Da Bagnoli al caso Greta, MAREA Village contesta Repubblica e Corriere del Mezzogiorno: “Comitato elettorale di Manfredi”
Ott 14, 2026 - Francesco Pipitone
Marea Village - La contestazione verso le redazioni di Repubblica Napoli e Corriere del Mezzogiorno
Targhe con la scritta «Comitato elettorale del prof. Gaetano Manfredi» agli ingressi delle redazioni napoletane di Repubblica e del Corriere del Mezzogiorno. È la provocazione con cui MAREA Village, il network di mobilitazione che ha animato a Napoli quattro giorni di incontri e cortei, ha scelto di contestare le scelte editoriali di alcuna stampa cittadina. Una protesta, spiegano gli organizzatori, «pacifica e satirica». Al centro della contestazione c’è il modo in cui i due quotidiani hanno raccontato la presenza di Greta Thunberg in città. Ma il bersaglio dichiarato è più ampio: il rapporto tra informazione locale e potere politico.
Le targhe davanti alle redazioni
MAREA Village spiega di aver scelto una «provocazione» per porre una domanda precisa: «Quale distanza critica mantiene la parte più mediaticamente rilevante dell’informazione napoletana dal sindaco, prof. Gaetano Manfredi, e dalla sua amministrazione?». La risposta, nelle intenzioni del movimento, è la targa: «Una scelta satirica per denunciare il rischio di subalternità dell’informazione al potere politico, a partire dalle scelte delle direzioni editoriali».
Il comunicato è titolato «Da quarto potere a voce del padrone. Se la stampa diventa il comitato elettorale del sindaco» e prende le distanze da ogni attacco personale ai giornalisti. «Non pretendiamo articoli celebrativi. Né intendiamo mettere sotto accusa i singoli cronisti, molti dei quali hanno seguito con attenzione e professionalità le nostre iniziative», si legge. Il problema, aggiungono, riguarda invece «le scelte editoriali: quali notizie valorizzare, quali marginalizzare, quali titoli dare. Una forma di censura per sottrazione, che può svuotare di significato anche il lavoro dei giornalisti».

Il caso dell’11 ottobre: «stanchezza» e un piatto di pasta
L’episodio che per gli organizzatori ha fatto traboccare il vaso è quello di domenica 11 ottobre. Mentre Thunberg «denunciava da Posillipo le trasformazioni della costa di Bagnoli e registrava un videoappello allo sciopero globale per il clima del 16 ottobre», sostiene MAREA Village, Repubblica e Corriere del Mezzogiorno «titolavano soprattutto sulla sua “stanchezza”, insinuando addirittura motivi politici alla base della sua non partecipazione a un sit-in di protesta in corso, contestualmente, all’esterno del pontile di Bagnoli».
Il comunicato ricorda che l’attivista svedese è «sottoposta a un’enorme esposizione pubblica» e che, anche a Napoli, è finita «all’assalto di fotografi e cronisti alla ricerca dell’immagine esclusiva». E aggiunge: «Nel tourbillon di news di questi giorni è stato dato risalto persino al suo pranzo, “un piatto di pasta”, con la precisazione tra parentesi: “è vegana”. Curiosità morbose, a nostro avviso, più adatte a chat tra amici che a giornali che dovrebbero interrogarsi sul significato ambientale ed etico che può avere quella scelta».

«La notizia era cosa avesse mangiato Greta?»
Il passaggio chiave del comunicato è una domanda retorica: «La notizia era cosa avesse mangiato Greta, quanto fosse stanca o perché non si fosse fatta fotografare sul pontile? Oppure che una delle attiviste climatiche più conosciute al mondo aveva scelto Napoli per sostenere le rivendicazioni degli abitanti, denunciare lo scempio di Bagnoli e contestare un modello di città piegato agli interessi di pochi?».
MAREA Village rivendica anche un risultato: «Successivamente alle nostre rumorose rimostranze, e al rimbalzare sul web di un video appello che ha raccolto in pochi minuti centinaia di migliaia di visualizzazioni, le testate napoletane si sono viste costrette ad ampliare la narrazione». Il danno, tuttavia, per il movimento è già fatto: «Ciò che resta indelebile sono i titoli, le gerarchie delle notizie, il rischio che il dissenso venga banalizzato proprio quando mette in discussione le scelte di chi governa».

Quattro giorni di mobilitazione e il prossimo appuntamento
La protesta contro i giornali arriva dopo quattro giorni di iniziative che, secondo gli organizzatori, hanno coinvolto «migliaia di partecipanti» e ospiti internazionali come Thunberg e la relatrice Onu Francesca Albanese, con incontri, assemblee e mostre «contro la guerra, il genocidio, la crisi sociale e la devastazione ambientale», e un confronto pubblico «sul futuro di Napoli e sul saccheggio dei beni comuni, a cominciare da Bagnoli». Le iniziative si sono svolte tra l’altro al Parco San Laise, nell’area dell’ex base Nato di Bagnoli, e sabato 10 ottobre Thunberg ha partecipato al corteo per la Palestina in città.
Il movimento annuncia che l’impegno continua: venerdì 16 ottobre MAREA Village sarà a Bagnoli per lo sciopero globale per il clima e, «a fianco degli attivisti della Rete No America’s Cup», per «rilanciare la mobilitazione contro il disastro ambientale in atto sull’area flegrea». Il comunicato si chiude con lo slogan del movimento, «La nostra marea vi sommergerà!», e con un appello alla stampa: «Non chiediamo ai giornali di stare dalla nostra parte. Chiediamo di non stare dalla parte del potere».
