Coronavirus, Boccia: “Alcune attività potrebbero riaprire prima del 1° giugno”

Il Ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, ha parlato a ‘L’Aria che tira‘ su La7 della questione riapertura di bar e ristoranti, ma anche di estetisti e parrucchieri. Queste le sue parole: “Il Paese ha superato i momenti drammatici dove mancavano i ventilatori e dovevano partire mezzi delle forze armate per aiutare persone che rischiavano di non avere ossigeno in tempo. Oggi siamo con questi dati per i sacrifici che abbiamo fatto. Voglio fare un appello ai ristoratori e ai proprietari di bar e ristoranti. Noi ci siamo e stiamo correndo per tenerli in sicurezza. Le misure messe in campo non sono mai esiste nella storia della Repubblica, la cassa integrazione ci sarà finché l’emergenza non sarà finita”.

L’INPS ha erogato le richieste di tutte quelle corrette, ci sono domande con IBAN sbagliato e stiamo pressando l’INPS per far erogare i soldi, così come per le casse integrazione, alcune Regioni le hanno già ricevute, altre hanno presentato le domande 10 giorni fa. Il Paese è stato chiuso nello stesso, gli effetti della chiusura e delle reti territoriali di prevenzione hanno dato risultati diversi, quei risultati sono oggetto di monitoraggio e abbiamo acceso di nuovo gli interruttori e non l’abbiamo fatto per simpatia verso un settore, ma per settori in cui era più semplice mantenere la sicurezza. Stiamo stilando delle linee guida per tutte queste attività che presuppongono un contatto fisico”.

Nessuno è scellerato da non rispettare le linee guida. Vogliamo tutti la differenziazione territoriale molto presto e vogliamo farlo in sicurezza. Siamo anche in attesa del monitoraggio che ci darà più linee guida e presenteremo anche le linee guida per bar, ristoranti, parrucchieri ed estetiste. Probabilmente dal 18 maggio, alcune Regioni potranno andare al bar o al ristorante, o dall’estetista e dal parrucchieri. Se una Regione decide di aprire in anticipo un centro estetico, senza linee guida dell’INAIL, si prende la responsabilità dei possibili contagi di clienti e lavoratori“.

Prima del 18 escludo che venga aperto qualcosa, dopo il 18 qualcosa potrebbe riaprire, perché faremo tutte le valutazioni in base ai dati di monitoraggio, anche per la questione di differenziazione territoriale. Questa è una nuova normalità. Ti rendi conto che è cambiata la nostra vita e ora si lavora in sicurezza, rischiando il meno possibile“.

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