Società

Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, è intervenuto a margine di un convegno a Giugliano. Il convegno riguardava le bonifiche in corso nel territorio alla periferia Nord di Napoli.

Costa ha spiegato che le ecoballe oltre ad essere una vergogna tutta nostrana, sono nocive alla salute e devono, in maniera categorica, essere spostate al più presto. Queste le sue parole: Le ecoballe sono una vergogna italiana che non solo non ci possiamo permettere, ma non vogliamo neanche subire. Lo dico da cittadino di questa terra oltre che da ministro.

Il governo nella scorsa legislatura ha dato le risorse alla Regione Campania per lavorare le ecoballe e fare in modo che vengano spostate. Noi abbiamo lasciato le risorse ma ora vogliamo vedere i risultati, altrimenti non avrebbe senso dare queste risorse”, ha proseguito ancora Costa.

Il ministro dell’ambiente conclude, dicendo: “D’altro canto siamo al fianco della Regione con un gruppo di esperti che abbiamo già messo a disposizione per non lasciare nessuno solo. Non è una questione di colori e appartenenza, ma di risolvere i problemi”.

A dare man forte è Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione: I soldi stanziati sono rimasti nei cassetti. Malgrado gli appalti siano in gran parte partiti, malgrado l’assistenza dell’Anac e l’impegno della Regione Campania, che è fuori discussione, il risultato pratico non è in linea con le aspettative”. Il Governo Renzi stanziò tre anni 250 milioni di euro: in poco tempo le ecoballe dovevano scomparire, ma non sono mai state spostate né lavorate.

Tutto il mondo parla solo di Greta Thunberg da mesi. L’anno scorso, la ragazza svedese di soli 16 anni venne fortemente scossa dagli incendi che divampavano nel suo paese a causa del riscaldamento costante del clima. Decise di “scioperare” dalla scuola ed andare a protestare sotto al Parlamento di Stoccolma con cartelloni scritti a mano. Greta chiedeva alle alte sfere di preoccuparsi finalmente e seriamente del riscaldamento globale e della tutela dell’ambiente.

Ogni venerdì, a partire da allora, la ragazzina ha abbandonato la scuola per continuare la sua protesta silenziosa. Dopo un anno, milioni di persone si sono unite alla battaglia silenziosa di Greta: in tutti i paesi, in tutti i continenti i giovani hanno iniziato a seguire l’esempio della giovane svedese, alzando voce e cartelli per difendere il pianeta. La stessa ragazza ha partecipato a conferenze di importanza internazionale e, si vocifera, potrebbe conseguire il premio Nobel.

Una delle particolarità più discusse della giovane Greta, non è tanto la sua battaglia, ma il disturbo di cui soffre: Greta è stata diagnosticata, infatti, affetta dalla Sindrome di Asperger. Si tratta di un disturbo dello spettro autistico definito “autismo ad alto funzionamento”: non sussistono ritardi a livello cognitivo o linguistico, come avviene nei casi classici, anzi, in molti casi le persone Asperger hanno capacità cognitive superiori alla media, persino con un QI elevatissimo.

Hans Asperger, psichiatra e pediatra che scoprì la sindrome di Asperger

I problemi derivanti dall’Asperger hanno, principalmente, effetto sui rapporti sociali: difficoltà di comunicazione, in particolare in quella non verbale; modelli comportamentali stereotipati, ovvero il bisogno di compiere determinate azioni, anche solo per ritualità; difficoltà nell’accettare cambiamenti o, semplicemente, cambi di programma; tendenza a sviluppare interessi limitati, ma particolarmente assorbenti e condizionanti della vita; difficoltà nel gestire il contatto fisico con altre persone.

In generale, molti Asperger vivono in una perenne ansia sociale, come se il mondo stesso facesse costantemente rumore. Restare in luoghi con troppe persone può essere distruttivo, così come suoni troppo forti o piccoli dettagli ritenuti insopportabili. Una semplice conversazione può diventare un enigma irrisolvibile dove ogni battuta o frase viene fraintesa e male interpretata. Le cose ritenute ingiuste e sbagliate diventano un macigno per l’asperger, qualcosa che crea un disagio mentale e fisico.

Così, forse, la piccola Greta ha sentito come un malessere personale il grido d’aiuto del mondo ed ha indirizzato il suo interesse speciale, quello focalizzato ed assorbente degli Asperger, sul problema climatico. È incredibile, invece, come una ragazzina asperger tanto giovane possa riuscire a combattere l’ansia sociale per parlare in pubblico ad una marea di persone, a sopportare la folla delle manifestazioni ed il peso stesso della sua battaglia.

Non è raro, in realtà, che pur di perseguire ciò che si ritiene giusto, un asperger riesca a superare i limiti dettati dalla sindrome. In molti casi, un adulto affetto da Asperger potrebbe non mostrare mai i sintomi della sindrome. Questo non vuol dire che non soffra. Spesso si accantona il malessere, il disagio, la paura per vivere le piccole e grandi sfide della vita, ma dentro il mondo continua a far rumore, il contatto fisico può continuare a far male come una scossa ed il disordine far venire la nausea.

In molti casi, la tendenza a sviluppare interessi precisi condiziona la vita di queste persone al punto da far sviluppare, unita a intelligenze particolarmente sviluppate, capacità eccezionali o doti artistiche uniche: tantissimi personaggi storici importantissimi sarebbero stati affetti dalla sindrome di Asperger. Fu scoperta nel 1981 dallo psichiatra e pediatra Hans Asperger, quindi fino ad allora era impossibile una vera e propria diagnosi. Eppure, molti artisti, scienziati e, persino, politici della storia hanno mostrato i tratti tipici della sindrome: da Darwin ad Einstein, da Michelangelo a Mozart, fino a figure più recenti come Hitchcock e Steve Jobs.

