Società

Negli ultimi tempi, si sente spesso parlare di api. Questi insetti sono molto importanti per l’ecosistema mondiale e permettono indirettamente all’economia di girare. Vi stupirà sapere che la maggior parte dei frutti e degli ortaggi che comprate al supermercato esistono grazie alle api!

Ultimamente si sente sempre più spesso parlare di una loro forte diminuzione. Ma prima di approfondire questo tema bisogna sfatare qualche mito e vestire questi piccoli insetti di una migliore reputazione!

Il miele, le api femmine e l’aggressività!

La figura dell’ape viene sempre associata al miele e alle punture! I primi miti da sfatare sono quelli che riguardano il miele e le punture. Per il primo, non tutte le api fanno il miele ma solo i membri della specie Apis mellifera! Il perchè risiede nel fatto che non tutte le api sono organismi eusociali, ossia il livello di organizzazione sociale più alto nel mondo animale.

Le api vivono nell’alveare e ognuna di esse svolge il suo lavoro per permettere la sopravvivenza della specie. Ma che dire del loro pungiglione? Viene usato solo per difendere l’alveare! Se accidentalmente vi doveste trovare nei pressi di un alveare quando la produzione di miele è attiva, le api potrebbero diventare aggressive.

Se incontrate un’ ape che semplicemente si posa su un fiore, non si avvicinerà mai a voi per pungervi. Le api non pungono quasi mai perchè se lo fanno muoiono! L’unico caso in cui potrebbero diventare aggressive è nelle vicinanze del loro alveare quando la produzione di miele è attiva.

Le api presenti nell’alveare sono quasi tutte femmine! I maschi vengono “prodotti” solo quando la regina si deve accoppiare! Nell’alveare vivono le api regina che hanno una vita che dura 4 o 5 anni, le api operaie che vivono circa 35 giorni e infine i fuchi che non sono sempre presenti nell’alveare, ma solo quando “servono”, quindi vengono allevati solo in primavera.

Impollinazione ed apicoltura

Molte piante si riproducono grazie all’impollinazione. Questo metodo consiste nel trasporto di polline da una pianta maschio ad una pianta femmina. Può essere effettuata da vari tipi di animali e tra questi rientra anche l’ape. Le api sono in grado di impollinare tante varietà di piante. La sopravvivenza della maggior parte delle piante da frutto dipendono da essa, perchè solo l’ape è capace di impollinarle.

Quindi le api non mangiano il polline come spesso si crede, ma lo trasportano da una fiore all’altro. Mangiano invece il nettare dei fiori. Un’altra caratteristica importantissima è la produzione di miele. L’apis mellifera abbiamo detto che lo produce, ma il miele piace molto anche alla specie umana ed è un prodotto qualitativamente ottimo per la nutrizione. L’apicoltura si occupa proprio di produrre miele a partire dalle api.

E’ un’attività non invasiva, ecologicamente favorevole perchè permette la riproduzione e la proliferazione di api e favorisce l’impollinazione. L’ Articolo 1 della legge n. 313 del 24 dicembre del 2004 riconosce la pratica dell’apicoltura come attività d’interesse nazionale utile per la conservazione dell’ambiente naturale ed è finalizzata nel garantire l’impollinazione naturale e la salvaguardia della biodiversità delle specie botaniche.

Se però l’apicoltore non è serio e stressa le api diventa un’attività ecologicamente svantaggiosa e promuove in questo modo la morte di questi splendidi insetti.

Se muoiono tutte le api?

Negli ultimi tempi, quando si parla di api, sembra aleggiare un alone di tristezza intorno a loro. Si vedono sempre più articoli che parlano di una morte massiccia di api, di estinzione e api robot! In effetti le api ai giorni nostri non hanno vita facile. Sono sempre di più esposte a un clima instabile, dove le stagioni sono cambiate, ci sono parassiti che attaccano esclusivamente determinate specie di api. Ma anche l’uomo ci mette il suo!

Con la sfrenata urbanizzazione sottrae sempre di più gli habitat naturali dove questi insetti possono sopravvivere. Ma che dire dell’agricoltura intensificata? Per le api è una vera e propria piaga. Gli agricoltori tendono ad usare insetticidi particolarmente aggressivi che purtroppo colpiscono indirettamente anche le api. Molti apicoltori si sono trovati negli anni le colonie di api decimate a causa di questo problema.

Tre molecole tossiche sono state messe al bando: il clothianidin, imidacloprid e thiamenthoxam, ma ci sono tante altre molecole dannose contenute negli insetticidi e pesticidi che ancora danneggiano le api e sembra che a nessuno importi molto.

Tutti questi problemi messi insieme decretano la massiva morte di api e insetti impollinatori, riportando problemi molto gravi sull’economia ortofrutticola, alimentare e sulla biodiversità mondiale. Questa è una questione che non riguarda solo l’Italia, ma tutto il globo terrestre!

La produzione di miele e il clima che cambia

Le api producono tanto miele, ma in realtà ne consumano molto poco, perchè il resto funge da scorta. Una lauta scorta che non consumano quasi per niente e l’uomo lo usa per sè. Il consumo di miele è molto aumentato dagli anni 2000. La popolazione lo preferisce come dolcificante naturale rispetto allo zucchero di canna.

La produzione negli anni ha avuto degli alti e bassi, negli ultimi 4 anni si è mantenuta abbastanza costante, nonostante gli apicoltori abbiano avuto estreme difficoltà. Eppure a causa di inverni molto piovosi diventa sempre più raro in Italia il miele di acacia. La pioggia ne rovina le fioriture e le api non possono impollinare. Il 2018 ed il 2019 non è stato un anno fortunatissimo per il miele a differenza del 2017 dove la produzione di miele è stata abbondante.

