Ha mummificato il corpo della madre per incassare la pensione: al Comune con abito elegante e parrucca

Anziani. Immagine di repertorio


La vicenda che ha sconvolto Borgo Virgilio, nel Mantovano, continua a rivelare dettagli sempre più sconcertanti. Protagonista è un uomo di 56 anni che, secondo gli investigatori, avrebbe tenuto in casa il corpo mummificato della madre per almeno tre anni, mentre continuava a riscuoterne la pensione. L’uomo, che viveva in una villetta nella frazione di Romanore, è ora indagato per occultamento di cadavere, truffa ai danni dello Stato, falso ideologico e sostituzione di persona.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il figlio avrebbe scelto di mantenere il corpo dell’anziana nella propria abitazione, avvolto tra lenzuola e sacchi a pelo, dopo averne rallentato artificialmente la decomposizione. Un comportamento manifestato con una freddezza che sta lasciando attoniti residenti e forze dell’ordine.

Il travestimento in municipio

Il caso è esploso quando l’uomo si è presentato all’ufficio anagrafe del Comune travestito da anziana, con il chiaro intento di rinnovare la carta d’identità della madre ormai deceduta. L’abito elegante, la parrucca, il trucco marcato e il bastone completavano un travestimento che, visto da vicino, ha però insospettito gli impiegati.

Pochi giorni prima, lo stesso individuo aveva tentato la stessa operazione. Alcuni dettagli avevano già sollevato dubbi sulla sua identità e un richiamo formale era stato l’occasione per un ulteriore controllo. Quando è tornato in Comune, l’uomo si è sentito male ed è caduto a terra, rivelando particolari fisici incompatibili con l’identità che cercava di impersonare.

La confessione e i primi accertamenti

Accompagnato presso il comando della polizia locale, il 56enne ha ammesso di non aver mai comunicato il decesso della madre e di aver continuato a ritirarne la pensione, un assegno che raggiungeva i tremila euro mensili grazie alle precedenti prestazioni lavorative del padre, un medico scomparso molti anni prima. La villa in cui l’uomo abitava è stata immediatamente posta sotto sequestro e il corpo dell’anziana trasferito per l’autopsia.

Gli inquirenti stanno ora valutando se la morte dell’82enne sia avvenuta per cause naturali, come sostenuto dall’indagato, o se siano presenti elementi che possano indicare una responsabilità diversa. Nel frattempo, sono in corso le verifiche relative al danno economico arrecato allo Stato, che potrebbe ammontare a diverse decine di migliaia di euro.

Il ruolo di una seconda persona

Un ulteriore elemento emerso nelle ultime ore riguarda una persona che avrebbe accompagnato il 56enne in municipio nel giorno del secondo accesso. Le telecamere esterne mostrerebbero una figura che lo lascia nei pressi dell’edificio senza entrare. Non è chiaro se si tratti di un complice o di qualcuno che ignorava completamente la natura dell’incredibile messinscena. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo su questo punto, considerato potenzialmente decisivo.

A Romanore, dove l’uomo viveva da anni, i residenti faticano a credere a quanto accaduto. Chi lo conosceva lo descrive come una persona riservata, educata e poco incline alla socialità. Non era sposato, non aveva figli e non frequentava le attività comunitarie del paese. La villetta in cui abitava, pur curata all’esterno, ora appare come il centro di una doppia vita costruita nell’ombra.

Nessuno, affermano vicini e commercianti della zona, aveva mai visto una donna entrare o uscire dalla casa negli ultimi tempi. Questo dettaglio, insieme al completo isolamento sociale dell’uomo, contribuisce a delineare un quadro ancora più cupo della vicenda.


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