Gli asperger possono sembrare persone molto chiuse, dal brutto carattere o dai modi burberi. Questo è collegato alla difficoltà nella comunicazione o nel non saper trovare sempre il modo giusto di dire una determinata cosa. Viene loro attribuita la mancanza di empatia, ma non è del tutto vero: semplicemente non viene recepita immediatamente un’emozione trasmessa, ma deve essere prima elaborata. Il cervello di una persona asperger funziona ininterrottamente, di giorno e di notte, al punto che non sono rari i casi di insonnia.

In pratica, l’Asperger è una gabbia invisibile, una parete di vetro che separa la persona dal resto del mondo: può vedere ed essere vista, può parlare, comunicare, può vivere liberamente, ma andando spesso a sbattere contro quei vetri, sentendoli sempre tremare per un suono o per della folla, sentirli scricchiolare ed infrangere a un semplice tocco involontario con qualcuno. Una battaglia costante contro nemici che nessun altro vede.

L’attivismo della piccola Greta non è solo una presa di posizione forte contro il clima, ma un forte messaggio per tutte le persone con il suo disturbo. Anche se piccoli, anche se da soli contro il mondo, anche se ci sono barriere da superare non bisogna mai demordere, mai smettere di lottare per quello in cui si crede, mai arrendersi per i sacrifici, materiali o interiori, da sobbarcarsi.

Citando “The Imitation Game”, film premio Oscar sulla vita di Alan Turing, matematico inglese ritenuto asperger: “a volte sono le persone che nessuno immagina che possano fare certe cose quelle che fanno cose che nessuno può immaginare”.

Fonti:
– “Bizzarri, isolati e intelligenti. Il primo approccio clinico e pedagogico ai bambini con SA.” di Hans Asperger;
– “Guida alla sindrome di Asperger. Diagnosi e caratteristiche evolutive” di Tony Atwood

L’8 marzo le mimose e le manifestazioni femministe non mancano mai. Una domanda però sorge spontanea: oggi si può finalmente parlare di parità tra i sessi? Ci dispiace deludere quelli che “ormai hanno più diritti di noi… divorzia e ti prendono tutto”, ma sul piano lavorativo molti gap tra uomini e donne vi sono ancora. 

Il dislivello più grande lo si ha con i salari. Le donne (e in particolare al Sud) continuano a guadagnare meno dei loro colleghi uomini, a parità di orari e condizioni. Secondo la piattaforma tedesca Honeypot, il cosiddetto Gender pay gap italiano (differenza salariale tra i sessi) si aggira intorno al 5,5%. Qualcuno un po’ più informato potrebbe dire: “sì, ma non è niente rispetto al 19% del Regno Unito, al 18% circa degli Stati Uniti, al 15,8% della Francia e al 15% della Spagna”. Le cose non vanno proprio così.

La professoressa dell’università di Pavia  Luisa Rosti, intervistata dal Sole 24ore, spiega come questo indicatore non sia abbastanza preciso. La differenza nella retribuzione media oraria rappresenta solo una parte della disparità di retribuzione complessiva tra uomini e donne. Se si facesse invece riferimento alla retribuzione media annua, il differenziale si allargherebbe per il minor numero di ore lavorate della componente femminile. E il differenziale si allarga in misura anche maggiore se consideriamo il basso tasso di occupazione delle donne in Italia. In altri termini, la fascia oraria ristretta e il tasso di disoccupazione fanno sì che il gap aumenti.

Altro tema importante è quello del congedo parentale. Ha fatto scalpore la notizia di pochi mesi fa, la quale vede come protagonista il leader del movimento politico spagnolo Podemos. Dopo la nascita delle sue amate gemelline, Pablo Iglesias ha infatti deciso di rimanere a casa per occuparsi di loro e lasciando così per i 5 mesi di paternità la guida del partito alla moglie. Una scelta esemplare che ha aperto il dibattito sui congedi, il quale vede il nostro Paese abbastanza arretrato. 

In Italia infatti la materia dei congedi è regolata in modo differente. Dopo un periodo di incertezza legislativa, la legge di bilancio 2019 ha introdotto un congedo di paternità obbligatorio di 5 giorni (pochissimo rispetto ai 5 mesi spagnoli!), corrisposto con circa l’80% dello stipendio. Inoltre vi è un congedo parentale facoltativo che può essere utilizzato da ambo i genitori se lavoratori, con  una retribuzione pari al 30% dello stipendio fino agli 8 anni del figlio. Qui entra in scena la discriminazione. Dato che le donne guadagnano in media di meno, a doversi assentare dal posto di lavoro saranno sicuramente le madri. Così la decurtazione dal reddito sarà meno grave. Sembra così che il problema resti, al di là degli interventi del Governo.

A prescindere dai dati che ci tocca constatare, la cosa che crediamo sia peggiore è la poca attenzione dell’opinione pubblica sul tema. Durante la Festa della donna vi si accenna, ci si gira intorno e poi più nulla. Nelle altre nazioni civili invece, la differenza salariale e altre discriminazioni di genere sono argomenti all’ordine del giorno, in molti casi addirittura superati brillantemente. Cosa abbiamo noi che non va?

Fonti:
– Il Sole 24ore;
– Istituzioni di diritto del lavoro e sindacale, M. Esposito, L. Gaeta, R. Santucci, A. Viscomi, A. Zoppoli, L. Zoppoli.

Ercolano – Un campetto di calcio nel territorio che, fino a qualche anno, era la roccaforte della camorra. È l’ennesimo segnale contro la criminalità nella città alle falde del Vesuvio, che dimostra giorno dopo giorno come, grazie al coraggio dei cittadini e alla collaborazione con le autorità, sia possibile debellare il principale cancro della nostra società.

Domenica mattina a Ercolano sarà inaugurato un campo di calcetto all’interno del Parco pubblico di Piazza Pugliano. Il campo potrà essere utilizzato gratuitamente dai ragazzi della città ed, in particolare, dai tanti ragazzi che vivono nel popoloso quartiere di Pugliano fino a pochi anni fa vera e propria roccaforte dei clan della camorra.

L’iniziativa è stata realizzata grazie all’impulso del cantautore Andrea Sannino che ha donato le porte da calcetto, immediatamente seguito dall’Amministrazione Comunale che ha realizzato un campo di gioco al centro dell’area verde.

