Ercolano, via Mare diventa una passeggiata archeologica: dov’era la camorra oggi c’è cultura

via mareVia Mare si trasforma in Passeggiata archeologica. Buonajuto: «Dove c’era la camorra ci sarà un luogo di cultura»

Sono entrati nel vivo gli interventi di riqualificazione di via Mare, dove verrà realizzata una Passeggiata archeologica con vista sugli Scavi di Ercolano. È stato sottoscritta oggi la convenzione attuativa tra Comune di Ercolano, Parco Archeologico di Ercolano e Istituto Packard per i Beni Culturali per la riqualificazione del quartiere che si affaccia sul sito Unesco.

La convenzione stipulata oggi consente la concessione delle aree, espropriate dal Ministero dei Beni Culturali nel 2015, al Comune di Ercolano per la realizzazione delle opere. Con la consegna dei lavori si compone l’ultimo tassello di un complesso mosaico che porterà l’attesissimo cambiamento urbanistico, culturale e sociale lungo i confini delle due Ercolano, antica e moderna.

Lungo via Mare è previsto l’abbattimento del muro di confine e l’apertura di uno spazio verde gestito rispettivamente dal Comune di Ercolano e dal Parco Archeologico. Tutto questo nel cuore del centro storico, in un luogo affacciato sul sito archeologico e alle porte del Teatro antico sotterraneo, riaperto al pubblico recentemente e a pochi metri dal pittoresco mercato di Pugliano.

«In una zona che negli ultimi decenni è stata tristemente nota per essere una roccaforte della camorra locale – dice il sindaco Ciro Buonajuto – questo intervento ha uno straordinario valore sociale. Il Comune ha investito due milioni di euro per la realizzazione di una passeggiata che segnerà il vero cambiamento in quella zona. I più sentiti ringraziamenti vanno al Parco e a David Packard che con la sua Fondazione ha dato un impulso decisivo per la realizzazione di questo progetto. Le due principali azioni messe in campo dalla mia Amministrazione, sono la realizzazione della caserma dei carabinieri dove esisteva un clan malavitoso e quest’opera nel luogo in cui insisteva un altro clan: dove c’era la camorra investiamo in cultura e sicurezza, è questa la strada su cui proseguire per il rilancio della città».

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