La spiegazione a questa altalenante produzione di miele risiede nel fatto che le api purtroppo stanno morendo sempre di più a causa dell’uomo, ma come abbiamo visto, questi animali sono cruciali per la sopravvivenza delle piante, per l’economia  mondiale e per la nostra alimentazione. Se le api sparissero, la maggior parte degli ortaggi e frutti che di solito compriamo al supermercato non esisterebbero più e fare un’alimentazione corretta sarebbe davvero un problema!

FONTI

“Il mondo delle api e del miele” di Cinzia Scaffidi editore Slow food anno 2019

“Moria delle api: un fenomeno sempre più preoccupante” www.3bee.it

“Il mercato del miele in Europa” Parlamento europeo 

“Il miele è sempre più caro” Il Post

Articolo 1 della legge n.313 del 24 dicembre del 2004 – Camera dei deputati 

finto medico

finto medico

L’inverno che verrà sarà caratterizzato da un numero ridotto di influenze ma più aggressive. Ad annunciarlo è Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, che intervistato da Repubblica ha dichiarato:

«Quella scorsa è stata tra le due peggiori stagioni degli ultimi anni per numero di casi, pur essendo partita un po’ in sordina. Quest’anno le prime previsioni che si possono fare, soprattutto sulla base dell’andamento dell’epidemia nell’emisfero australe, sono per una stagione con meno casi ma più aggressivi, data la presenza dei virus A che di solito danno più complicazioni».

La campagna vaccinale partirà a metà ottobre e terminerà a fine dicembre. Gli effetti del vaccino avranno inizio due settimane dopo la somministrazione e garantirà una protezione dai 6 agli 8 mesi. A confermarlo è l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), attraverso una pubblicazione nella Gazzetta ufficiale che autorizza l’aggiornamento per la stagione 2019-2020 della composizione dei vaccini. A tal proposito, saranno somministrati esclusivamente i vaccini approvati dall’Agenzia Europea dei Medicinali.

«I più a rischio – conclude Pregliasco – sono i soggetti anziani, o chi ha una malattia preesistente, ma le complicazioni possono riguardare tutti». A tal proposito, oltre alle vaccinazioni e ai farmaci, l’Aifa raccomanda di coprire la bocca e il naso in caso di tosse e starnuti e di lavare frequentemente le mani per limitare la diffusione del virus influenzale.

Miracolo di San Gennaro

Miracolo di San Gennaro

New York – Il miracolo di San Gennaro si è nuovamente compiuto a Napoli. Tanti sono stati i festeggiamenti per tutta la città, e non solo. Anche la comunità italiana di New York ha festeggiato lo scioglimento del sangue del santo patrono di Napoli.

Lo stesso scrittore e giornalista Roberto Saviano, residente ormai a New York, ha commentato l’evento e le manifestazioni tenutesi oltreoceano alla notizia dell’avvenuto miracolo: “Il sangue si è sciolto, qui a New York è una grande festa di San Gennaro oltreoceano.”

Lo scrittore ha anche espresso un suo pensiero sulla vera natura del culto del santo: “San Gennaro, protettore dei napoletani e degli emigranti, di tutti gli emigranti, anche veneti, laziali, calabresi, lombardi, – scrive Saviano sui social – oggi lo immagino protettore dei migranti, di chi lascia la propria terra per cercare altrove una vita dignitosa. A San Gennaro puoi chiedere di tutto, – conclude – anche proteggimi mentre rubo”

Ha sollevato una furiosa polemica l’intervista di Bruno Vespa a Lucia Panigalli, una donna vittima di violenza da parte dell’ex compagno. Le domande e i commenti rivolti dal giornalista alla donna sono stati considerati tanto scorretti e hanno avuto una risonanza così forte che anche l’Ordine dei giornalisti si è sentito in dovere di intervenire.

Nel corso della trasmissione “Porta a Porta”, Bruno Vespa ha avuto modo di intervistare Lucia Panigalli, una donna con un passato doloroso alle spalle e con un presente altrettanto drammatico. Lucia infatti è costretta a vivere sotto scorta da quando il suo ex compagno, che aveva tentato di ucciderla, è uscito dal carcere per “buona condotta”.

Questo nonostante l’uomo avesse anche assoldato un sicario per ammazzarla mentre era in prigione. Eppure, una delle prime domande che Bruno Vespa rivolge alla donna è “Che cosa teme?“. La risposta è tristemente ovvia: “Temo molto per la mia vita“. Il racconto di Lucia Panigalli prosegue, ma viene spesso interrotto dal giornalista, che le rivolge dei commenti a dir poco dubbi.

Era così follemente innamorato di lei da non volerla ‘dividere’ se non con la morte?”. Questa è una delle domande che fanno rabbrividire e infuriare il pubblico di Porta a Porta. La donna risponde tranquillamente che non riesce ad associare l’aggressione subita con un “amore folle”. Uno degli ultimi commenti di Bruno Vespa al racconto dell’aggressione è il seguente: “Se avesse voluto, l’avrebbe uccisa”.

Non sorprende che a questo proposito sia intervenuta anche la Commissione pari opportunità del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, la quale “deplora contenuti, toni e linguaggio utilizzati nella trasmissione Porta a Porta del 17 settembre 2019, durante la quale il conduttore Bruno Vespa, ha reiterato un atteggiamento ambiguo, scorretto e irrispettoso nei confronti di una donna già vittima di violenza.

La Commissione chiede una maggiore attenzione alla Rai nella verifica delle trasmissioni dal contenuto particolarmente sensibile come questo, anche alla luce dell’adesione dell’azienda al Manifesto di Venezia per una corretta informazione contro la violenza sulle donne“.

Di conseguenza, “Bruno Vespa, in seguito a un regolare esposto di una privata cittadina sarà sottoposto al rituale procedimento disciplinare concluso il quale seguirà il pronunciamento“. Attendiamo ulteriori sviluppi della vicenda, e ci auguriamo che venga riservato un rispetto sempre maggiore alle donne vittime di violenza.

