Blitz in hotel per Emilio Fede, a Napoli per la morte della moglie: “In che paese siamo?”

Napoli Ancora un blitz per Emilio Fede, giunto in città per partecipare ai funerali di sua moglie, Diana De Feo. La polizia ha bussato alla porta della sua camera d’albergo per controllare che avesse tutti i documenti in regola, essendo egli agli arresti domiciliari.

È l’ex direttore del TG4 a raccontare come si sono svolti i fatti. Il giornalista ha raccontato la sua versione dei fatti a Il Roma, spiegando di essere arrivato in auto mercoledì notte da Milano “dopo aver ricevuto tutte le autorizzazioni del caso per la mia posizione detentiva, per salutare e dare l’addio all’unico grande amore della mia vita, la mia Diana”.

Dopo il funerale al Vomero ed aver cenato con la figlia è tornato in albergo con la sua assistente. Emilio Fede, infatti, non è più autonomi nei movimenti e deve essere assistito in maniera continuativa. “Stanco morto – continua – mi ero addormentato quando dalla portineria del Santa Lucia hanno cercato di svegliarmi, ma non rispondendo hanno bussato a Magdalena per annunciarmi il controllo da parte di due “energumeni” della Polizia. Era già capitato a dicembre la stessa cosa e sempre intorno alle quattro del mattino. Stessa scena, stessa storia. Ho cercato di spiegare che ero stato autorizzato regolarmente per gravi motivi di famiglia, ma solo dopo un meticoloso controllo dei documenti miei ma anche della mia collaboratrice, hanno lasciato la camera”.

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