Basta rifiuti su spiagge oplontine e stabiesi: una barriera sul Sarno li raccoglierà

La soluzione che potrebbe mettere fine a una parte del disastro che interessa i litorali delle città di Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. La Giunta Regionale della Campania ha disposto il finanziamento, pari a oltre 4 milioni di euro, di un sistema di barriere lungo il corso del fiume Sarno con lo scopo di trattenere i rifiuti solidi che, in questo modo, non raggiungeranno più la costa e le spiagge.

Una barriera sul fiume Sarno

Ad annunciarlo il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello e la deputata M5S Teresa Manzo i quali, in un comunicato, aggiungono che “finalmente le acque che bagnano il litorale di Oplonti e Stabia potranno tornare a essere realmente balneabili”. In realtà la balneabilità delle acque, in particolar modo quelle nei pressi della foce del Sarno, non dipende (soltanto) dalla presenza dei rifiuti solidi, ma in maniera estremamente preponderante dall’inquinamento delle acque causato dalle sostanze (liquide) immesse dalle concerie e dalle industrie conserviere sia direttamente nel fiume che negli affluenti.

Infatti Saiello e Manzo successivamente precisano: “Ora è necessario che la Regione agisca al più presto per attivare una rete di collettamento agli impianti di depurazione per tutti i Comuni rientranti nel bacino idrografico, i cui reflui finiscono nel fiume inquinandolo ulteriormente. Una situazione che denunciamo da anni e rispetto alla quale bisogna agire in fretta”.

La necessità di fermare gli sversamenti

È doveroso tuttavia aggiungere che, probabilmente, intervenendo direttamente sulle fonti di inquinamento e dunque sugli sversamenti illegali delle fabbriche potrebbe essere la maniera più veloce ed equa di intervento. Fermare e punire chi con la propria attività provoca un disastro ambientale, dai quali derivano quello economico (mancata possibilità di puntare al turismo balneare) e sociale (se ci fosse turismo balneare ci sarebbero più opportunità di lavoro, ricchezza diffusa, e dunque migliori condizioni di vita generali per la popolazione) significherebbe agire a monte. Con le moderne tecnologie non è complicato individuare gli scarichi abusivi o non a norma. Che il vero problema siano le industrie, tra l’altro, è stato dimostrato grazie al lockdown della primavera 2020, quando in poco tempo le acque del fiume Sarno tornarono pulite.

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