Anche quest’anno il nostro San Gennaro ha compiuto il tanto atteso miracolo, un faro di speranza per tutti coloro che confidano nell’intercessione del nostro Patrono. A Napoli e in tutta Italia, però, le persone che portano il nome di questo santo risultano essere sempre meno. Proprio questo dato ha spinto Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinare, a elaborare una proposta per rilanciare il nome Gennaro.

Come confermano i dati sui nomi più diffusi a Napoli, coloro che si chiamano Gennaro rappresentano una sorta di specie in via d’estinzione“, afferma Capodanno, “mortificati, per numero, dagli Antonio, dai Giuseppe, dai Vincenzo, dai Luigi, dai Salvatore, dai Giovanni, dai Pasquale e anche dai Raffaele che precedono il Santo Patrono del capoluogo partenopeo di gran lunga”.

E se la situazione a Napoli è questa, non possiamo sperare che vada meglio a livello nazionale. “Leggendo la serie storica dei bambini ai quali è stato dato il nome Gennaro dal 1999 al 2017, si osserva un andamento per lo più decrescente con un minimo, nell’ultimo anno rilevato, il 2017, di appena 313 bambini registrati con il nome Gennaro, corrispondente allo 0,13% sul totale dei maschi nati in quell’anno in Italia“.

Nel 2015 si è assistito a una leggera ripresa, ma i neonati che portano il nome Gennaro sono all’incirca uno su mille  (lo 0,16 per cento). E le conseguenze di questo calo potrebbero essere più serie di quanto sembrano. “Napoli rischia così di perdere una delle sue più antiche e belle tradizioni non scritte, che, in passato, voleva che in ogni famiglia vi fosse un figlio, per lo più il primogenito, che tramandasse il nome del Santo Patrono.

Tradizione che ha certamente contribuito a far conoscere il capoluogo partenopeo nel mondo. Ancora oggi, in qualunque località della Terra dove vi è un Gennaro, esiste e vive un pezzo di Napoli. Un nome di antiche e nobili origini latine, derivante dal dio bifronte Giano, dal quale deriva anche il mese di Gennaio, il primo mese dell’anno“.

E per rilanciare il nome Gennaro, Capodanno ha già in mente un’iniziativa interessante: “offrire un omaggio simbolico, che potrebbe essere rappresentato da un corredo per neonato o da un buono corrispondente all’equivalente in euro, da spendere in esercizi commerciali per neonati, a quelle coppie che scelgano di chiamare Gennaro o Gennara il nascituro o la nascitura“.

E quale occasione migliore per riproporre questa iniziativa, se non quella della festività di San Gennaro? Capodanno si rivolge così al governatore della Campania e al sindaco di Napoli, affinché si facciano promotori del suo progetto e contribuiscano a restituire a Napoli una tradizione che non va perduta.

bosco piantato a Giugliano

GiuglianoLe iniziative che fanno bene al cuore e all’ambiente è quella della nascita di un nuovo bosco su una terra in cui venivano sversati illegalmente rifiuti. Antonio Poziello, sindaco di Giugliano, parla di questo bel progetto, promosso proprio nella sua città: da terra dei fuochi a “terra dei pioppi”.

Oltre 12mila alberi sono stati già piantati a marzo, altri 4mila verranno piantati tra novembre e gennaio. Il nuovo bosco sta sorgendo a Masseria del Pozzo, dove prima c’era il campo rom sgomberato nel 2016. Sta nascendo nell’ambito di un progetto sperimentale voluto e finanziato dalla Regione Campania, su un’area di proprietà del Comune di Giugliano di oltre 40mila metri quadri ed affidato alla cura del Consorzio Unico di Bacino Napoli-Caserta, grazie ad una convenzione firmata dai tre enti.

Non si tratta di un’iniziativa nuova per Giugliano: già nel 2016, infatti, era stato realizzato un altro bosco dal Commissariato alle bonifiche insieme alla Università Federico II, piantando oltre 20.000 pioppi nell’ambito di un progetto sperimentale di fitodepurazione dei terreni inquinanti dei Vassallo, a San Giuseppiello, alle spalle della discarica di Masseria del Pozzo e a ridosso della ex Resit.

Sono tutti interventi che mirano a ridare nuova natura ad aree inquinate e contrastare la produzione di anidride carbonica ed altri inquinanti di queste discariche dismesse.

Il Comune di Giugliano nel 2017 aveva, invece, piantato nell’ambito del progetto “il bosco delle caldaie” altri 500 pioppi, in un’area di 10mila metri quadri all’ingresso della zona Asi di Giugliano. Quest’ultimo progetto era nato dalla sinergia tra il Comune ed il Comitato Parchi per Kyoto (onlus costituita da Federparchi-Europarc Italia, Kyoto Club e Legambiente).

Per il Vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, si tratta di un intervento dall’elevato valore strategico: “La Regione sta sostenendo gli interventi rinaturalizzazione e fitodepurazione delle aree con criticità ambientale nel Comune di Giugliano. Il progetto utilizza personale del C.U.B. e da vita ad un bosco sperimentale, con una modalità replicabile su altre aree con problemi di inquinamento dei suoli. Un investimento forte, che si aggiunge alle risorse messe in campo per le bonifiche”.

Entusiasta il sindaco di Giugliano, Antonio Poziello. “Stiamo realizzando una grande cinta fatta di boschi ed alberi, nell’area di mezzo della città, quella tra Ponte Riccio e Taverna del re. Pioppi piantati per contrastare l’inquinamento dei suoli e contribuire a ridurre le emissioni di c02 ed altri inquinanti. Sottraendo spazi all’abbandono di rifiuti ed agli incendi”.

Positivo anche il commento del Soggetto liquididatore del CUB, Francesco Ventriglia. “Abbiamo avviato una positiva sinergia tra enti -commenta-, che si arricchirà a breve anche delle attività di contrasto all’abbandono dei rifiuti proprio nella città di Giugliano”.

