Coronavirus, all’ospedale Santa Maria delle Grazie 25 casi: “Situazione complicata”

CoronavirusAll’Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli 25 persone sono state contagiate dal Coronavirus. Di questi solo 2 sono dei pazienti, il resto medici ed infermieri.

Coronavirus: quali sono i sintomi, come si trasmette e come si previene.

La situazione nella struttura ospedaliera puteolana è allarmante. La struttura dovrà essere soggetta a nuova sanificazione mentre si effettuano i tamponi sul resto del personale sanitario e sui familiari dei pazienti. Il Pronto Soccorso rimarrà dunque chiuso per 72 ore.

I sindaci di Pozzuoli, Quarto, Monte di Procida e Bacoli hanno dichiarato inoltre che i dati sono in continua evoluzione.

Il tutto è partito a seguito di una paziente asintomatica che era ricoverata per sospetto Coronavirus a marzo e poi trasferita all’Ospedale del Mare dove appunto hanno verificato il contagio. La risposta del tampone però è arrivata soltanto lo scorso 9 aprile.

Queste le parole di Vincenzo Figliolia sul proprio profilo facebook: “La situazione di oggi è molto seria. Quanto è accaduto all’ospedale Santa Maria delle Grazie fa entrare la nostra città e tutti i Campi Flegrei in una fase molto delicata. Sono al lavoro con i sindaci degli altri comuni flegrei per ottenere interventi mirati da parte dell’Asl e far fronte a questa urgenza.

“Ora è il momento di agire e presto. Per la sicurezza di tutti, a partire dal personale ospedaliero e dei pazienti e di tutta la città. Per tale motivo sono stati effettuati in ospedale nella sola giornata di oggi diverse centinaia di tamponi a tappeto, per coloro che lavorano all’interno del nosocomio, per i ricoverati, per i dimessi e i loro parenti.

“La situazione è molto complicata, ed ho il dovere di parlarvene con trasparenza come ho sempre fatto fino ad oggi. Il distanziamento sociale è la nostra unica arma e che fino ad ora ci ha aiutato. Noi siamo da quaranta giorni chiusi in casa, e ciò gioca a nostro favore per evitare che il propagarsi del virus.

“Non abbiamo ancora superato la prima fase. Ci siamo dentro. Del tutto. Con sacrificio possiamo e dobbiamo farcela. Continuiamo a limitare le nostre uscite, a non avere contatti con persone esterne al nostro nucleo familiare. Restiamo in casa, solo così potremo difenderci e uscirne!”

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