I supermercati minacciano: “Non accetteremo più buoni pasto”. Vogliono pagare meno tasse

Supermercati e ristoranti minacciano di non accettare più i buoni pasto fino a quando il Governo non opererà una riforma del sistema di erogazione. Ad affermarlo sono alcune delle principali associazioni dei settori interessati (ANCD Conad, ANCC Coop, FIEPeT Confesercenti, Federdistribuzione, FIDA e Fipe Confcommercio) che puntano i riflettori sulla tassa del 20% che devono versare nelle casse dello Stato quando accettano i buoni pasto.

La Consip, società del Ministero dell’economia, ha annunciato la gara BP10. Proprio in concomitanza con la notizia le aziende si sono messe di traverso per sperare di ottenere un miglioramento delle condizioni economiche, un ricatto che tuttavia va ad incidere su 3 milioni di lavoratori e famiglie italiani che usano i buoni pasto per mangiare o fare la spesa al supermercato.

Assountenti propone il boicottaggio di chi non accetterà i buoni pasto

Da Assoutenti giunge invece il contro ricatto: le famiglie verranno invitate a boicottare le catene e le attività che non accetteranno più i buoni pasto. “Se la Grande distribuzione rifiuterà di accettare i buoni pasto partirà una campagna di boicottaggio contro le catene commerciali invitando gli italiani a non fare la spesa presso i punti vendita delle società coinvolte” – lo afferma Assoutenti, che chiede al più presto soluzioni per evitare danni alle famiglie.

“Il problema delle commissioni eccessive sui buoni pasto è un problema reale che, in Italia, si ripresenta ciclicamente – spiega il presidente Furio Truzzi – In tal senso le imprese del commercio e della ristorazione hanno ragione di protestare, ma crediamo che i lavoratori che usufruiscono dei ticket non debbano essere usati come clave per fare pressioni sul Governo. Ciò che serve è un tavolo con tutti i soggetti della filiera finalizzato a garantire condizioni eque per tutti, rivedendo in tal senso i criteri delle gare Consip sui buoni pasto che non possono mai essere al ribasso”.

“Ricordiamo che 3 milioni di famiglie in Italia ricorrono ai ticket anche per fare la spesa al supermercato, e un addio ai buoni pasto rappresenterebbe un ingiusto aggravio di spesa, oltretutto in un momento in cui i prezzi al dettaglio sono alle stelle – prosegue Truzzi – Invece di minacciare lo stop ai buoni pasto, ristoratori ed esercenti potrebbero applicare una scontistica in favore di chi paga con denaro o carte, in modo da limitare lo strapotere delle grandi imprese dei buoni pasto”.

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