Pietro Giordano è uno dei tanti pizzaioli nati nella “Terra della pizza” ed emigrati altrove per esportare un prodotto amato in tutto il mondo. Pietro ha 42 anni, origini napoletane e, domenica 15 settembre a Milano, negli spazi di Mare Culturale Urbano, si è aggiudicato il titolo di miglior pizzaiolo professionista d’Italia. Era la quarta edizione del contest di Elementi–I volti della pizza.

Papilla Milano, sita in Piazza XXIV Maggio, angolo Via Sambuco, è la pizzeria in cui si può assaggiare la buonissima pizza di Pietro Giordano.

Nella competizione, organizzata da Molino Vigevano 1936, concorrevano altri 11 pizzaioli provenienti da tutta Italia.
La prima fase prevedeva due prove uguali per tutti: riconoscere l’impasto e blind tasting (cioè l’assaggio dell’impasto cotto e la capacità di individuare la farina utilizzata, seguito da degustazione di tre differenti tipologie di pomodori e latticini).

Queste prime due prove fungevano da prima scrematura, per far andare avanti solo 8 dei concorrenti in gara. Questi 8 si sono sfidati nella fase successiva e decisiva, la quale prevedeva una prova di farcitura e cottura, usando ingredienti scelti dallo chef stellato Eugenio Boer.

A giudicare i concorrenti: Eugenio Boer, Paolo De Simone della Pizzeria Da Zero; Margo Shatcher, giornalista di Food Genius Academy, Vanity Fair e Italia a tavola e Chiara Patrizia De Francisci, giornalista di Agrodolce.

L’arma vincente di Giordano è stata quella di attingere alla tradizione napoletana, aggiungendo una nota eccentrica. Infatti il pizzaiolo partenopeo ha presentato una rivisitazione della classica pizza Margherita, aggiungendo un bordo ripieno di tonno e gorgonzola e un pizzico di maionese.

Giordano si è portato a casa non solo la soddisfazione, ma anche una fornitura di farine Molino Vigevano, di prodotti Finagricola e una consulenza gratuita del valore complessivo di 1.250€.

Ma ogni podio che si rispetti ha anche un meritato 2° e 3° posto. L’argento è spettato a Stefano Rossi (Pizzeria Le Aie di Ovada – Alessandria) con il suo impasto multicereali più aneto, burro, ananas, mortadella e noci; il bronzo a Leonard Lala (Ristorante Pizzeria da Leo, Verona), con un impasto multicereali più aneto, gorgonzola, noci e ananas.

Insomma, pizza per tutti i gusti, ma soprattutto coraggiosa. Si parte dalla tradizione per sperimentare accostamenti e nuovi gusti.

molestie sessuali medico

molestie sessuali medico

NAPOLIVisite oncologiche gratuite al Pascale e al Cardarelli. Al via a Napoli l’iniziativa “Tieni la testa sul collo – un controllo può salvarti la vita” promossa dall’AIOCC Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica. Scopo della campagna è informare e sensibilizzare la popolazione sui tumori della testa e del collo.

Oggi e venerdì, dalle ore 9.00 alle 13.00, i controlli si terranno presso l’Istituto Nazionale Tumori della fondazione Pascale in via Mariano Semmola. Mercoledì 18, invece, dalle 8:30 alle 12.00 le visite si terranno presso il centro di Fibrolaringoscopia del Cardarelli.

Programma delle visite

Martedì 17
Dalle 9.00 alle 13.00
Visite gratuite presso l’Istituto Nazionale Tumori della fondazione Pascale.

Mercoledì 18
Dalle 8.30 alle 12.00
Visite gratuite presso il centro di Fibrolaringoscopia del Cardarelli.

Frecciargento
FrecciargentoUn grande passo avanti per il Sud e per l’Italia intera, sempre più collegata internamente. Questa mattina alle ore 6:15 è partito per la prima volta il Frecciargento Sibari-Bolzano, che collega la Calabria con le più importanti città del Sud, Centro e Nord dell’Italia.

A rendere noto l’evento è Gennaro Saiello, consigliere M5S della Regione Campania, in un post pubblicato sulla sua Pagina Facebook ufficiale. Nel suo commento, Saiello sottolinea l’importanza sociale dell’inaugurazione di questa nuova tratta, che include le città di Sibari, Napoli, Roma e Bolzano.

È un vero e proprio ‘treno sociale’, spiega il consigliere Saiello, “perché con l’istituzione del #Frecciargento Sibari-Napoli-Roma-Bolzano è stato fatto un passo importante per togliere la Fascia Jonica dall’isolamento in cui versa da anni e nel quale l’hanno relegata i governi passati, sia di centrodestra e centrosinistra“.

Ciò vale soprattutto per la Calabria, una regione tanto ricca di bellezze quanto isolata dal resto d’italia. I governi precedenti, stando alle parole di Gennaro Saiello, hanno lasciato le ferrovie del Sud nell’arretratezza in cui versavano. In questo modo, la politica ha finito per incentivare solo e sempre il trasporto su gomma, che oltre ad essere limitante è dannoso per l’ambiente.

Un sogno che si realizza“, scrive ancora Saiello, “per i cittadini di un territorio dove ci si sposta ancora a bordo delle corriere che un viaggio verso #Roma non lo compivano in meno di sei ore, mentre per altre destinazioni del Nord Italia impiegavano giornate intere, lungo tragitti sfiancanti, a volte tortuosi e sicuramente stressanti.”

Adesso, invece, la partenza del nuovo Frecciargento Sibari-Bolzano può dare una speranza in più ai tanti cittadini del Sud che si sentono isolati e perlopiù ignorati dal Governo. L’inaugurazione di questa tratta, inoltre, è un modo ulteriore per incentivare i cittadini a utilizzare di più il trasporto su ferro, che stando ai dati è molto più sicuro di quello su gomma. Un’operazione vantaggiosa su tutti i fronti, per il Sud e per l’Italia.

