Salvini indagato per sequestro di persona: come dovrà procedere la Procura

Dopo dieci giorni l’odissea della nave Diciotti, e dei 140 migranti rimasti a bordo, si è conclusa nella notte tra sabato e domenica, ma ora gli occhi sono puntati su un’altra faccenda: le indagini che la procura di Agrigento ha aperto nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini. La questione dello sbarco si è risolta grazie all’intervento del Vaticano (attraverso la Conferenza Episcopale Italiana), dell’Irlanda e dell’Albania che prenderanno rispettivamente in affidamento: 100, 20 e 20 migranti.

Tornando alle indagini, in un primo momento il fascicolo d’inchiesta era a carico di “ignoti” – con Salvini che non ha perso occasione per lanciare la sua sfida al procuratore Patronaggio – ma dopo l’annuncio del trasferimento al Tribunale dei Ministri non ci sono stati più dubbi: il leader della Lega è indagato per i fatti della Diciotti, e insieme a lui il capo gabinetto Matteo Piantedosi.

La decisione del procuratore e dell’aggiunto Salvatore Vella è arrivata dopo aver ascoltato, come persone informate sui fatti, i dirigenti del servizio Libertà civili del Viminale per circa tre ore. I funzionari hanno fornito la ricostruzione della catena di comando degli ordini impartiti al comandante della Diciotti e, su richiesta formale, le generalità del ministro dell’Interno, poi finito nel registro degli indagati.

Salvini non l’ha presa bene e da Pinzolo ha tuonato: “Vergogna. Ma non ci fermeranno. Indagano un ministro che difende i confini del Paese: è una vergogna ma non ci fermeranno. Aspetto con il sorriso il procuratore di Agrigento, voglio spiegargli le mie ragioni. Aspetto un procuratore che indaghi i trafficanti e chi favoreggia l’immigrazione clandestina. Gli ricordo che gli scafisti comprano armi e droga che poi viene spacciata magari fuori dalle scuole dei nostri figli”.

Ma ora come si procederà? La materia è disciplinata dalla legge costituzionale 1/1989. La prossima tappa, per un iter giudiziario che si annuncia lungo e complesso, porta la data del 29 agosto 2018. Per quella data i giudici di Agrigento dovrebbero trasmettere il fascicolo d’inchiesta alla procura di Palermo, che avrà poi quindici giorni per girare gli stesi atti al Tribunale dei Ministri della stessa città.

Questo organo collegiale – composto da sei membri – è l’unico competente quando ci si trova ad indagare un ministro per reati commessi nell’esercizio delle sue funzioni. Nel caso specifico sono tre i capi di imputazione: sequestro di persona, abusi di ufficio, e arresto illegale. Il Tribunale dei Ministri avrà poi 90 giorni per decidere se archiviare o se chiedere l’autorizzazione a procedere alla Camera competente: il Senato nel caso di Salvini.

Nel caso in cui si deciderà di procedere spetterà a Palazzo Madama decidere, entro due mesi, con votazione a maggioranza assoluta, se negare o concedere l’autorizzazione a procedere. Solo nel secondo caso, gli atti saranno restituiti al Tribunale dei Ministri per un eventuale rinvio a giudizio.

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