Puliscono gratis la Fontana di Monteoliveto: denunciati. I paradossi di Napoli

Fontana di Monteoliveto

La Fontana di Monteoliveto è tristemente nota a tutti i Napoletani a causa della situazione vergognosa in cui versava, colma di scritte effettuate con vernice spray che ne deturpavano la bellezza, sostegno delle natiche di giovani che non raramente sguazzano nelle sue acque e infrangono sui marmi bottiglie di vetro, il tutto sotto gli occhi (chiusi o distratti dallo smartphone) della pattuglia di carabinieri a pochi metri da essa, messa lì proprio per preservarla. Pochi giorni fa i ragazzi dell’associazione “Sii turista della tua città”, protagonista di tantissime iniziative a difesa e sostegno del patrimonio partenopeo sia materiale che immateriale, hanno pulito a proprie spese la fontana, mentre la Soprintendenza e le istituzioni pubbliche sono state per anni cieche e sorde in merito al problema: si sono trovati la fontana pulita (qualche leggero alone c’è, ma è dovuto al fatto che la vernice è penetrata in profondità nella pietra e serve un lavoro diverso per toglierlo, non è dunque un danno fatto dai ragazzi) e a costo zero, quando una normale ditta avrebbe chiesto varie migliaia di Euro.

L’operazione non è stata accolta di buon grado dal Comitato Civico di Santa Maria di Portosalvo, che nella scheda “Chi siamo” sul suo portale scrive: “Comitato per la salvaguardia e la tutela del patrimonio storico, artistico, architettonico, culturale, antropologico e sociologico della Chiesa di S. Maria di Porto Salvo e delle altre chiese consacrate, ma non valorizzate o addirittura chiuse al pubblico in Napoli”. Tale comitato ha denunciato i giovani alla Soprintendenza (non alle forze dell’ordine o alla procura), e sul proprio sito scrive:

“In attesa di un provvedimento organico e complessivo circa la situazione degli imbratti che sfregiano la gran parte dei monumenti della nostra città ecco l’ennesimo intervento fai da te. […] Apprezzabile sotto il profilo dell’impegno e della voglia di ripulire questi sfregi che deturpano le bellezze della città resta invece assai dubbia sotto il profilo della legittimità. Nessuno infatti può mai pensare di svegliarsi la mattina e ripulire il monumento sotto casa senza avere l’autorizzazione, il permesso, gli strumenti e la professionalità per poterlo fare. Per questo motivo è stato subito chiesto un sopralluogo della Soprintendenza per chiarire la liceità di questo intervento e valutare se la caratteristica di questa pulizia è stata effettuata in maniera conforme alla Legge e alle sue prescrizioni”.

Tuttavia, non si tratta né di un intervento fai da te, né di un’operazione fatta da sprovveduti senza le dovute competenze. Luca De Martino di Sii turista della tua città, che abbiamo contattato per esprimere la nostra solidarietà, che ribadiamo, ha infatti precisato:

“Il nostro cuore è nobile, così come le nostre gesta e il nostro sogno: quello napoletano. L’evento di pulizia è stato seguito e supportato da restauratori competenti dall’inizio alla fine e addirittura abbiamo sciacquato tutta la fontana prima di andare via per eliminare tutto ciò che poteva rimanere su di essa! Orgogliosamente dico che vogliono fermarci, vogliono intimidirci, ma noi abbiamo giurato fedeltà alla Sirena Partenope e non la tradiremo e non le volteremo le spalle”.

Inoltre:

“Si possono tranquillizzare le persone che hanno così a cuore le fontane di Napoli a tal punto ancora da scrivere che vogliono sapere cosa abbiamo utilizzato. Abbiamo utilizzato:
Impacchi di bicarbonato (naturale quindi), diluenti, tutti miscelati con acqua per renderli meno aggressivi, spugnette e retine sono state utilizzate solo dove la situazione era critica e la pittura non andava via.
Se avete dubbi o critiche da muovere, v’invitiamo ad andare presso la fontana e vedere come è tornata pulita, splendente e bella!
A noi non piace chi si lamenta e crea scocciature.
Noi siamo attivi e costruttivi e cosa fondamentale pratici!”.

Poiché, come è proverbiale, mentre il saggio indica la Luna lo stolto guarda il dito, gli organi competenti si sono mossi celermente per fare il sopralluogo sulla statua e si sono persi l’ennesimo vandalo, dato che sulla opera d’arte sono state tracciate nuove scritte. I ragazzi ammettono di non aver chiesto un’autorizzazione, però aggiungono che “si è presentata spontaneamente l’assessore alle Politiche Giovanili Alessandra Clemente, che ha indossato mascherina e guanti e si è messa a pulire un punto della Fontana”. 

Quello che alcuni cercano di fare, insomma, è cercare di far prevalere le ragioni della burocrazia sul buon senso, una burocrazia a dir poco kafkiana che si traduce in totale assenza delle istituzioni. Certo, la pulitura di una fontana o di qualsiasi altro monumento non deve essere compiuta da chi non ne ha le competenze, perché rischia di danneggiarli irreparabilmente, però se sono state seguite tutte le necessarie procedure per il restauro e si sono migliorate le condizioni della fontana, perché accanirsi su dei giovani che hanno lavorato molto e gratis, che non ci guadagnano nulla? Ancora più paradossale è che gli organi che devono sindacare ed eventualmente punire i ragazzi, sono gli stessi che hanno abbandonato il patrimonio artistico di Napoli al degrado, il mondo al rovescio in pratica, o il bue che dice cornuto all’asino, come volete.

Foto: Fabrizio Reale per diarionapoletano

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