 

Colloquio di lavoro

Colloquio di lavoroL’argomento “colloqui di lavoro” è indubbiamente tra i più spinosi del momento. Codice di abbigliamento, domande trappola, comunicazione non verbale: sono tanti gli aspetti da tenere in conto in fase di selezione. Tuttavia, un punto che molti di noi potrebbero ancora ignorare è quello delle domande illegali che possono essere poste in sede di colloquio. Vediamo insieme quali sono e perché non sono ammissibili per legge.

La prima che potremmo citare tra le domande illegali è quella “classica”, la domanda che migliaia di donne (e anche, perché no, molti uomini) si sentono rivolgere da sempre. La domanda che ti fa chiedere a cosa abbiano portato anni e anni di lotte per l’emancipazione femminile. Mi riferisco a queste due semplici parole: Sei sposato/a?

Questa domanda apparentemente innocente può nascondere un subdolo tentativo di discriminazione. Può presentarsi in diverse forme, tra cui “Sei fidanzato/a?“, “Hai intenzione di sposarti o di avere figli?“. È importante tenere a mente, però, che tutte queste forme sono di fatto illegali.

Stando all’articolo 27 del decreto legislativo 198 del 2006, “è vietata qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l’accesso al lavoro“. Per quanto riguarda le altre domande sopraelencate, basta rifarci al decreto legislativo 276 del 2003, che vieta qualsiasi discriminazione in base al sesso, all’orientamento sessuale, allo stato matrimoniale o di famiglia o di gravidanza.

Un’altra sfera che non è lecito invadere è quella della condizione psichica del candidato. Potrebbe capitarvi che vi pongano domande del tipo: Hai mai sofferto o soffri di depressione?. Ebbene, anche questa va dritta nell’elenco delle domande illegali ai colloqui. A questo proposito ci viene ancora in aiuto il decreto legislativo 276 del 2003, che all’articolo 10 fa divieto di discriminare i candidati a partire dallo stato di salute.

Non è raro, inoltre, che in sede di colloquio vengano richieste informazioni a proposito dell’affiliazione religiosa o politica del concorrente. Di nuovo, l’art. 10 del Dlgs 276 del 2003 proibisce anche di reperire informazioni sulle convinzioni personali, sulla affiliazione sindacale o politica e sul credo religioso del candidato. Anche l’Articolo 8 dello Statuto dei lavoratori vieta di effettuare indagini in questo senso.

Infine, lo stesso vale per qualsiasi domanda che abbia a che vedere con la professione precedente del candidato, o con eventuali controversie venutesi a creare con il datore di lavoro precedente. Potrebbe sembrare che informazioni del genere siano attinenti alla nostra sfera professionale, ma in realtà non sono affatto utili al fine di determinare le nostre reali competenze.

È bene tenere a mente che reperire informazioni di questo genere è vietato anche nel caso in cui avvenga con il nostro consenso. Il modo migliore per reagire di fronte a domande illegali di questo genere, dunque, è rifiutarsi educatamente di rispondere, ribadendo la propria disponibilità a fornire qualsiasi informazione riguardante la propria vita professionale.

Milano -Spesso si sente dire che il razzismo anti-meridionale non esiste più, che in Italia non c’è più distinzione fra nord e sud, che partiti come la Lega non fomentino l’odio. Quanto successo a Deborah Prencipe, 28enne originaria di Foggia, smentisce tutte queste favolette. La giovane viveva in Brianza dal 2011 ed aveva deciso di trasferirsi vicino Milano per avvicinarsi alla sua fidanzata, Laura. Per me i meridionali, i neri e i rom sono tutti uguali.

Dopo qualche ricerca, la ragazza aveva trovato una piccola casa a Malvaglio, frazione di Robecchetto Con Induno, vicinissima all’aeroporto di Malpensa e, quindi, a pochi passi da Milano. Si era accordata già con la proprietaria, la 50enne Patrizia, per far partire il contratto di affitto da ottobre, ma qualcosa è andato storto.

Vedendo i documenti di Deborah, la donna si è accorta del luogo di nascita. Immediatamente ha annullato l’accordo ed inviato questo messaggio vocale alla giovane pugliese: Io sono una razzista al 100 per cento. Lombarda, proprio di Salvini. Lei può essere qui fin da piccolina, ma per me conta quello che c’è scritto sulla carta d’identità. E lei è meridionale, non è svizzera. Di quello che pensa lei, sinceramente, non me ne frega un cazzo”.

Il messaggio è stato poi inviato alla redazione del Fatto Quotidiano che l’ha pubblicato e diffuso. Ovviamente, un simile messaggio ha fatto rabbrividire Deborah, ma non è il primo caso. Stupisce, soprattutto, come la donna ammetta con fierezza il suo razzismo, cosa di cui dovrebbe vergognarsi, e come lo associ automaticamente al fatto di essere sostenitrice di Salvini.

Piazza Garibaldi

Piazza GaribaldiNapoli– Questa mattina il Sindaco Luigi de Magistris ha lasciato un post sui suoi canali social per la questione di Piazza Garibaldi. A cavallo delle Universiadi, in piazza sarebbe dovuta sorgere una strada alberata e non solo. Era prevista una riqualifica dell’area che non è ancora avvenuta.

Sono ormai già tre mesi da quando la piazza che ospita la stazione centrale di Napoli avrebbe dovuto trasformarsi in un luogo da vivere. Il piano era quello di creare una strada alberata, una pista da skateboard ed una arena. Niente di fatto. I cittadini cominciano a spazientirsi dell’ennesima promessa non mantenuta.

Per questo motivo il Luigi de Magistris ha deciso di stemperare subito gli animi ed intervenire personalmente sulla questione rassicurando tutti i cittadini. Nel giro di un mese la piazza sarò restituita ai legittimi proprietari. Tutto il popolo partenopeo.

