Audizione Schiavone, la geografia della munnezza: rifiuti anche nel resto del Sud ed in mare

Mappa rifiuti tossici

Terzo appuntamento con il nostro approfondimento sulle rivelazioni nascoste dallo Stato contenute nell’audizione di Carmine Schiavone del 1997. Ieri abbiamo parlato di alcuni nomi dei responsabili del disastro ambientale della terra dei fuochi, oggi vediamo dove, secondo quanto affermato da Schiavone, i rifiuti tossici furono interrati.

Schiavone delineò quali erano le zone di competenza dei casalesi e quindi in quali territori del Centro-Sud Italia interrarono i veleni. Al Nord l’influenza si estendeva fino alla provincia di Latina, poi “tutto il Matese, fino alla zona di Benevento” e ad Est fino in Molise. Purtroppo l’interramento illegale non si fermava in questi territori, anche il resto del Sud è stato avvelenato: “Anche in Calabria era lo stesso: non è che li rifiutassero i soldi. Che poteva importargli, a loro, se la gente moriva o non moriva. L’essenziale era il business. «Sulla Puglia cosa sa?» chiese il presidente Massimo Scalia, “Anche sulla Puglia parlavamo – rispose – c’erano discariche nelle quali scaricavano sostanze che venivano da fuori”. Le zone interessate sarebbero il Salento, le province di Bari e Foggia.

rifiuti tossici interrati

Non solo terra inquinata e distrutta ma anche tanto mare. Così come fino a qualche anno fa si accennava solo di terre inquinate da rifiuti tossi, oggi si parla di rado del mare che ha subito la stessa sorte. Su questa vicenda Scalia incalzò Schiavone a dire qualcosa:

PRESIDENTE: Non ha mai sentito parlare di traffici di rifiuti con navi?
SCHIAVONE: So che c’erano navi e che qualcuna è stata affondata nel Mediterraneo, però sono ricordi sbiaditi. Ricordo che una volta si parlò di una nave che portava rifiuti speciali e tossici, scorie nucleari, che venne affondata sulle coste tra la Calabria e la Campania, ma è sempre un discorso che è stato fatto in linea di massima fra noi. Discutevamo anche, per esempio, dopo la caduta del muro di Berlino, sugli investimenti che avevano fatto in Germania Est (…) i Bardellino, mentre erano in guerra con noi (…).

L’identico discorso purtroppo è valido anche per la Sicilia. Nella terra dei vespri l’affare è stato gestito dal “gruppo vincente dei siciliani”

Nulla è stato risparmiato. Terra che una volta per i suoi paesaggi mozzafiato e le produzioni agricole rinomate nel mondo conosciuto era chiamata Campania felix. Oggi sotto quella terra, nel mare e anche al di sotto del manto stradale vi è stato sotterrato l’inferno. Sotto molti strati di asfalto ci sono chissà quanti rifiuti pericolosissimi. Parola di boss.

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