Il Parco di Piazza Pugliano è stato aperto da circa un anno ed è già diventato un quotidiano punto di ritrovo per migliaia di bambini e genitori in un territorio in cui prima mancavano del tutto spazi di svago all’aperto.

La pizza è una delle eccellenze napoletane tuttavia se non si sta attenti questa può diventare potenzialmente dannosa per la nostra salute. La colpa non è da attribuire alla pizza in se ma al cartone utilizzato per il suo trasporto. Difatti, secondo un’inchiesta de Il Salvagente, alcuni contenitori di cartone contengono bisfenolo A (BPA).

La sostanza chimica, da tempo sotto la lente dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, è già vietata in molti contenitori alimentari. A renderla dannosa per l’uomo è il fatto che questa interferisce con il sistema endocrino e con l’apparato riproduttivo.

Tuttavia il cartone utilizzato per il trasporto delle pizze, secondo l’inchiesta, presentano la sostanza chimica dannosa alla nostra salute. Su tre aziende analizzate (due straniere e una italiana) in quelle straniere è stata rivelata la presenza di tale sostanza.

Sottolineiamo che in Italia, secondo il d.m. 21 marzo 1973, c’è l’obbligo di produrre solo con cellulosa vergine gli imballaggi destinati ad alimenti umidi. Tuttavia per controllare che il cartone sia effettivamente fatto di cellulosa al 100% sulla scatola sono presenti i simboli di forchette e bicchieri.

Milano – Mahmood, pseudonimo di Alessandro Mahmoud, è ormai famoso in tutta Italia per aver vinto il 69esimo Festival di Sanremo con “Soldi”. La canzone, che nasconde un messaggio di denuncia molto forte, ha trionfato non solo al Festival della canzone italiana, ma anche e soprattutto sul mercato, con record di ascolti e di trasmissioni in radio.

L’altra sera, il giovane cantautore milanese ha incontrato il sindaco di Milano Beppe Sala in un locale ai Navigli di Milano, il Rocket. Qui, oltre a cantare il suo successo sanremese, ha anche rilasciato una lunga intervista in cui ha parlato, in generale, della musica italiana attuale.

Dopo aver elogiato Milano, la sua città, come attuale punto nevralgico della musica, Mahmood ha aggiunto: “Forse noi che siamo qua tendiamo a pensare che la maggior parte dell’arte venga tutta da Milano, ma in realtà per me viene anche dal resto d’Italia. Solo che poi magari vengono qui perché ci sono i mezzi, ma in realtà l’ispirazione viene anche da altre regioni. Ti posso dire – aggiunge parlando al primo cittadino – che sono andato a Napoli, ed ho sentito che c’è una vibe artistica positiva”.

Per il rapper, quindi, Napoli è apparsa permeata di arte, piena di idee e innovazione, ma priva di mezzi per esprimerla al meglio.

acqua

acqua

Un’importante novità in ambito della salute. L’introduzione arriva da Enea in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo). L’Enea ha presentato un sistema brevettato in grado di stimare la concentrazione di sostanze nocive alla salute nella rete idrica.

Promotori di questo sistema innovativo sono l’Enea di Portici (Napoli) in collaborazione con l’Università di Napoli Federico II. Il tutto è stato sperimentato nell’acquedotto “Santa Sofia” gestito da Acqua Campania Spa.

Il brevetto, come riferisce ansa, consente ai gestori del servizio idrico “sia di stimare in tempo reale che di prevedere la concentrazione dei trialometani, vale a dire i sottoprodotti del cloro utilizzato contro i microrganismi patogeni e rendere potabili le acque lungo l’intero percorso, fino all’utente finale”.

A spiegare nel dettaglio l’innovazione ci sono le dichiarazioni di Grazia Fattorusso, ricercatrice dell’Enea di Portici: “Il cloro tende a reagire a contatto con la sostanza organica, formando i sottoprodotti della disinfezione riconosciuti cancerogeni e tossici per la salute umana e per i quali le normative vigenti nazionali ed europee sulla qualità delle acque potabili, hanno fissato valori soglia di concentrazione.”

La Fattorusso prosegue sottolineando come: “grazie a questa innovazione gli enti gestori possono identificare con esattezza i segmenti di rete interessati dalla variazione delle concentrazioni di trialometani, i tempi nei quali il fenomeno può rientrare, inviare squadre di operatori per campagne di misure straordinarie solo lungo i tratti di rete contaminati, interrompere il servizio per un tempo definito e limitato esclusivamente alla popolazione servita da quei tratti, ottimizzando così risorse operative ed economiche.”

Reddito minimo garantino

Reddito minimo garantinoImportanti novità per quanto riguarda la pensione di cittadinanza e il reddito di cittadinanza. I due temi molto cari al M5S continuano a cambiare forma. Nel decretone contenente entrambe le riforme sono state introdotte significative novità: una su tutte, la possibilità di erogare in contanti le pensioni di cittadinanza.

Queste, inizialmente, potevano solo essere accreditate attraverso la Rdc card. La pensione di cittadinanza, secondo l’emendamento presentato dalle relatrici, potrà essere ricevuta secondo le modalità ordinarie di erogazione della pensione. Resta il limite di 100 euro su 780 per il reddito di cittadinanza.

Gli assegni che saranno assegnati alle persone in difficoltà potranno essere riscossi sia in banca che alle poste. Questo potrà essere ritirato anche direttamente in contanti per cifre inferiori ai 1000€; in caso di somma superiore questa sarà rilasciata tramite accredito su conto corrente.

Le altre novità riguardano il reddito di cittadinanza: la più significativa è il maggior sostegno economico alle famiglie con disabili. Un sostegno che può essere definito “basso” in quanto verranno erogati solo 50€ in più sull’assegno mensile.

Sanità

SanitàOggi in occasione della Giornata mondiale del Rene, si è svolta la manifestazione “Sopravvivere non basta”. Non molto rassicurante è il quadro attuale della nostra Regione. La Campania ha visto infatti aumentare le opposizioni alla donazione degli organi.