Ecco le parole del primo cittadino napoletano Luigi de Magistris:
Cari napoletani, pazienza…
riconosciamo gli attuali disagi a piazza Garibaldi ma tra un mese circa, verrà realizzata una piazza completamente nuova e riqualificata. I viaggiatori potranno cambiare mezzo di trasporto camminando in un luogo illuminato e passeggiare attraverso la “foresta naturale” che sarà composta da 130 nuovi alberi di alto fusto: lecci, olmi, aceri, frassini e meli, selezionati per creare un insieme variegato e colorato, un nuovo polmone verde della città”.

Sotto la foresta naturale, troveranno un parcheggio interrato, un anfiteatro, un parco con relative attrezzature (campetto di calcio, campetto di basket, giochi per bambini, pista di skateboard, ecc.) e chioschi per piccole attività commerciali. Ci saranno anche il terminal autobus e quello taxi, nonché stalli per la fermata kiss and ride.
Tutta la piazza sarà munita di impianto di videosorveglianza e, per il solo anfiteatro, un impianto di videoproiezione e diffusione sonora oltre che un impianto di illuminazione dedicato.
Da novembre la sfida di un grande condominio di comunità per la gestione della piazza. Queste sono le infrastrutture a servizio della città. Avanti così!

gambrinus anni trenta il commissario ricciardi

gambrinus anni trenta il commissario ricciardiSi stanno svolgendo in questi giorni, al Gran Caffè Gambrinus, le riprese della serie TV Il Commissario Ricciardi. Il più celebre caffè di Napoli per alcuni giorni si è trasformato in set cinematografico, attirando la curiosità di turisti e cittadini che si sono appostati nei suoi pressi per curiosare.

Le riprese, come ci comunica in maniera diretta lo staff del Gambrinus, si sono adesso spostate all’interno del locale. Di conseguenza il set del film sul lato esterno resta aperto, e fino a sabato prossimo tutti i clienti potranno sedersi a tavolino per prendere un caffè – o altro – proprio come negli anni Trenta.

Un’opportunità davvero carina quella offerta dal Gambrinus. Non capita infatti tutti i giorni di poter calarsi in un set facendo un viaggio indietro nel tempo di circa 90 anni. Il gazebo all’esterno del locale è stato appositamente smontato per consentire le riprese e dare un aspetto esteriore coerente con l’epoca storica in cui si svolgono le vicende del Commissario Ricciardi.

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Le Librerie Feltrinelli collaboreranno insieme a Mission Bambini Onlus per la prima edizione della campagna Banco dei desideri: un modo diretto e concreto per donare gioia alle tante famiglie con figli che vivono nelle nostre città ma che devono quotidianamente far fronte a difficoltà economiche o a condizioni di disagio.

Questa campagna di raccolta di beni, promossa a beneficio di una rete di asili e scuole sostenuti da Mission Bambini, si svolgerà all’interno di quartieri critici di diverse città, il 14 e il 15 settembre e coinvolgerà 49 punti vendita Feltrinelli in tutta Italia.

A Napoli sarà allestito un banco presso il punto vendita in Stazione Centrale – Piazza Garibaldi e in Via Tommaso D’Aquino, 70-76. I libri saranno destinati a Bambù Cooperativa Sociale Onlus a San Sebastiano al Vesuvio.

La modalità è semplice e immediata: all’ingresso i volontari di Mission Bambini distribuiranno delle shopper appositamente destinate all’iniziativa “Banco dei desideri”, che si potranno riempire a piacimento con libri, giocattoli e cartoleria che verranno poi distribuiti agli asili e alle strutture per l’infanzia che hanno aderito. Un’occasione per destinare beni per l’infanzia che sicuramente potranno dare un po’ di “respiro” a quelle mamme continuamente impegnate nel sopperire ai bisogni di prima necessità.

bamboleL’elenco completo dei punti vendita laFeltrinelli e degli enti beneficiari che aderiscono all’iniziativa è consultabile sul sito internet missionbambini.org.

Le librerie Feltrinelli organizzano ogni anno oltre 3.000 eventi culturali e hanno un’offerta di più di 200.000 titoli. Sono leader in Italia nei settori del libro, della musica e dell’home video.

Mission Bambini è una Fondazione italiana nata nel 2000 per dare un aiuto concreto ai bambini poveri, ammalati, senza istruzione o che hanno subìto violenze fisiche o morali. La Fondazione è una ONLUS riconosciuta dalla legge e interviene in Italia negli ambiti Educazione 0-6 anni ed Educazione e lavoro, all’estero negli ambiti Salute ed Educazione. In diciannove anni di attività, Mission Bambini ha sostenuto 1.400.000 bambini finanziando oltre 1.600 progetti di aiuto in 75 Paesi. Il Bilancio della Fondazione è pubblico e certificato.

medico

In Campania circa 30 mila persone ogni anno scoprono di avere un tumore. La nostra Regione infatti è quella con il più alto tasso di mortalità, per questa malattia, in Italia. Per questo la prevenzione è importante e il più delle volte salva la vita.

Dopo la pausa estiva, a Napoli torna ‘il sabato dello screening’, cioè visite gratuite per tutti. Un appuntamento fortemente voluto dall’ASL Napoli 1 Centro con I Sabato dello Screening. Come spiega il direttore dell’Asl Ciro Verdoliva: «Continuiamo a puntare sull’educazione alla prevenzione raggiungendo i cittadini nelle piazze e nelle strade della città».

Tutte le info si possono trovare sul sito e sulla pagina facebook dell’ASL.

