La bimba napoletana malata di leucemia, lo Stato le nega il diritto allo studio

Karol malata di leucemia
Il caso di Karol, la bambina di sei anni, malata di leucemia, che abita a Pianura, ha fatto il giro del web per la sua delicatezza e per la negligenza con cui lo Stato se ne occupa.

Ancora una volta vengono negati i diritti fondamentali di una persona, in questo caso il diritto allo studio. Le Istituzioni non fanno il loro dovere, “uccidendo due volte”, come ha affermato il deputato Luigi Gallo, membro M5S della Commissione Cultura. Il caso è infatti giunto in Parlamento: Gallo, attraverso la sua interrogazione, ha discusso sulla gravità e drammaticità della situazione, che viola il diritto Costituzionale allo Studio sancito dall’articolo tre.

La piccola Karol, a causa della sua malattia e delle chemioterapie a cui deve necessariamente sottoporsi, vive in condizioni davvero disagiate: non riesce assolutamente a muoversi, ha una disabilità totale e ciò le impedisce di frequentare la scuola regolarmente, come tutti gli altri coetanei.  A causa della mancanza di fondi e degli insegnanti di sostegno, non può ricevere l’insegnamento domiciliare, che è previsto per legge.

Angela, la mamma di Karol, indignata ed arrabbiata per ciò che la figlia è costretta a subire, non si è data per vinta: ha lanciato un chiaro appello alle Istituzioni, chiedendo l’introduzione di agevolazioni per gli studenti disabili, che ne hanno pienamente diritto. La lettera che ha scritto al premier Matteo Renzi ad inizio ottobre non ha avuto alcun riscontro. Sono trascorsi ben tre mesi, in cui vige il silenzio assoluto.

Angela inoltre pone l’accento su un problema da non sottovalutare: lo Stato tende ad accomunare due patologie completamente diverse, la malattia debilitante che costringe il paziente affetto a restare a casa e la disabilità mentale affrontata a scuola. La scuola invece le scinde. La donna sottolinea che i disabili hanno storie a sé, vivono un vero dramma quotidiano e la legge dovrebbe essere applicata in egual modo per tutti loro.

Rabbia, tristezza aleggiano intorno a questa vicenda, che non smette di far riflettere sull’indifferenza ed inefficienza del governo.

 

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