L’iniziativa, che quest’anno compie 13 anni, viene riproposta  ad ogni edizione in diverse città. Lo scopo è quello di promuovere la qualità della vita e la protezione dei pazienti con insufficienza renale cronica . Tra gli ideatori, si ricordano l’Istituto italiano per gli studi filosofici e l’Università Luigi Vanvitelli.  Di spicco le personalità che hanno preso parte al convegno, come il filosofo Aldo Masullo e il Prof. Luigi Santini, ordinario di chirurgia all’Università Vanvitelli. Il tutto svoltosi dinanzi a studenti campani di ogni ordine e grado.

Quest’anno gli studiosi e gli altri ospiti hanno affrontato un tema delicato. La possibilità che le famiglie donatrici si incontrino con coloro che hanno ricevuto  gli organi dei loro defunti cari. Moltissime sono state le testimonianze delle famiglie dei donatori, che hanno spiegato le ragioni della loro scelta. Un’esperienza che può aprire gli occhi ai cittadini della nostra Regione. I dati parlano infatti di una Campania dove, nel 2018, le opposizioni alle donazioni sono aumentate sino a toccare la soglia record del 41,5%. Un triste primato, che impedisce a molte persone di tornare a vivere in salute. Ciò si acuisce per le malattie renali, che sono tra le più invalidanti e anche in forte aumento.

È fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica in una Regione che ha grandissima generosità, ma che sul tema dei trapianti non riesce a dare quanto sarebbe necessario. In questa opera di sensibilizzazione bisognerebbe perciò che ciascuno facesse la propria parte, cosa che non sempre avviene. Qui in Campania le professionalità non mancano, ma l’organizzazione della rete deve essere più incisiva. E’ importante organizzare la risposta alla domanda di salute che proviene dal territorio”. Queste sono state le parole del Prof. Santini ai ragazzi.

Il campo della Bioetica resta un tema delicato, soprattutto in Campania. Si spera che su questa, come in altre questioni, la società civile prenda posizione e dia una risposta concreta.

“Spero che farai una brutta morte. Meglio il suono delle sbarre di un carcere che il suono delle campane. Tu non sei nessuno e non fai paura”.

È questo il messaggio che Salvatore Cantone, presidente dell’associazione antiracket di Pomigliano, ha prontamente denunciato dopo averlo letto sulla sua pagina Facebook. A minacciare il presidente è una parente di Pietro D’Agostino, l’uomo che per troppo tempo ha sparso il terrore tra i commercianti i quali grazie all’aiuto di Cantone sono riusciti a denunciarlo. Infatti D’Agostino è stato processato e condannato a 6 anni di reclusione per estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Salvatore D’Agostino è un imprenditore che ha subìto in passato i soprusi e le angherie camorristiche, alle quali decise con coraggio di ribellarsi e di denunciare. E da quel giorno, in cui vinse la sua battaglia contro la criminalità organizzata decise di fondare l’associazione antiracket Pomigliano per la Legalità, dedicata a Domenico Noviello, il commerciante di Castel Volturno ucciso nel 2008 per aver denunciato le estorsioni subite.

Due ragazze di origini ragusane, trasferitesi in Emilia Romagna per lavoro e residenti a Parma da oltre 10 anni, sabato sera erano entrate in una pizzeria ubicata nelle vicinanze dello stadio Tardini di Parma, con l’intento di passare una serata tranquilla, gustandosi una pizza.

Così però non è stato a causa di tre ragazzi che, sedutisi al tavolo accanto al loro, con l’intento di consumare pizza e birra dopo aver visto la partita allo stadio, hanno insultato le due donne per oltre un’ora, a causa delle loro origini.

Secondo quanto riportato dal quotidiano siciliano meridionews, che ha raccontato l’episodio, il titolare della pizzeria non avrebbe fatto nulla per rimediare a tale situazione di disagio. Avrebbe solo detto alle ragazze di non dar retta a quegli uomini, perché “non è la prima volta che queste persone importunano qualcuno per le origini, la razza o altre ragioni”.

Di seguito, il racconto di Cecilia, una delle due protagoniste di queste futili offese:

“Ci siamo sedute ai tavolini fuori dal locale. Accanto a noi, seduti ad un altro tavolino, intenti a consumare pizza e birra, c’erano tre ragazzi verosimilmente tra i trenta e i 35 anni. Hanno subito tentato di attaccare bottone. Percependo il nostro disinteresse, hanno iniziato ad offenderci accusandoci inizialmente solo di essere snob e di sentirci delle manager affermate.

“Non appena, però, hanno colto la nostra provenienza, hanno cambiato registro: ‘Ah, ma queste sono anche terrone. Saranno sbarcate a Lampedusa con i neri’, ci hanno detto. Le offese sono continuate fino a quando siamo salite in macchina e ci siamo sentite urlare ad alta voce e ripetutamente: ‘Terrone di merda’”.

Le ragazze hanno però deciso di essere magnanime e non hanno sporto denuncia.

Oggi, la Campania vanta un nuovo, particolarissimo, record da ascrivere fra i Guinness World Record. Entra nel Guinness dei primati la “sciarpa rosa” promossa dalla regione Campania in occasione della Giornata internazionale della donna, in collaborazione con le associazioni irpine per l’assistenza oncologica Amdos e Amos.

Non è solo un primato fine a sé stesso quello di oggi. Il lavoro delle tante donne che hanno partecipato serve a ricordare a tutte l’importanza della prevenzione contro il tumore al seno. Un fiocco rosa chilometrico che deve essere un segnale forte non campano, non italiano, ma internazionale, un simbolo da diffondere in tutto il mondo.

E’ lunga 16 chilometri e 943 metri rispetto al precedente record che si fermava a 13 chilometri. La verifica, come da prassi, è stata accertata da un notaio all’interno della palestra comunale di Lioni in provincia di Avellino. Alla sua realizzazione, hanno collaborato centinaia di donne campane e di altre regioni italiane ma anche residenti in Inghilterra, Olanda, Belgio e Germania.

