29 giugno 2010, muore Pietro Taricone: omaggio a un Guerriero dal cuore buono

Foto Instagram-@isaechia

Tutta l’Italia oggi ricorda commossa Pietro Taricone. Un personaggio amato da molti, che oggi avrebbe spento la sua quarantacinquesima candelina. Un uomo che ha visto la propria vita spezzarsi troppo in fretta appena dieci anni fa, per un incidente con il paracadute.

Nato il 4 febbraio del 1975 a Frosinone, Pietro Taricone crebbe tra il capoluogo ciociaro e Caserta. Qui ebbe l’occasione di frequentare lo stesso liceo di Roberto Saviano, dove conseguì il diploma di maturità scientifica. Successivamente Taricone si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza, ma non portò a termine gli studi: nel profondo sognava già di diventare un attore.

Un’occasione di popolarità arrivò con la partecipazione alla primissima edizione del Grande Fratello nel 2000. Fu qui che Pietro riuscì a farsi amare dagli spettatori e a guadagnare un’enorme popolarità, grazie alla sua carica di simpatia e di intelligenza. Ma, come ricorda la madre, questo non gli fece montare la testa.

Il sogno di Pietro, fin da ragazzo, era quello di diventare un giorno un grande attore“, racconta la madre. “L’enorme popolarità che il Grande Fratello gli aveva dato, però, rischiava di mandare tutto per aria. Si è così defilato e si è messo a studiare recitazione“.

È così che sono arrivati i primi ruoli di attore per Taricone. In particolare si ricordano la sua partecipazione alla fiction “Distretto di Polizia”, ma anche i suoi ruoli film che hanno fatto la storia, come “Maradona-La mano de Dios”. Il tutto finché, quella mattina del 28 giugno 2010, non è precipitato al suolo durante un lancio con il paracadute. Una tragedia che ha segnato nel profondo la sua famiglia e quanti lo conoscevano.

Pietro è sempre con noi“, afferma la madre. “Era leale, generoso, altruista. Si faceva in quattro per gli amici. Se qualcuno era in difficoltà, l’aiutava. Ma era anche un buontempone. […] Se vedeva qualcuno subire un torto, interveniva subito. Stava sempre dalla parte dei più deboli e degli indifesi.

Tragedie, come quella che mi ha colpito, ti segnano la vita per sempre. Solo se si è mamma si può capire cosa vuol dire perdere un figlio. Pietro, tra l’altro, era nato il giorno del mio compleanno. Alla fine si acquista consapevolezza di quanto accaduto: è così, e non puoi farci nulla“.

Particolarmente commoventi sono le parole che gli dedicò Roberto Saviano, suo ex compagno di scuola, all’indomani della sua morte. Saviano l’aveva ricordato come “un ragazzo carismatico, solare e un po’ guascone“. Un ragazzo che non si lasciò mai travolgere dalla fama, e solo così mantenne la sua luce.

Nella Caserta di quegli anni la sua ribalta sconvolse tutti, si sentì aggredito da tanto successo, una luce che la nostra terra non è abituata a ricevere”, racconta Saviano. E lui sulla soglia del circo mediatico seppe prendersi il suo tempo, scegliere il suo percorso, approfittare dell’opportunità avuta per studiare e migliorarsi“.

Allo scrittore partenopeo è rimasto però un rammarico: non aver ringraziato Pietro Taricone quando quest’ultimo lo difese dalle critiche di Berlusconi per il suo romanzo “Gomorra”. “Soffro per non essere riuscito a ringraziarlo, perché all’indomani delle critiche rivoltemi da Berlusconi, mi difese pubblicamente, cosa non scontata per chi viene dalla nostra provincia.

Mi mancherà riconoscere nei sui sguardi e nel suo atteggiamento l’inconfondibile matrice della mia terra, mi mancherà, guardandolo, ricordare la nostra adolescenza, le manifestazioni a scuola, le gite. Quella vita che lo attraversava e mi contagiava. Addio Pietro, addio guerriero”.

Fonti:

TgCom24

La Repubblica

Wikipedia

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