Napoli, migliaia in fila al Museo Archeologico: di fronte puzza di piscio e monnezza

cantiere galleria principeAnche in questo 2016, durante le festività pasquali, Napoli ha fatto registrare praticamente il tutto esaurito, con decine di migliaia di turisti da tutto il mondo e visitatori provenienti dalle città vicine riversate per strada, a creare un fiume compatto di persone che ammiravano meravigliate le enormi bellezze della città. È evidente che negli ultimi anni qualcosa è cambiato in città, merito di vari fattori, prima di tutto il ritrovato orgoglio di essere napoletani e l’enorme lavoro di riscoperta dell’identità partenopea, della gloriosa e trimillenaria storia della città, dei tesori che conserva.

In tutto questo discorso alcuni meriti non può non averli anche l’amministrazione comunale, che governa la città da cinque anni dopo aver dato un taglio netto con un passato dalle parecchie ombre, culminato con tonnellate di rifiuti in tutte le strade e le immagini che hanno fatto il giro del mondo. L’immagine di Napoli si è parecchio ripulita, i turisti stanno tornando e ogni occasione è buona per stabilire un nuovo record, tuttavia non possiamo non rilevare delle problematiche e qualche contraddizione.

fila al museo archeologico nazionale di napoli

Ieri mattina, giornata di Pasquetta, migliaia di persone hanno fatto una lunga fila per visitare il Museo Archeologico Nazionale, il quale nel suo genere è il più ricco in Italia e uno dei principali al mondo. Di fronte allo scalone la Galleria Principe, con i portici abitati da clochard ai quali non si riesce a dare una sistemazione degna di un essere umano, puzza di urina insopportabile al punto da provocare conati di vomito, un cantiere senza copertura che mostra materiali edili e spazzatura. D’altra parte l’Italia è la nazione che copre le statue nei musei e lascia i rifiuti ben in vista. Le scale di accesso alla Galleria che dànno sulla strada sono piene di chiazze di escrementi di volatili.

Da un lato l’eterna meraviglia e la Bellezza, dall’altro la vergogna di aver preso a calci una delle parti più nobili di Napoli. Chi ama questa città, passando là davanti, non può non arrabbiarsi, non può “accontentarsi” pensando che “per fortuna” le tonnellate di rifiuti non ci sono più, che gli alberghi sono esauriti, che gli stereotipi li stiamo smontando uno alla volta giorno dopo giorno. Non basta, e non sia una scusa la politica italiana, cominciata sostanzialmente a partire dell’Unità, di relegare il Mezzogiorno e la sua ex capitale a un posto non di secondo, ma di terzo o quarto piano in favore di una sola parte del Paese. Ci sono problemi ai quali possiamo rimediare noi, rimboccandoci le maniche: così come siamo riusciti a riportare i visitatori a Napoli, così possiamo coprire un cantiere e togliere gli escrementi dalla Galleria Principe. Ci sono associazioni, in città, che con un po’ di volontà riescono a ridare dignità a luoghi lasciati al degrado – non vediamo perché non si possa fare lo stesso a livello istituzionale.

cantiere galleria principe di napoli

clochard galleria principe

galleria principe, escrementi di volatili

galleria principe, puzza di urina

spazzatura galleria principe

Potrebbe anche interessarti