Nella tappa conclusiva del treno storico che ha visto la partecipazione di migliaia di persone a Lioni sono intervenuti anche il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, e la presidente del Consiglio Regionale Rosetta D’Amelio. In tale occasione è stato celebrato il traguardo da Guinness raggiunto.

Pompei – In tempi di incertezza, economica, politica, sociale, il ritorno alle origini, alle cose semplici e naturali può essere un toccasana. Riscoprire valori come il lavoro manuale, la collaborazione, la cura della natura, il far nascere e crescere qualcosa può aiutare più di qualunque terapia, specialmente i più giovani, principali vittime di tale incertezza.

A Pompei è nato un orto sinergico nato alle spalle di un centro medico, un gruppo di ragazzi dai 18 ai 25 anni si incontra tutte le settimane per prendersi cura dello spazio in maniera collettiva, coltivare verdure e trascorrere del tempo insieme ma soprattutto per acquisire nuove competenze e accettare la sfida della responsabilità.

In questo orto, i ragazzi non sono coinvolti in un’esperienza di orto-terapia ma in un vero e proprio percorso formativo in un contesto extra-terapeutico, che si pone tra i suoi obiettivi l’avviamento al lavoro e l’integrazione sociale. Qui non ci sono terapeuti, ma formatori, e la strada seguita è quella del trasferimento di competenze pratiche legate alla coltivazione della terra e alla trasformazione, per veicolare nei ragazzi la capacità di regolazione del comportamento e delle emozioni in un contesto lavorativo.

E’ questa l’idea di Piantiamo, il progetto che sarà presentato lunedì 11 marzo alle 15 nel Centro Medico Riabilitativo Pompei (strada statale 145, 64 – Pompei). Interverranno: Marina Ferrara e Roberto Todisco (Associazione Fuori dal Seminato); Mirko Gallo (Associazione Le Tribù); Giovanna Gison, coordinatrice del Centro Medico Riabilitativo Pompei.

Piantiamo nasce dalla sinergia tra l’associazione Fuori dal Seminato, impegnata nella promozione dell’agricoltura urbana come strumento di educazione e mezzo di integrazione sociale, il Centro Medico Riabilitativo Pompei, che porta avanti da anni con rigore il lavoro con i suoi ragazzi, l’associazione Le Tribù, attiva nella sensibilizzazione al consumo critico e alle problematiche di squilibrio fra Nord e Sud del mondo, e l’associazione Teseo, che si occupa di formazione con particolare interesse in campo sanitario e di prevenzione.

Insieme, questi soggetti hanno ottenuto il sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, che ha consentito quest’anno di acquisire nuovi attrezzi e dotazioni e di arricchire il percorso di nuove esperienze. Accanto alle attività di coltivazione e gestione condivisa dell’orto sinergico, i ragazzi saranno responsabili dell’avviamento di piccoli processi produttivi. Tra questi la produzione artigianale di spezie e tisane, dalla piantumazione all’essiccazione, fino al confezionamento e alla distribuzione e condivisione con le famiglie.

Inoltre, durante tutto il percorso, si utilizzerà lo strumento della registrazione video per sostenere processi di identificazione e riconoscimento sociale. Risultato finale di questo processo sarà la produzione di un cortometraggio che racconti l’esperienza portata avanti dai ragazzi in formazione e che sarà presentato alla prossima edizione di Moviemmece, il Cinefestival della biodiversità del cibo e delle culture organizzato a Napoli dall’Associazione Fuori dal Seminato.

Il cibo è da sempre uno dei piaceri della vita. Mangiamo quando si festeggia un evento, per nutrirci, per sfogare le nostre emozioni. Spesso però il cibo diventa una vera e propria ossessione, tanto da rappresentare una dipendenza.  Connesso all’eccessivo consumo di cibo è l’aumento dell’obesità. Una vera e propria sindrome in aumento in tutto il mondo, specialmente nei paesi occidentali.

Facendo un passo indietro, l’obesità mondiale è quasi triplicata a partire dal 1975. Gli ultimi dati ricevuti ed analizzati risalgono al 2016 ed il quadro è abbastanza grave.  Nel 2016 circa 1,9 miliardi di persone adulte oscillavano tra il sovrappeso e l’obesità.  Di questi il 39 percento era in sovrappeso, il 13 percento era obeso. Ma Nemmeno i bambini sembrano salvarsi, 41 milioni di essi sotto i 5 anni nel 2016 erano o in sovrappeso o obesi.

Ma cosa significa davvero obesità?

L’obesità ed il sovrappeso sono definiti come un accumulo di grasso eccessivo che può compromettere la salute. L’indice che permette di capire se un soggetto si trova nelle condizioni suddette è il BMI (indice di massa corporea). Usando come dati l’altezza ed il peso questo indice è in grado di capire se il nostro corpo è in normopeso o se soffre di una condizione di sovrappeso o addirittura di obesità.

Esso è utilizzato molto per studi epidemiologici basati sulle popolazioni, per fare previsioni e per fare il punto della situazione nel presente e confrontare i dati recenti con quelli del passato per capire se ci sono state variazioni. Purtroppo in senso negativo ci sono state variazioni estreme. Dal dopoguerra ad oggi sembra che la popolazione mondiale faccia un uso sconsiderato del cibo. A rimetterci non sembra essere solo la salute umana ma anche l’intero pianeta, poichè “mangiare troppo” non è ecologico.

Perchè si diventa obesi?

Conducendo un cattivo stile di vita! Per cattivo stile di vita s’intende mangiare cibi ricchi di grassi cattivi, di carboidrati e zuccheri raffinati. Connesso con l’alto contenuto di cibi poco salutari si aggiunge la scarsa volontà di fare attività fisica. L’umanità si muove decisamente poco! Eppure basterebbe fare una moderata attività fisica per soli 30 minuti al giorno! Correlato a questo stile malsano di vita sono tutta una serie di malattie.

In pratica chi è in sovrappeso o obeso contribuisce all’insorgenza di malattie cronico degenerative. Chi è obeso o in sovrappeso può sviluppare: problemi cardiocircolatori, tumori, sviluppo di infiammazioni ed è più propenso all’insorgenza di demenza e depressioni. Gli alimenti che assumiamo quotidianamente influiscono anche sul nostro DNA.

