Via dai libri dei licei gli autori meridionali, la polemica entra in Parlamento

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Sarà l’avellinese Giancarlo Giordano, deputato in forza a Sel, questa mattina a portare avanti una battaglia molto sentita nel meridione. Lo farà nella commissione Cultura dove il ministro sarà chiamato a rispondere alla lunga interrogazione del politico campano.

La questione riguarda le indicazioni nazionali sugli autori da trattare nei licei così come recita il decreto ministeriale 211/2010. L’indice è puntato soprattutto sull’ultimo anno di insegnamento, quello che porta a conseguire la maturità: nel Novecento tra i 17 autori scelti per la letteratura italiana non viene citato alcun meridionale.

Insomma del Sud non c’è alcuna traccia nei programmi del quinto anno: scompare anche il premio Nobel Salvatore Quasimodo. Un programma in chiave settentrionale? Nel dubbio il deputato di Sel pone il quesito al quale il ministro dovrà dare una spiegazione plausibile.

Quello dei libri scolastici sta diventando un problema di un certo rilievo. Se pensiamo alla storia l’esempio è davvero eclatante con la poca informazione riguardo al periodo nel quale avvenne l’Unità d’Italia. Le nozioni sul Regno delle Due Sicilie sono spesso poche, non veritiere o in alcuni casi vengono tralasciate.

La rivoluzione spetterà soprattutto agli studenti: forse devono essere proprio loro ad alzare la voce portando all’attenzione di tutti i problemi relativi ad un insegnamento troppo spesso di stampo settentrionale. Ricordiamo, in questo senso, la battaglia di alcuni studenti campani che facendo le opportune ricerche smentirono il proprio libro di storia.

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