Covid, nuovo calo dei consumi ad ottobre: 8,1% rispetto al 2019

Covid – i dati di Confcommercio sul mese di ottobre. Il covid oltre che alla sanità, ha dato una forte mazzata anche all’economia del nostro Paese. Negozi e attività chiuse e l’acquisto sempre più imponente su piattaforme digitali hanno accentuato una crisi economica che già l’ Italia viveva da diversi anni.

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Nonostante una forte ripresa registrata nel terzo trimestre  – luglio, agosto e settembre – ad ottobre il riacutizzarsi della pandemia ha portato ad un nuovo calo soprattutto dei consumi, pari all’8,1% rispetto allo stesso mese nel 2019 pari al 5,1% – questo secondo i dati forniti da Confcommercio.

Il rallentamento, ha interessato in misura più immediata e significativa la filiera del turismo, servizi ricreativi (-73,2%), alberghi (-60%), bar e ristoranti (-38%). Per il mese di novembre si stima una riduzione del Pil del 7,7% su ottobre e del 12,1% nel confronto annuo.

Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio afferma: “L’aggravarsi della pandemia e nuovi lockdown pesano sulla nostra economia già provata dalla crisi. Occorre una reazione più forte subito: indennizzi adeguati per le imprese e moratorie fiscali e creditizie.

Nello stesso tempo chiediamo che legge di Bilancio e Piano di ripresa puntino sugli investimenti necessari a rimettere in moto produttività e crescita a vantaggio di più coesione sociale“.

I dati Istat però segnalano un quadro positivo per quanto riguarda la vendita all’estero delle nostre materie: nel terzo trimestre 2020, rispetto al precedente, l’export segna un aumento del 30,4%. A settembre 2020 inoltre, l’export registra una crescita su base annua del 2,1%, dovuta all’aumento delle vendite sia verso l’area extra Ue (+2,8%) sia, in misura minore, verso quella Ue (+1,4%).

Tra i settori che contribuiscono maggiormente all’aumento tendenziale dell’export si segnalano mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+28,7%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+9,9%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+8,2%), articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (+6,4%) e autoveicoli (+5,8%). In forte diminuzione, su base annua, le esportazioni di prodotti petroliferi raffinati (-51,1%).

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