“Se schiatta ci divertiamo”. Morte di Fakir, gli sconvolgenti audio dei poliziotti
Ott 28, 2026 - Redazione Vesuviolive
Abderrahim Fakir morto durante un fermo di polizia a Bologna
«Sta respirando?», «È schiattato, ah», «Ca… me ne frega a me». Sono alcune delle frasi registrate dalla bodycam di uno dei due poliziotti intervenuti il 19 luglio nel quartiere Pilastro di Bologna, dove è morto Abderrahim Fakir, 42 anni, durante un fermo. Le registrazioni sono riportate nella consulenza medico-legale depositata alla Procura di Bologna.
Secondo la relazione, la morte è stata causata da un’insufficienza respiratoria acuta, a sua volta dovuta a tre concause. I due agenti, assistiti dall’avvocato Gabriele Bordoni, sono iscritti nel registro delle annotazioni preliminari per omicidio colposo, e vale per loro la presunzione di innocenza.
Che cosa dicono gli audio
Le trascrizioni, allegate alla perizia, restituiscono i momenti concitati del fermo: le grida di aiuto di Fakir, le discussioni tra i poliziotti, l’intervento dei soccorritori del 118. Mentre l’uomo gridava «aiuto», una voce chiede: «Sta respirando?». Poi, una frase attribuita a uno dei due agenti: «È schiattato, ah». E la replica: «Ca… me ne frega a me».
Al minuto 11:06 del filmato i sanitari comunicano che il paziente è in arresto cardiaco e iniziano la rianimazione. Durante i tentativi di soccorso, secondo le trascrizioni, uno dei poliziotti aggiunge: «Se schiatta ci divertiamo». In un altro passaggio dice al collega: «Sto a posto, sto a posto, però la prossima volta ti spiego per bene come si fa, perché così ci facciamo male».
La perizia e l’inchiesta che prosegue
La relazione conclusiva, di quasi 300 pagine, attribuisce la morte, su base ipossica, a un’insufficienza respiratoria acuta provocata da tre concause: lo schiacciamento in posizione prona mentre i due agenti lo tenevano a terra, l’assunzione di cocaina e problemi cardiaci. I consulenti citano anche l’agitazione psicomotoria e l’ipertermia.
Nell’inchiesta ci sono sei persone iscritte nel registro delle annotazioni preliminari, il cosiddetto «scudo penale» introdotto dal governo Meloni nei casi di possibile causa di giustificazione: i due poliziotti e quattro soccorritori volontari della Croce Rossa, tutti per omicidio colposo. L’avvocato Fabio Anselmo, che assiste i familiari di Fakir, ha annunciato una nuova consulenza di parte. Nel frattempo, a Napoli e in altre città ci sono stati presìdi per chiedere «verità e giustizia» sulla morte dell’uomo. L’inchiesta prosegue.
