Napoli, 140mila visitatori a Pasqua e chiudono i trasporti: questa non è una città turistica

A Napoli 140mila turisti per le feste di Pasqua, 200mila in tutta la Campania. Sono i numeri record di questo primo anno di quasi normalità dopo la pandemia, eppure la città si fa trovare piuttosto impreparata ad un rinnovato flusso turistico, quasi respinto e rifiutato, e che al contrario dovrebbe essere anelato e desiderato.

Invece si riscontra il solito, enorme problema che riguarda il trasporto pubblico già inefficiente e scarso in periodi tranquilli e quando gli utenti sono soltanto i cittadini napoletani. A Pasqua infatti, si legge sul sito di Anm, le diverse linee anticipano le chiusure alle 13 o alle 13.30 mentre a Pasquetta è in vigore il servizio festivo ordinario, ossia con corse in numero numero e frequenza minori.

La città, già piena e caotica, con 140mila turisti e altre decine di migliaia di persone provenienti dalle zone limitrofe è destinata a scoppiare. Il trasporto pubblico così com’è nella situazione attuale sarebbe stato già inadeguato, ma ad ogni modo lussuoso se confrontato a questi orari di servizio.

È assurdo dunque che in una città come Napoli, che ha un bisogno estremo di sfruttare qualsiasi possibilità di creare un indotto quanto più vantaggioso possibile, il trasporto pubblico venga mutilato proprio quando può essere utile a contribuire a raggiungere lo scopo. Sono ugualmente assurde le lamentele sullo stato disastrato delle casse comunali quando le occasioni di darvi respiro, seppur in maniera modesta (visto che non basta una Pasqua a sanare centinaia di milioni di debiti) vengono sistematicamente gettate al vento.

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