Napoli, il Comune sul caso dell’acqua: “La nostra è controllata e potabilissima”

acqua potabile

E’ garantito che l’acqua che viene erogata nella città e nelle province di Napoli, controllata più del dovuto, è potabilissima. I dati delle analisi vengono aggiornati mese per mese per assicurare ai cittadini la tutela della salute. A tal proposito il sito IlMattino.it scrive:

L’acqua di Napoli è «controllata e potabile». L’amministrazione comunale, attraverso una nota a commento delle anticipazioni sul numero dell‘Espresso in edicola, rassicura i cittadini «sulla qualità dell’acqua erogata a Napoli» e valuterà, sulla base della lettura dei contenuti dell’articolo «Bevi Napoli e poi muori», «le possibili azioni a tutela dell’immagine della città, qualora fosse opportuno».

«L’Abc -azienda idrica del Comuneeffettua quotidiani e numerosi controlli in diversi punti di prelievo del nostro sistema idrico nelle diverse zone della città (oltre 50 punti). Tali controlli – spiega il Comuneavvengono parallelamente ai controlli effettuati dalla Asl Napoli 1. I prelievi compiuti dall’Asl vengono poi analizzati nei laboratori dell’Arpac che restituisce le informazioni alla Asl per la valutazione della potabilità. Nel contempo Abc effettua le analisi nel proprio laboratorio. I contatti tra Abc e Asl garantiscono quindi le cittadine e i cittadini in merito alla potabilità dell’acqua erogata nella città, rilasciando anche un ‘giudizio di potabilita».

«Al fine di effettuare un adeguato controllo sulla qualità dell’acqua distribuita – prosegue il Comune le analisi effettuate nei laboratori dell’Abc sono numericamente cinque volte più frequenti rispetto al minimo stabilito dalla legge. I dati delle analisi sono pubblici e consultabili sul sito ‘www.abc.napoli.it’ dove è possibile verificare per la città di Napoli, zona per zona, i parametri delle acque che l’Abc distribuisce. Tali dati sono aggiornati mensilmente. La tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente è una priorità di questa amministrazione che, però, non può evitare di segnalare la preoccupazione anche verso forme di allarmismo qualora i dati diffusi, da chiunque, siano privi di fondata documentazione».

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