Esiste una scienza che si occupa proprio di questo ed è chiamata nutrigenomica. Studia come le sostanze alimentari influenzano il nostro patrimonio genetico. Ad esempio se assumiamo grandi quantità di zuccheri vengono attivati dei segmenti genetici, se invece ingeriamo grandi quantità di verdure vengono attivati altri tipi di geni. I geni attivati inducono il nostro corpo a svolgere determinate funzioni.

Il consumo di grandi quantità di zuccheri è decisamente dannoso per il DNA e per l’insorgenza di malattie come il diabete mellito. Sfortunatamente la popolazione mondiale consuma molto zucchero che viene assunto tramite cioccolato, bibite, gelati e cibi simili.

Combattere l’obesità non è facile ma possibile!

Il segreto per combattere il sovrappeso e l’obesità è consumare molta frutta e verdura, ma senza rinunciare a carboidrati e proteine! Erroneamente molte persone eliminano completamente i carboidrati, ignorando la loro estrema importanza, il segreto è ridurne le quantità. Studi scientifici inoltre dimostrano che un gran consumo di vegetali a basso contenuto di fruttosio combatte e previene i disturbi cardiaci, il sistema immunitario si rafforza e rallenta l’osteoporosi.

Cambiando semplicemente tipologia di cibo i benefici della buona alimentazione si vedono da subito. Condurre uno stile di vita sano salva letteralmente la vita e sconfigge le condizioni di obesità e sovrappeso. Il primo passo per condurre uno stile di vita migliore è quello di mangiare bene e fare regolarmente attività fisica.

FONTI

World Health Organization

“I buoni geni non sono un caso” di Michaela Doll

La città di Torre del Greco stamattina è stata scossa da un’amara notizia di cronaca. Una bomba carta ha infatti distrutto il Red Hot Tower Pub sul corso Garibaldi. Il pub dell’imprenditore Carlo Esposito ha ricevuto tanti messaggi di solidarietà dalla città di Torre e anche dall’associazione Confesercenti che si è detta disposta a sostenere moralmente e materialmente l’imprenditore colpito.

I titolari del pub hanno fatto sapere che stasera il locale riaprirà, un messaggio forte e chiaro verso coloro che volevano intimorirli. Il sindaco di Torre del Greco, Giovanni Palomba, inoltre ha annunciato un “Ritrovo di Solidarietà” per dare sostegno all’attività colpita dalla camorra.

L’appuntamento è fissato per stasera alle 20:30 su Corso Garibaldi, presso il pub “Red Hot Tower” per esprimere la presenza e la vicinanza di tutte le istituzioni. Al “Ritrovo di Solidarietà” parteciperanno oltre al sindaco Giovanni Palomba: l’amministrazione comunale, tutte le categorie di commercianti nonché sindacati e forze politiche e civiche di tutta la città. L’invito è esteso a tutti i cittadini Torresi che vogliono far sentire la loro vicinanza e solidarietà all’imprenditore colpito.

 

Mobile angel

Mobile angel

I carabinieri di Napoli in occasione delle festa della donna ricordano a tutto il popolo napoletano le tante iniziative organizzate dall’arma. Tra i tanti impegni quotidiani svolti a tutela delle donne e delle donne vittime di violenza va sottolineato lo smartwatch dato in dotazione in base al progetto Mobile Angel. Quest’iniziativa è in corso dallo scorso novembre: uno smartwatch che viene consegnato alle donne vittima di violenza e che consente di avvertire l’arma schiacciando un bottone.

I carabinieri avvertiti dalla vittima sono così pronti ad intervenire. Uno strumento che tende a rafforzare la sicurezza di tutte quelle donne che sono state vittime di violenza e soprusi. Un’altra importante iniziativa dei carabinieri di Napoli, già in corso da più di due anni, è “la stanza tutta per sé”, un locale della stazione dei carabinieri di Capodimonte utilizzato per la ricezione di denunce e per l’ascolto delle vittime in un ambiente che tende a ridurre al minimo il disagio.

Sonia Sodano

Sonia SodanoIl calcio non è uno sport per signorine. La paternità del detto fu attribuita nel 1909 a Guido Ara, calciatore e poi allenatore della Pro Vercelli. E in queste settimane dove la frase di Collovati ha destato scalpore e il caso Wanda Nara riempie ancora pagine di giornali, la frase ripetuta ancora oggi come un disco rotto sembra certificare quanto il mondo del calcio sia ancora ritenuto regno del solo sesso maschile. E se prima della Grande Guerra poteva apparire quasi normale, nel XXI secolo le difficoltà delle donne ad esprimere professionalità e competenze ancora esistono. E fa riflettere.

Fa specie in particolar modo come le donne giornaliste spesso e volentieri vengano limitate al marginale ruolo di valletta, sedute su di uno sgabello a leggere qualche messaggio, a sorridere e soprattutto a raccogliere i consensi del sesso opposto quando la telecamera indugia maliziosamente sulle scollature vertiginosi e le gambe scoperte.

Nelle tv napoletane ogni settimana si alternano giornaliste, showgirl, ex indossatrici, ad affiancare il collega uomo, svilendo il concetto della donna nel mondo del calcio. L’attenzione di alcune di queste trasmissioni ci consente, però, di non generalizzare tale situazione ma certamente di poterne evidenziare ancora la sua insopportabile presenza.

Le donne non ne capiscono niente. Te le devo scrivere io le domande? Perché ne sai qualcosa di calcio? Stai zitta, parli quando dico io“, sono solo alcune delle frasi sessiste rivolte alla giornalista Sonia Sodano che ogni giovedì conduce su JulieTv il noto programma “Donne nel pallone“.

«Sono andata via da alcune trasmissioni per questo motivo. Donne nel pallone è nata con lo scopo di combattere il sessismo. Non potevo sopportare l’idea che alcuni hanno della donna incapace di parlare di calcio. Non mi sono trovata bene in quel contesto. Ora con la mia trasmissione ho la possibilità insieme alle mie ospiti di esprimere professionalità e competenze, di parlare del mio lavoro».

