Italia, dove pagano solo i poveri e i ricchi rubano indisturbati

Ricchi e poveri

Ci hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame
(Fabrizio De André – Nella mia ora di libertà – Storia di un impiegato)

Ieri, a Giugliano, una coppia di 26 e 20 anni è stata denunciata per aver tentato di rubare articoli quali pannolini, pastina, omogeneizzati, abitini da neonato e così via, all’interno del supermercato Auchan della città. Entrambi non lavorano e hanno un figlio di un anno, di cui, evidentemente, non sono in grado di soddisfare i bisogni più elementari, fattore che non è passato inosservato ai magistrati che hanno solo denunciato i due, sorpresi dalle telecamere di sorveglianza: essi, i giudici, non potevano chiudere un occhio e far finta di niente, tanto più che l’uomo e la donna non hanno (e non potevano) negare quello che avevano fatto. Dura lex sed lex, anche a Natale, quando l’impostaci filosofia del consumismo vuole che spendiamo soldi su soldi per arricchire sempre gli stessi mercanti, e chi ha fame, chi non ha nulla, chi non può permettersi i regali guarda. Immaginateli questi due giovani genitori, incapaci di mettere sotto l’albero (sempre che lo abbiano) un pacchetto per il proprio piccolo, mentre la società li bombarda di messaggi ed esortazioni a comprare, spendere e spandere, di pubblicità con bambini sorridenti che abbracciano questo o quel giocattolo, e loro niente, non hanno i soldi neanche per i pannolini.

La legge, dicevamo, è dura ed implacabile, non guarda in faccia a nessuno e tanto meno ai morti di fame; al contrario, direi, essendo invenzione ed emanazione dei ceti più ricchi favorisce sempre questi ultimi, o fornisce scappatoie affinché costoro rischino davvero poco se beccati a compiere condotte illecite. Come spiegate allora la sostanziale impunità per un Silvio Berlusconi che ha evaso trecento milioni di euro e ha scontato solo qualche ora di servizi sociali? E i milioni evasi da gente come Valentino Rossi o Ezio Greggio, o le varie sanatorie, gli scandali, le false residenze, i conti nei paradisi fiscali, i politici che si ritrovano pagata la casa senza sapere niente, e roba varia? Hanno rubato, sì, hanno rubato, e il sistema ha fatto pagare loro una multa di importo inferiore a quello che avrebbero pagato se avessero agito come legge comanda, ossia come agiscono tutti i poveri cristi che si spezzano la schiena ogni giorno, per decenni, per poi andare a mangiare alla Caritas o a prelevare in parrocchia il pacco di generi alimentari, gli aiuti umanitari, visto che la pensione è pressoché nulla.

A tutte quelle ricchissime persone la dura lex offre, in un modo o nell’altro, la scappatoia per uscirne franchi e con la faccia pulita, ma la gente, i comuni mortali potremmo dire, sono destinati inesorabilmente a soccombere. Mi viene da sorridere inoltre se penso che il soggetto danneggiato dalla coppia di Giugliano è una multinazionale, la quale come tutte le multinazionali ha sede in un luoghi che le consentono pagare una miseria di tasse, multinazionali che spesso hanno sfruttato e continuano a sfruttare i massacranti turni di lavoro, non di rado in condizioni bestiali, di uomini, donne e bambini, che violano sistematicamente ed impunemente i diritti umani.

Tuttavia dobbiamo comprenderli questi ricchi, dobbiamo avere compassione di loro: è vero, dominano il mondo, però sono pochissimi e hanno bisogno di talune particolari tutele, altrimenti rischiano di scomparire. Sono come gli animali in via estinzione e hanno bisogno di ampi prati verdi dove pascolare e ingrassare, e lo fanno bene: la cosiddetta “crisi” ha portato che chi era ricco ora è ancora più ricco, e i poveri sono aumentati vertiginosamente, segno che le tutele di cui sopra hanno funzionato in modo esemplare. Bravi, siamo contenti per loro.

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