2 mesi dopo il 4 marzo: l’Italia non ha un Governo e “nisciuno se ne importa”

Il 4 marzo 2018 oltre il 70% degli italiani aventi diritto di voto si è recato alle urne per esprimere la propria preferenza. Il primo partito in Italia è stato il Movimento Cinque Stelle, chiaro segnale del desiderio degli italiani di cambiare qualcosa. Anche a chi stanno antipatici o a chi non li avrebbe mai votati, converrà che il voto ai 5 stelle sia stato dettato dalla voglia di ribaltare tutto. Al Sud, infatti, ha spopolato il Movimento di Beppe Grillo, un Sud stanco di tante promesse fatte da destra e sinistra e mai mantenute.

Cosa è successo a due mesi di distanza dal voto? Nulla, o meglio di tutto fuorchè la formazione di un Governo. Sono stati eletti i presidenti della Camera, dopodichè una disfatta dopo l’altra. Dal probabile patto tra Salvini e Di Maio poi vanificato dall’attaccamento morboso del rappresentante della Lega alla coalizione di destra, in particolare a Berlusconi, fino a giungere all’alleanza PD – Di Maio, anch’essa sfumata domenica scorsa dopo le parole di Matteo Renzi.

Agli italiani che domenica 4 marzo si sono recati alle urne carichi di sogni e speranze non rimane che l’amarezza. Nè il mandato esplorativo del presidente del Senato né quello del presidente della Camera hanno prodotto risultati. Roberto Fico era quasi certo di aver trovato un punto di incontro con il PD fino a quando Matteo Renzi domenica sera, ospite del programma di Fabio Fazio, ha vietato categoricamente ogni alleanza con i Cinque Stelle (ricordiamo che Renzi non è più il segretario del PD ed ha ancora un certo potere nel partito).

Dopo domenica si è scatenato un putiferio all’interno di un Partito Democratico ormai alla resa dei conti, sfaldato completamente e impossibilitato a dare una certezza governativa. Cosa accadrà ora? Di Maio chiede a Salvini di rivotare a giugno, ma il leghista non sembra essere d’accordo.

Se davvero si rivotasse a giugno, come reagirebbero gli italiani? Sarebbero disposti nuovamente a tornare alle urne dopo il disastro di questi mesi? Che fiducia potrebbero mai riporre nei confronti degli stessi partiti che non sono stati in grado di raggiungere un accordo per il bene dell’Italia? Domande a cui è difficile rispondere ma su cui riflettere.

Mattarella lunedì farà nuove convocazioni lampo, un’ultima chance per capire se ci sia ancora lo spiraglio di un possibile accordo Movimento Cinque Stelle – Centrodestra.

Il risultato, ahimè, sappiamo tutti quale sarà.

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