La promessa: “Se scoppia il Vesuvio, evacuiamo in 3 giorni”

Vesuvio
I cambi d’abito del Vesuvio – Foto: Roberta De Maddi

Ieri, 13 novembre 2014, presso il liceo scientifico “Don Milani” di Gragnano, si è svolto un convegno incentrato sull’allarme Vesuvio, che coinvolge ed allerta tutti i comuni a rischio.
Edoardo Cosenza, assessore regionale ai Lavori Pubblici ed alla Protezione Civile, è intervenuto affermando che il Vesuvio è il vulcano più controllato al mondo ed in caso di pericolo caso di pericolo si provvederà ad evacuare le zone nell’arco di tre giorni.

Il regista Gianfranco Pannone ha realizzato un documentario, “Sul Vulcano”, che pone l’attenzione sui 27 comuni della cosiddetta “zona rossa” e sulle possibili soluzioni per far fronte ad una possibile nuova eruzione. Il documentario uscirà nelle sale cinematografiche in questi giorni. Il regista ha ribadito più volte che è importante un piano di prevenzione e misure di sicurezza per l’incolumità di tutti i cittadini residenti nei comuni interessati.

Il regista ha rilasciato la seguente dichiarazione a Fanpage.it “ ‘L’allarme Vesuvio’ è un emblema in Italia dell’indifferenza ma anche dell’impotenza della politica nell’affrontare certe emergenze,come dimostra anche ciò che è successo in tante città con le bombe d’acqua”.

Continuando il suo discorso, ha espresso palesemente le sue perplessità sull’intervento da parte del sindaco De Magistris e di Caldoro ”non ci sono state risposte da Caldoro o de Magistris e l’ho trovato un po’ strano me le sarei aspettate li abbiamo invitati all’anteprima che faremo a Napoli, vedremo se verranno.  Stando a quanto sostengono molti scienziati nell’area dei Campi Flegrei e nella zona vesuviana tra 10 o 100 anni potrebbe accadere qualcosa. Si dovrebbe lavorare sulla prevenzione, invece in quella zona si sono riaperti i cantieri dell’Ospedale del mare… paradossi tutti italiani. Da parte mia c’e’ la preoccupazione da cittadino e da napoletano di fronte a un territorio che non sarebbe in grado di difendersi”.

Giuseppe Mastrolorenzo, ricercatore dell’ “Osservatorio vesuviano” e Francesco Borrelli, responsabile regionale dei Verdi, come ci mostra il servizio realizzato da Fanpage.it, esprimono le proprie riflessioni sul piano d’emergenza Vesuvio, che sembra non avere una grande efficacia, a causa della scarsa informazione e delle scarse esercitazioni. Inoltre il piano d’emergenza dei singoli comuni non esiste ancora. Anche Domenico Giordano, sindaco di San Giorgio a Cremano, uno dei comuni della zona rossa, parla dell’importanza del rafforzamento dell’efficacia del piano d’emergenza, in accordo con la Protezione civile. Francesco Borrelli pone l’attenzione sul problema della 268, la strada dalla quale tutti i cittadini dei paesi vesuviani dovrebbero evacuare ma che quasi sicuramente verrà chiusa. La via di fuga resterebbe Via Benedetto Cozzolino, ad Ercolano, un percorso davvero molto lungo per raggiungere l’autostrada e mettersi in salvo.

Insomma, in caso di avvenuta eruzione, i 27 comuni corrono sicuramente  un grosso rischio per tutti questi motivi. Inaccettabile la negligenza con cui è stato trattato un problema così importante.

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