrebbe investito. Di qui la corsa all’ospedale Fiorini di Terracina seguita al trasferimento presso l’ospedale Bambino Gesù di Roma. Nella mattinata dello scorso sabato, tuttavia, è stata dichiarata la morte cerebrale del 12enne.

Soltanto qualche anno fa un altro grande dolore aveva segnato la famiglia: Romeo aveva perso il suo papà. La mamma, secondo quanto riportato da Il Mattino, ha trovato la forza di reagire al dolore più grande che si possa provare con un atto di estrema generosità: ha acconsentito alla donazione degli organi, salvando altri bambini.

Intanto il 18enne alla guida dell’auto è risultato negativo al controllo antialcol ma positivo a quello della droga. La polizia locale sta proseguendo le indagini per accertare l’esatta dinamica della vicenda. La tragedia di Terracina ha sconvolto l’intera comunità partenopea che ora attende l’arrivo della salma per i funerali.

In molti hanno voluto dire addio a Romeo attraverso i social. Sulla pagina Facebook AP Partenope Rugby si legge: “La notizia improvvisa del tragico incidente che ingiustamente ti ha portato via da questa vita, mentre stavi trascorrendo spensierato le vacanze al mare con la tua cara mamma, ci ha letteralmente sconvolti. Non è giusto, non è giusto andarsene così. Tu, giovanissimo rugbista fino agli U10 del minirugby Partenope e lupetto Scout, tu eri molto responsabile e sapevi cosa fare. Ma non è servito”.

“Raffaele il tuo primo allenatore, il domatore di caratteri veri e vulcanici come il tuo, ricorda quando volevi il solletico come ricompenso per tornare in campo. Affettuoso come pochi con i compagni. Questa immagine ti ritrae quando durante il lockdown eravate costretti a stare chiusi in casa, giocando a distanza con le lettere della vostra amata squadra senza mollare il pallone. Sei un grande Romeo, raggiungi adesso tuo papà, e noi qui non ti dimenticheremo e cercheremo di stare vicini alla tua Mamma”.


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