Paesi più ricchi del mondo per reddito: Sud in cima per 4 secoli, declino con l’Unità d’Italia

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I paesi più ricchi del mondo per reddito pro capite. In foto: il Regno delle Due Sicilie quarto nel 1820, assente ogni altro stato preunitario

Dal 1500 fino al 1840 il Sud sempre ai primi posti tra i Paesi più ricchi del mondo per Pil pro capite, per scomparire insieme all’Italia a partire dal 1860 in poi. È quanto emerge da un video realizzato da CityGlobeTour, un importante canale di Geografia, Turismo, Ambiente, Curiosità, Statistica, Economia, Popolazione e Società.

Paesi più ricchi del mondo per reddito pro capite: il Sud al vertice fino all’Unità d’Italia

CityGlobeTour ha preso in considerazione i dati sul reddito medio annuo degli abitanti delle nazioni a partire dal 1500, ossia all’indomani della scoperta delle Americhe (avvenuta nel 1492) con la quale si fa per convenzione coincidere il termine del Medioevo e l’inizio dell’Età Moderna.


Da quell’anno in poi possiamo vedere come il Regno di Sicilia sia costantemente ai primi posti fino al 1816, quando ci fu la fusione con il Regno di Napoli e la nascita del Regno delle Due Sicilie. Per secoli gli abitanti del Regno di Sicilia sono stati tra i cittadini più ricchi al mondo, raggiungendo anche la primissima posizione nel 1718. Il Regno delle Due Sicilie è stato quarto dal 1816 al 1848, una data non casuale: coincide con i moti rivoluzionari che culmineranno poi nella campagna garibaldina del 1860/1861 e l’Unità d’Italia.

Assente ogni altro Stato preunitario

Negli anni immediatamente post unitari il Regno d’Italia figura tra i primi 12 Paesi con il reddito medio più elevato al mondo, ma scompare ben presto. Un fattore che fa riflettere è la totale assenza (fino al 1860) di qualsiasi altro degli Stati preunitari, fatta eccezione per la Repubblica di Venezia il cui declino comincia però dal 1600 circa in poi.

Un elemento che sembra sfatare il mito il mito del Sud da sempre arretrato rispetto al Nord, confermando invece in buona parte le tesi di chi afferma che il declino del Mezzogiorno – o il suo arresto – sia cominciato proprio dalle prime fasi dell’Unità d’Italia.


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