Autopsia per scoprire la causa della morte di Anna Rugirello

Autopsia per scoprire la causa della morte di Anna Rugirello

Ritrovato il corpo di Anna, il medico legale è passato all’autopsia  del cadavere per scoprire se la morte è stata causata da annegamento o da sinistro stradale. I dettagli su IlMattino.it

 Dall’autopsia la verità sulla morte di Anna Ruggirello: è morta in seguito al sinistro stradale o per annegamento? Il medico legale Antonio Lombardi, che ha eseguito l’autopsia ieri sera, solo al termine di tutti i testi consequenziali all’esame autoptico potrà chiarire il giallo.
Iniziata ieri sera alle 20, l’autopsia è terminata dopo circa due ore. Per i funerali si aspetta che il pubblico ministero, Francesca Sorvillo, disponga il dissequestro della salma, che potrebbe avvenire tra oggi e domani.

“La famiglia – spiega l’avvocato Andrea Mario Aprea – avrebbe voluto fare un funerale unico per madre e figlia. Purtroppo non è stato possibile”.

Le acque del fiume Sarno non hanno ancora restituito il corpo di Nunzia Cascone, nonostante le ricerche siano ancora in corso. La pioggia e il freddo non rendono facili le operazioni operate dai vigili del fuoco, coordinati dall’architetto Ciro Scognamiglio, dalla guardia costiera di Napoli, diretta dall’ammiraglio Antonio Basile, e di Castellammare di Stabia, agli ordini dal capitano di fregata Savino Ricco, e dalla protezione civile di Pompei, coordinata dal dottor Ferdinando Cataldo.

Le ricerche sono affidate alla tecnologia di “Dieso”, il robot elettronico ad ultrasuoni che cattura le immagini nelle zone d’ombra e le trasmette sul monitor dove, grazie ad un programma di decriptamento, vengono decifrate forme e oggetti. Il maltempo di ieri ha impedito al reparto aereo dei vigili del fuoco di sorvolare in elicottero le acque del fiume, alla ricerca di ogni indizio che possa portare al ritrovamento della donna. Intanto, da don Ivan Licinio, incaricato diocesano del Servizio per la Pastorale Giovanile del Santuario di Pompei, parte la proposta, rivolta ai giovani, di darsi appuntamento sul luogo dell’incidente.

“Incontriamo e diamoci la mano fino a formare una catena lunga quanto le sponde del fiume – ha scritto don Ivan ai suoi amici di Facebook – un gesto semplice che manifesterebbe il desiderio di stringersi come Città al dolore della famiglia Ruggirello ed esprimergli la nostra solidarietà”.

 

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