Si parte il 14 settembre e sarà possibile trovare il poliambulatorio mobile dell’ASL sarà in Viale della Liberazione (X Municipalità – Bagnoli Fuorigrotta) grazie agli operatori sanitari del Distretto 25.
Dalle 9.00 alle 18.00 ai cittadini che lo vorranno saranno erogate gratuitamente, e senza necessità di prenotare, visite specialistiche e esami di screening per le principali patologie. Nel corso di tutta la giornata saranno eseguiti pap test, visite senologiche e la possibilità di eseguire la mammografia, distribuzione kit per lo screening del tumore del colon retto. Sarà possibile eseguire anche visite di controllo con nevoscopio e mappatura dei nei, spirometrie e visite di prevenzione le patologie cardiovascolari e diabete. «I Sabato dello Screening sono uno
strumento prezioso per trasmettere ai cittadini il nostri messaggio in materia di prevenzione. Spesso ci si dimentica che una semplice visita può cambiare il destino, intercettando i segnali che porterebbero negli anni a
sviluppare patologie anche molto serie».

Per I Sabato dello Screening, più ampia campagna di prevenzione mai realizzata sul territorio dell’ASL
Napoli 1 Centro nell’ambito della campagna regionale Mi Voglio Bene, parte anche una campagna social, un modo in più per solleticare l’interesse dei cittadini, giovani e meno giovani, su un tema che sì, può salvare la vita.

riprese commissario ricciardi GambrinusNapoli – La città partenopea è da sempre un set a cielo aperto, sono tanti quelli che in questi giorni sono allestiti in città. Tante le produzioni nazionali e internazionali che scelgono il capoluogo campano come scenario per film e fiction di successo. Numerose le location che la città offre come set, oltre a quelle esterne, come le meravigliose piazze o i famosissimi vicoli, Napoli ha moltissimi palazzi, teatri e locali che si adattano ogni volta ad un set diverso, che sia per un’opera in costume o una moderna.

Una delle location più utilizzate è il Gran Caffè Gambrinus. Lo storico bar celebre per la sua storia ma anche per i suoi record, che molti anni fa ospitò anche la Principessa Sissi ha negli ultimi tempi ospitato tantissime fiction, una su tutte “I Bastardi di Pizzofalcone” con Alessandro Gassmann. In questi giorni lo ospita la nuova serie de “Il Commissario Ricciardi” interpretato da Lino Guanciale. Come “I Bastardi di Pizzofalcone” anche “Il Commissario Ricciardi”, è tratto dai romanzi di Maurizio De Giovanni.

Per l’occasione il Gran Caffè Gambrinus assume un’ambientazione anni trenta, per questo è stato smontato il gazebo antistante l’ingresso principale. Lo storico locale negli anni ha ospitato capi di stato e celebrità da tutto il mondo, senza contare i tanti turisti e napoletani doc che affollano le sale per gustare un ottimo caffè o un dolce prelibato.

Oltre all’interno del bar anche l’esterno è stato allestito per le riprese. Sono già infatti arrivate le auto d’epoca che sostano e circolano all’esterno dello storico caffè per ricreare come anticipato un’ambientazione anni Trenta. All’interno del bar invece è già pronto il tavolino preferito dal Commissario Ricciardi, quello con affaccio sulla bellissima Piazza del Plebiscito da dove è possibile ammirare il Palazzo Reale e la bellissima chiesa di San Francesco di Paola.

pizzone

pizzone molise

Dopo l’esperimento siciliano delle case in vendita a un euro in paesini semi abbandonati, il Molise cerca abitanti ed è pronto a ripagarli con un reddito di residenza di 700 euro al mese.

Questa Regione, tra le meno conosciute in Italia (basti pensare a tutti i meme creati sulla sua non esistenza), ha appena 304mila abitanti. Un numero inferiore rispetto a quello che si ottiene sommando gli abitanti di Benevento (circa 280) più quelli di Torre Annunziata (circa 43 mila).

Così il Molise per fronteggiare il calo demografico e lo spopolamento di alcuni paesini ha deciso di approvare l’iniziativa ideata dal consigliere regionale Antonio Tedesco. Il ‘Reddito di residenza attiva’ offre infatti 700 euro al mese a chi decide di andare a vivere in un comune sotto i 2000 abitanti (ben 100 Comuni su 136).

Unico requisito per accedere alla somma è prendere la residenza in Molise e aprire un’attività commerciale per la durata di almeno 5 anni. Il Molise comunque è una delle Regioni che confinano con la Campania, i due capoluoghi Napoli-Campobasso distano circa 160 km, e sono in molti i pendolari che cercano un lavoro lontano dalla loro terra natia.

La città pilota per questo progetto del ‘Reddito di Residenza attiva’ sarà Pizzone, un comune di 307 abitanti della provincia di Isernia, dove mancano le più semplici attività commerciali (seppur dotato di due B&b, un agriturismo, un rifugio e un bar). Il Patrono è San Nicola di Bari (6 dicembre) ma tra le altre ricorrenze si celebra il 10 giugno anche Santa Liberata.

Il bando sarà pubblicato il 16 settembre nel Bollettino della Regione. Per questa iniziativa è stato stanziato un milione di euro attingendo a un fondo del Ministero dello Sviluppo economico e ci saranno due mesi per fare domanda di trasferimento per Pizzone.

monaldi

monaldiNeonata dal Kenya giunge all’Ospedale Monaldi per un delicato intervento che le ha salvato la vita. Una bimba, nata all’inizio di maggio di quest’anno, a sole tre settimane di vita è stata trasportata a Napoli grazie all’associazione Kenya Invisible Kids ed è stata ricoverata presso l’Uoc di Cardiochirurgia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, diretta da Guido Oppido, per essere sottoposta ad un intervento di trasposizione dei grandi vasi.

“La piccola è arrivata da noi poche settimane dopo la nascita con una trasposizione dei grandi vasi e un difetto intraverticolare ed è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico con il quale abbiamo invertito le arterie reimpiantando anche le coronarie e corretto il difetto, ricostruendo il cuore ha spiegato Guido Oppido, il sopracitato direttore della Uoc di Cardiochirurgia pediatrica.

“La piccola è stata operata e seguita attentamente per circa tre mesi ed è stata riaffidata alle cure della famiglia e del medico che l’ha seguita alla nascita e, grazie a questo intervento, che è definitivo e correttivo, avrà una prospettiva di vita assolutamente normale ha aggiunto.