Sonia Sodano 2Una scelta in controtendenza rispetto a quello che generalmente capita di vedere zippando con il telecomando. Presentarsi scosciate e con una scollatura pronunciata sembra un obbligo e se è vero che l’abito non fa il monaco, per alcuni “uomini” ciò ne determina la loro impreparazione: «Ognuno può fare quel che vuole. Se sei intelligente esce fuori. Esistono donne che avallano la tesi della donna oggetto, ma in alcuni casi sono inconsapevoli, in altri invece ci vedono la possibilità di apparire e ben venga. La donna deve essere soggetto e non oggetto e se non ti piace, ti ribelli.  Mi posso vestire come mi pare, ma se non mi fai parlare, sono mercanzia. A quel punto non ci entro.  Poi se se competente e metti una scollatura pronunciata va bene. Non ci vedo niente di male.  Non credo al connubio mezza nuda uguale oca. Però in alcune tv è uno schifo. Succede che ci mettono il conduttore famoso e la signorina vicino».

Nonostante le palesi difficoltà nel rendersi credibili agli occhi di una società maschilista, molte giovani donne sognano di diventare delle famose giornaliste sportive: «Le donne devono coalizzarsi, a volte c’è una guerra che porta alla vittoria dei maschilisti. E chi sogna, dico di crederci e portare avanti i propri progetti. Studiare, non fare il galoppino di nessuno. Alle donne non viene perdonato nulla. Per noi è un continuo esame da superare. Bisogna crederci tantissimo». 

Ancora tanti ne sono gli esami da superare per il sesso femminile. Ma può con tenacia e intelligenza operare quella rivoluzione culturale di cui il mondo del calcio, ma in generale la nostra società ne ha un disperato bisogno.

È bufera sulla Lega Nord di Crotone, che sul web ha lanciato un volantino dedicato alla festività dell’8 Marzo. Ci si sarebbe aspettati, per l’occasione, qualcosa che sensibilizzasse circa le problematiche che coinvolgono le donne, prima di tutto i fenomeni di violenza e le discriminazioni, e invece ci siamo trovati davanti dei punti che costituiscono un salto indietro nel Medioevo.

Secondo i leghisti calabresi il “ruolo naturale” della donna sarebbe quello “volto alla promozione e al sostegno della vita e della famiglia”, in parole povere procreare, crescere i figli, accudire il marito. La donna, infatti, per sua attitudine naturale sarebbe destinata a tali mansioni.

Il punto più basso viene forse raggiunto quando si attacca “una cultura politica che rivendica una sempre più marcata autodeterminazione della donna che suscita un atteggiamento rancoroso e di lotta nei confronti dell’uomo”. La donna, insomma, non dovrebbe essere libera di determinare sé stessa, perché in tal modo si ribellerebbe agli uomini, cui, a quanto ci sembra di capire, devono restare sottomesse.

Numerose e trasversali sono state le prese di posizione contro il volantino, in primis le ministre del Movimento 5 Stelle – Elisabetta Trenta, Giulia Grillo e Barbara Lezzi – che in una nota hanno scritto: “Ci riporta indietro di decenni. Come donne di questo governo esprimiamo la nostra più profonda preoccupazione. Ci auguriamo e confidiamo che i vertici della Lega prendano quanto prima le distanze”.

Matteo Salvini, dal canto suo, sconfessa ma solo in parte il contenuto del volantino: “Non condivido alcuni contenuti” si è limitato a dire il Ministro dell’Interno.

Il 2 marzo del 2019 la polizia è riuscita ad arrestare Marco Di Lauro, quarto figlio del boss Paolo Di Lauro. Era ricercato dal 2004 e trascorreva la sua latitanza proprio a Napoli, a pochi passi dalla sua vecchia casa. Di Lauro era l’ultimo super latitante affiliato alla camorra presente nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità. La lista, concepita a partire dal 1992, è redatta dal Gruppo Integrato Interforze per la Ricerca dei Latitanti più pericolosi (GIIRL) e serve per coordinare le Forze dell’Ordine internazionali per la cattura di tali soggetti.

Oggi, dopo la cattura di Marco Di Lauro, gli italiani in questa lista nera sono solo tre: Matteo Messina Denaro e Giovanni Motisi, entrambi boss di Cosa Nostra, e Attilio Cubeddu, dell’Anonima Sequestri sarda. Fino a pochi anni fa erano tanti i camorristi presenti nell’elenco dei super latitanti, ma, grazie all’impegno delle Forze dell’Ordine, tutti ormai hanno incontrato la giustizia e stanno scontando, o hanno scontato, la loro pena.

Questi i camorristi che sono stati inseriti nella lista dei super latitanti e catturati a partire dal 1992, data di creazione, come abbiamo detto, della lista. In totale, compreso Marco Di Lauro, sono 36:

1992

il 6 settembre del 1992 venne catturato a Roma Raffaele Stolder, boss di Forcella latitante dal 1989;

l’11 settembre dello stesso anno il boss Carmine Alfieri venne trovato a Piazzolla di Nola e si arrese, ancora in pigiama, alla polizia, latitava dal 1982;

1993

l’8 febbraio del 1993 Rosetta Cutolo, sorella di Raffaele Cutolo che diresse la Nuova Camorra Organizzata al posto del fratello mentre lui era in carcere, si costituì ad Ottaviano dopo essere scomparsa dal 1981;

il 15 marzo dello stesso anno la polizia trovò Mario Umberto Imparato, boss ed esponente del PCI latitante dal 1989, a Castellammare di Stabia. Imparato provò a resistere all’arresto e venne ucciso dai poliziotti durante l’azione;

il 3 maggio, sempre del ’93, venne trovato ed arrestato a Lima, in Perù, Umberto Ammaturo, uno dei boss che aveva favorito l’arrivo della cocaina in Italia, era ricercato dal 1990;

