I tesori di Torre del Greco, in mostra alla Basilica di Santa Croce

Basilica di Santa Croce
Basilica di Santa Croce

La Basilica di Santa Croce custodisce, da sempre, opere e tesori che riescono a raccontare la storia e le tradizioni di Torre del Greco: dai resti della terribile eruzione del 1794 alle opere dei più grandi artisti torresi, la parrocchia custodisce l’anima stessa della città. Per questo don Gesuè Lombardo, parroco della Basilica, ha presentato al comune, nell’ambito del bando Manifestazione d’interesse per la creazione di uno spazio espositivo nel recuperato complesso monumentale ex Orfanotrofio della Santissima Trinità, il progetto espositivo: “Arte, fede, storia e devozione dalla Basilica di Santa Croce di Torre del Greco.” L’idea del parroco è quella di mettere in mostra l’immenso patrimonio d’arte e di fede custodito dei depositi di Santa Croce, opere purtroppo poco fruibili per mancanza di spazi museali adeguati. Esporre, valorizzare e rendere fruibile parte del patrimonio di Santa Croce significa fare la storia non solo della Basilica ma dell’intera città.

Il visitatore, infatti, attraverso le opere custodite in Santa Croce può riscoprire la storia degli ultimi due secoli di Torre del Greco a partire dalla distruzione del 1794, passando per la ricostruzione, per arrivare fino ai nostri giorni. Opere pittoriche, scultoree, oggetti liturgici, ex voto, paramenti sacri, libri e documenti antichi; oggetti dal grande valore artistico, storico ed antropologico. Opere non fine a se stesse ma profondamente legate al tessuto culturale torrese e alle vicende storiche della Basilica e di alcune chiese del centro storico cittadino come la Cappella dei Marinai di Santa Maria di Costantinopoli, l’Oratorio dell’Assunta, la chiesa del Rosario e la distrutta Congrega dei Bianchi di San Giovanni Decollato. Un patrimonio straordinario, in piccola parte già esposto nel 2013 a Palazzo Vallelonga col la rassega “D’Arte e di Fede: Preziosità e devozione dalla Basilica di Santa Croce” con ottimi riscontri di consenso e pubblico.

Un museo di qualità, dunque, e soprattutto “di richiamo” capace di creare quell’attrattore turistico necessario al riscatto della città e al suo inserimento nell’ambito del turismo vesuviano favorendo quella rinascita sociale a partire proprio dalla storia passata, dal bello, dall’arte e dalla tanto sospirata cultura.“Noi facciamo la nostra parte – annuncia il parroco – confidando nella lungimiranza dei nostri amministratori che, senza dubbio, non sprecheranno questa occasione di crescita per la nostra città”.

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