Kenya Invisible Kids è una associazione che lavora in sinergia con l’Ospedale pubblico di Malindi  e oggi ci occupiamo di oltre 50 bambini ogni anno per i quali ci facciamo carico delle spese mediche spiega Massimo Vita, dell’organizzazione.

“Dei tanti casi che abbiamo trattato non ci eravamo mai trovati di fronte a pazienti che non potevano essere curati nel paese d’origine. Quando siamo stati informati invece di questo caso, abbiamo cercato un ospedale in Europa che potesse effettuare questo particolare intervento e l’Ospedale Monaldi, con il dottore Oppido, si è dichiarato disponibile ad aiutarci. È stato grazie al suo supporto che abbiamo trovato la forza di combattere per ottenere in tempi record i permessi e i documenti per partire” ha aggiunto.

“La piccola è stata trasportata immediatamente in Italia, accompagnata dalla responsabile della neonatologia dell’ospedale di Malindi, e affidata al dottor Oppido e alla sua equipe. Senza di loro e senza l’ospedale Monaldi sarebbe morta conclude Massimo Vita.

“L’Azienda Ospedaliera dei Colli non si è certo tirata indietro di fronte a questa richiesta, abbiamo messo a disposizione tutte le nostre competenze per poter salvare la vita di questa piccola paziente e attivato tutte le procedure necessarie per garantire la migliore assistenza possibile” ha dichiarato Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.

“Ancora una volta l’Azienda dei Colli dimostra di essere attenta all’accoglienza e alla solidarietà e conferma la sua attenzione ai pazienti più fragili” ha concluso.

007 - no time to die

007 - no time to die“007 – No time to die”: James Bond arriva a Sapri! Per due giorni si terranno nella cittadina del Salernitano le riprese per il nuovo film del celeberrimo agente segreto inglese che, a questo giro, sarà interpretato per l’ultima volta dall’attore britannico Daniel Craig.

Il film si intitolerà “007 – No time to die” ed apparirà nelle sale di tutto il mondo nel febbraio 2020: si tratta del 25esimo film della serie iniziata nell’ormai lontano 1962 con il film “007 – Licenza di uccidere”.

007 - no time to dieIl protagonista di “007 – No time to die” sarà, come già detto, il britannico Daniel Craig che, per la quinta ed ultima volta interpreterà l’agente segreto più famoso al mondo.

Con le sue cinque presenze, Craig è riuscito a scavalcare l’attore irlandese Pierce Brosnan (che ha interpretato James Bond quattro volte) fino ad avvicinarsi all’attore scozzese Sean Connery (che ha interpretato James Bond sei volte) e all’attore inglese Roger Moore (che ha interpretato James Bond la bellezza di sette volte).

Se questo sarà l’ultimo James Bond interpretato da Daniel Craig, quello che sarà il 26esimo film della saga vedrà un nuovo volto nei panni dell’agente segreto.

james bondPer le riprese a Sapri del film, sono state scelte come location la stazione ferroviaria della cittadina ed un tratto della Strada Statale 18 compreso tra il porto di Sapri ed il Canale di Mezzanotte. Per l’occasione, è stata rinviata l’apertura delle scuole di Sapri al 16 settembre.

Nelle riprese di questi giorni nella cittadina ci saranno solo le comparse, selezionate proprio a Sapri con casting ad inizio agosto, e gli stuntman. Quando la produzione tornerà tra le strade di Sapri per nuove riprese nei giorni 23 d 24 settembre, però, saranno presenti anche tutti gli attori protagonisti. Non mancherà nemmeno il protagonista Daniel Craig in persona, per l’ultima volta sul set nei panni di James Bond.

james bond

La Campania “si impegna a donare un albero per ogni istituto scolastico. Questo è quanto comunicato dal presidente della Regione Vincenzo De Luca in una lettera scritta a quattro mani con l’assessore all’Istruzione, Lucia Fortini, e inviata a dirigenti e alunni delle scuole di ogni ordine e grado.

Non lanciamo un proclama o una sfida, noi siamo dentro la sfida. Non c’è tempo da perdere. De Luca è fermamente deciso a riportare l’attenzione dei cittadini, e dei più giovani in particolare, sul delicato tema dell’ambiente, e lancia un’iniziativa importante. “Sia un anno scolastico in cui ognuno scelga un obiettivo concreto e tangibile impegnandosi a conseguirlo sino in fondo.

L’ultima estate è stata quella delle due eccezionali ondate di calore in Europa, i cui riflessi si sono avvertiti anche in Italia. […] Le comunità scolastiche rappresentino una leva consapevole del cambiamento nei comportamenti e nelle scelte della collettività in difesa dell’ambiente diventando, al fianco delle istituzioni locali, monito per le nazioni e l’intera comunità mondiale“.

Nell’ambito di questa sfida per la tutela dell’ambiente, la Regione Campania ha deciso di donare un albero da piantare in ogni scuola.Avere cura di un albero piantumato a scuola, usare contenitori per cibi e bevande ecosostenibili, ridurre l’utilizzo di imballaggi, incrementare spostamenti a piedi e all’aria aperta, sono solo alcuni esempi di un agire rispettoso delle risorse del pianeta e fondamentale” aggiunge De Luca.

Sono in campo 60 milioni di euro di investimenti per il trasporto scolastico gratuito, per le borse di studio, per il quarto ciclo del Programma Scuola Viva che, da quest’anno, diventa anche Scuola Viva in Quartiere, con l’impegno e la moltiplicazione delle reti di scuole, e significative azioni trasversali e multidisciplinari rivolte agli studenti e alle studentesse di ogni ordine di scuola“.

Un vasto programma di iniziative che accrescerà la coscienza civile dei più giovani e renderà la nostra regione un posto sempre migliore in cui vivere.

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