1996

il 6 settembre del 1996 la polizia arrestò a Camposano, in provincia di Napoli, Marzio Sepe, boss che aveva sostituito Alfieri dopo l’arresto e che era ricercato dal 1992;

1997

il 21 maggio del 1997 venne arrestato a Napoli Giuseppe Polverino, ricercato anche lui dal 1992;

il 3 settembre dello stesso anno venne trovato e catturato a Buenos Aires, in Argentina, Mario Fabbrocino, ultimo esponente della vecchia camorra napoletana scomparso dal 1987;

1998

l’11 luglio del 1998 la polizia mise le manette a Francesco Schiavone, boss dei casalesi conosciuto come “Sandokan”, dal 1993 era ben nascosto nella sua Casal di Principe, in provincia di Caserta;

2000

il 2000 fu un anno fruttuoso per la lotta alla camorra. Il 14 aprile venne catturato a Giugliano il boss Francesco, Ciccio, Mallardo, ricercato da un anno;

cinque giorni dopo, il 19 aprile fu la volta di Gennaro Sacco, trovato a Napoli dopo essere scomparso da un anno;

il 10 giugno venne preso a Torre Annunziata il super boss Ferdinando Cesarano, ricercato dal 1998;

la vigilia di Natale, il 24 dicembre, fu catturata anche Erminia Giuliano, la regina di Forcella;

2001

il 17 maggio del 2001 venne preso a Marano di Napoli il boss Angelo Nuvoletta, latitante dal 1995;

il 14 giugno dello stesso anno la polizia arrestò a Melito di Napoli Maria Licciardi, la capoclan di Secondigliano che ha ispirato il personaggio di Chanel in Gomorra, era ricercata dal 1999;

2003

il 28 agosto del 2003 venne catturato a Nola il super boss Francesco Mallardo, latitante dal 2002;

2004

il 13 marzo del 2004 fu scoperto ed arrestato a Krosno, in Polonia, Francesco, Cicciariello, Schiavone, cugino omonimo di “Sandokan” latitante dal 2002;

2005

il 26 gennaio del 2005 venne catturato a Magonza, in Germania, Raffaele Antonio Ligato, ricercato dal 2003;

il 16 settembre dello stesso anno venne preso a Napoli Paolo Di Lauro, padre di Marco e boss di Secondigliano e Scampia, latitante dal 2002. A lui è ispirato il personaggio di don Pietro Savastano nella serie TV “Gomorra”;

2007

il 14 dicembre del 2007 fu arrestato a Casavatore Edoardo Contini, latitante dal 2000;

2008

il 7 febbraio del 2008 venne catturato a Cuma Vincenzo Licciardi, fratello di Maria ricercato dal 2004;

il 10 agosto dello stesso anno fu trovato ed arrestato a Girona, in Spagna, Patrizio Bosti, latitante dal 2005;

2009

il 2009 ed il 2010 furono anni particolarmente floridi per la cattura di super latitanti. Il 14 gennaio Giuseppe Setola, ricercato dal 2008, venne trovato a Mignano Monte Lungo, in provincia di Caserta, e si arrese gridando “Avete vinto voi!”;

il 3 maggio fu arrestato a Casal di Principe Raffaele Diana, latitante dal 2004;

il 31 ottobre venne arrestato a Somma Vesuviana Salvatore Russo, in fuga dal 1994;

il giorno seguente, il primo novembre, la polizia arrestò a Sperone, in provincia di Avellino, anche Pasquale Russo, fratello di Salvatore e capoclan latitante dal 1993. Le due azioni annientarono definitivamente il clan Russo;

il 7 novembre, invece, fu la volta di Luigi Esposito, ricercato dal 2003 e trovato a Posillipo;

2010

il 27 gennaio 2010 venne arrestato a Barcellona Paolo Di Mauro, nascosto in Spagna dal 2005;

il 14 aprile un altro duro colpo al clan dei casalesi con la cattura a Lusciano, in provincia di Caserta, Nicola Panaro, ricercato dal 2003;

l’8 luglio fu la volta di Cesare Pagano, ricercato dal 2009 e trovato a Licola;

il 17 novembre Antonio Iovine venne arrestato a Casal di Principe dopo esser stato latitante dal 1996;

2011

il 2 maggio del 2011 Casal di Principe vide anche la cattura di Mario Caterino, ricercato dal 2005;

il vero colpo ai casalesi arrivò il 7 dicembre dello stesso anno con la cattura di Michele Zagaria a Casapesenna. Il super boss era nascosto dal 1995 in un bunker sotterraneo semovente e fu necessario un vero e proprio assedio alla cittadina per stanarlo;

2012

il 17 agosto del 2012 venne arrestato ad Acerno, in provincia di Salerno, Francesco Matrone, latitante dal 2007;

2015

il 26 maggio del 2015 venne trovato ed arrestato a Recife, in Brasile, Pasquale Scotti, ricercato dal 1984.

L’Inps ha pubblicato i moduli per la richiesta del Reddito di cittadinanza e della Pensione di cittadinanza. È disponibile il modello per la richiesta del Reddito di Cittadinanza / Pensione di Cittadinanza, beneficio economico introdotto dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4.

Per scaricare i moduli cliccare qui.

Il Reddito di Cittadinanza è un sostegno per famiglie in difficoltà, finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. Per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più persone di età pari o superiore a 67 anni, il Reddito di Cittadinanza assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza.

Il beneficio può essere richiesto, dopo il quinto giorno di ciascun mese (a partire quindi dal giorno 6 incluso di ogni mese):
– presso Poste Italiane;
– in modalità telematica, con il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) almeno di Livello 2, accedendo al portale www.redditodicittadinanza.gov.it;
– presso i Centri autorizzati di Assistenza Fiscale (CAF).

Pubblicati anche il modello RdC/PdC Ridotto, per comunicare i redditi di attività lavorative in corso al momento della presentazione della domanda e non interamente valorizzati su ISEE, e il modello RdC/PdC Esteso, con il quale i beneficiari dovranno comunicare tutte le variazioni intervenute nel corso della percezione della misura.

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