Variante Delta, perdita di udito e coaguli di sangue: quali sono i nuovi sintomi

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Mentre l’Italia si appresta a mano a mano ad allentare le restrizioni anti covid, dall’estero arrivano notizie che fanno preoccupare. L’OMS ha accesso il campanello d’allarme sulla variante Delta, meglio conosciuta come variante indiana. Hans Kluge, direttore dell’Ufficio regionale dell’Oms per l’Europa, nel corso del consueto aggiornamento sulla situazione covid ha dichiarato: “La nuova variante di preoccupazione Delta mostra una maggiore trasmissibilità e una certa fuga immunitaria ed è pronta a prendere piede”.

Quali sono i sintomi della variante Delta? Perché è più pericolosa?

Innanzitutto la variante Delta, così come notato anche nel Regno Unito, si è distinta subito per una maggiore trasmissibilità del virus. Infatti i casi che hanno richiesto l’ospedalizzazione nel Regno Unito sono stati molti e ciò sarebbe causato da una maggiore gravità dell’infezione. L’analisi periodica di Public Health England (PHE), rileva che la variante Delta è diventata prevalente in Gran Bretagna, è di circa il 50% più trasmissibile della variante Alfa (ex inglese) e aumenta di 2 volte e mezzo il rischio di ricoveri.

Secondo i medici indiani, tra i sintomi osservati nei pazienti contagiati dalla variante Delta, ci sono mal di stomaco, nausea, perdita dell’appetito, dolori articolari. Tutti sintomi già conosciuti con il virus, ma se ne sono aggiunti anche degli altri: perdita dell’udito e coaguli nel sangue.

Alcuni pazienti infetti dalla variante Delta hanno subito una riduzione o addirittura la perdita dell’udito, mentre, per quanto riguarda i coaguli, si sono visti alcuni casi in cui si sono verificati nel paziente dei microtrombi molto gravi che determinano la morte dei tessuti. Per quanto riguarda i vaccini deve essere ancora dimostrata la resistenza del virus agli anticorpi.

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