Travolse e uccise un bimbo di quattro anni. Un tema per scontare la pena

Luigi Panico

A ridosso di tragedie ed eventi che distruggono l’anima ed intere famiglie, chi resta, cerca giustizia per le vittime e spesso spera in provvedimenti che possano dare una sonora lezione, siano queste anche motivo di dolore per chi le subisce, non importa, perché in questi casi di solito è l’animo ferito che acceca i pensieri di chi si ritrova a fare i conti con il proprio dolore.

Un dolore immenso come quello che sono costretti a contenere i genitori del piccolo Luigi Panico, il bambino di 4 anni morto poco dopo essere stato travolto insieme alla sua mamma (che ad oggi è ancora ricoverata in ospedale), da uno scooter guidato da un diciassettenne, che in preda ad una corsa ha letteralmente spazzato via la mamma e il bambino, lo scorso 29 Novembre a Rovigliano.

Al diciassettenne di Torre Annunziata, colpevole per aver strappato troppo presto alla vita un bambino di soli 4 anni, è stato notificato un provvedimento cautelare dai carabinieri di Torre Annunziata guidati dal maggiore Michele De Riggi ed è stato chiesto di scrivere un elaborato dove il giovane racconta dettagliatamente quanto accaduto con conclusive scuse formali per le vittime del reato commesso.

Un “tema”, un modo inusuale di scontare una pena, una presa di coscienza per ripensare a quanto accaduto a causa di una distrazione, di un’ingenuità, a causa di una troppa superficialità che è costata la vita ad un bambino di 4 anni. Un provvedimento, o meglio uno dei provvedimenti, riservati per il colpevole, un provvedimento apparentemente leggero e facile da sostenere ma che in realtà cela tutt’altro che semplicità. Non sarà facile ,per un ragazzo che per sempre porterà dentro il rimorso di aver ucciso un bambino, mettere nero su bianco quanto accaduto quella sera, raccontare a parole sue quel drammatico incidente, incidendo ancora di più nella sua anima una colpa che brucia come una ferita che non si chiuderà mai.

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