Piagnisteo lombardo, Fontana non vuole critiche: difende tutte le scelte sbagliate

“C’è un clima avvelenato che qualcuno ha voluto creare nel Paese. Un clima anti-lombardo; e chi ha creato questo clima, dovrebbe farsi un esame di coscienza perché poi i risultati sono questi. Io credo che i numeri si debbano anche interpretare e, più che guardare ai numeri oggettivi credo si debba guardare all’indice di contagio. In Lombardia siamo 10 milioni di persone, è chiaro che da noi i numeri saranno sempre più alti che altrove. Però, se guardiamo il tasso d’infezione scopriamo che da noi (in Lombardia) è tra i migliori in Italia, anzi, siamo scesi dallo 0,53 allo 0,48. Ed è questo il dato di cui tener conto”.

Le parole di Attilio Fontana, il governatore della Lombardia, hanno fatto “sorridere” tante persone (in realtà hanno alzato un bel polverone). Non solo perché spesso ha dimostrato di dire cose lontano dalla realtà dei fatti, ma anche perché ha coperto le scelte errate della squadra lombarda usando il “complesso di superiorità” che aleggia intorno a quelle zone e che sta tornando a prendere il sopravvento.

Non dimentichiamo che qualche giorno fa il giornalista Stefano Zurlo, durante la trasmissione Tagadà su La7, ha affermato che ai navigli di Milano non ci fossero milanesi ma “turisti abusivi” o “lavoratori immigrati” da altre zone d’Italia, indovinate un po’ quali! È sempre la stessa storia, quella degli ultimi 160 anni: i Lombardi o i Padani non possono commettere errori, quindi qualsiasi cosa accade al Nord, è per colpa dei meridionali o degli immigrati.

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Il titolo di Libero del mese di marzo 2017

La cosa assurda è che spesso sono proprio molti meridionali (anche giovani), quando apprendono una notizia di cronaca al Nord, sperano quasi di sapere che la colpa possa ricadere su un meridionale. Si chiama “complesso di inferiorità”, effetto dei “bombardamenti” mediatici guidati dai media di una sola parte del Paese.

Tornando alle dichiarazioni di Attilio Fontana, è vero, la Lombardia ha 10 milioni di abitanti, e la Campania solo 5 (quindi avrebbe dovuto avere 8.000 morti). Ma la Campania come spesso ha ribadito Vincenzo De Luca, è la regione con densità popolativa per km quadrato più alta d’Italia e talvolta d’Europa, in cui sarebbe più facile contagiarsi.

Portici ad esempio, con i suoi 55.000 abitanti in 4 km e mezzo di superficie, era la terza città al mondo per densità di popolazione (almeno fino a qualche anno fa, quando era più limitato il dramma dell’emigrazione), con circa 18.000 abitanti per km quadrato, in 3 km volendo escludere il Bosco di Portici. Il virus avrebbe dovuto portare ad un’ecatombe, ma così fortunatamente non è stato, nonostante il rientro di migliaia di infetti dal nord.

Questo si chiama semplicemente “piagnisteo Lombardo”, ma non si può dire e non lo troveremo scritto sui giornali nazionali (magari di Mentana, di Feltri, di Sallusti), al contrario del “piagnisteo napoletano”. Magari solo perché i napoletani sono continuamente vittime di mala informazione, di cori razzisti negli stati e tutto il resto?

Il governatore si è lamentato degli attacchi mediatici ricevuti, anche se ci sono voluti 15.000 decessi (pace all’anima delle vittime) e 85.000 contagi per poter cominciare ad avere qualche dubbio sulla Lombardia, vedendo gli stessi giornalisti con i soliti dubbi che hanno sempre su Napoli. Semplicemente questi sono i risultati che la sua politica ha portato, i risultati di quegli affarismi che ci sono sempre stati nelle regioni del Nord.

Come ci si trova ad essere dopo 160 anni (e chiaramente solo in questo periodo) con il coltello dalla parte “della lama”? Forse solo per qualche settimana proverete ciò che i meridionali provano dal 1861, con continui attacchi mediatici e politici.

Ma non si deve preoccupare il governatore, difficile raggiungere il “clima di odio” nei confronti di Napoli e del Sud. I lombardi, specie al Sud, non troveranno mai scritto “non si affitta ai settentrionali infetti”, non sentiranno mai ogni domenica sugli stadi “milano coronavirus”, oppure in tv non sentiranno più parlare (finita la tragedia) della malagestione lombarda, considerando che quasi tutti i media nazionali hanno sede in Lombardia e difendono gli interessi del Nord.

È solo per qualche giorno, ma poi tutto passerà e tornerà come prima, tornando a vivere in quel mondo utopico della mala informazione: un Nord laborioso, onesto ed efficiente (dove non c’è mafia, camorra o ‘ndrangheta), ed un Sud parassita, ancora coleroso, assistito, terremotato e mafioso, al quale lasciate due briciole per mangiare o per venire a produrre da voi, comprando i vostri prodotti.

Basterà una prima rapina, un primo omicidio a Napoli (come se al Nord non fossero presenti), che tutto tornerà come prima, i riflettori torneranno al Sud (in realtà già ci sono); torneremo nei salotti televisivi dei benpensanti e, con i sociologi, cercheremo di capire perché il Sud è geneticamente criminale (forse inferiore?), giacché accadono solo fatti di cronaca e “farwest” in Terronia.

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