Video/Foto. Torre del Greco saluta i suoi 4 figli morti a Genova. I momenti più toccanti

Funerali Torre del Greco – La città del corallo ha vissuto uno dei momenti più tristi della sua storia, l’ultimo saluto a 4 giovani suoi figli: Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione morti tragicamente nel crollo del ponte Morandi a Genova il 14 agosto. Una scena surreale, il silenzio dei vicoli della città, i negozi chiusi a lutto così come ha voluto il sindaco Giovanni Palomba, colui che ha mosso una macchina organizzativa nelle ultime 24/48 ore assolutamente senza precedenti. 

LA MACCHINA ORGANIZZATIVA
La macchia organizzativa è stata difficile. Il sindaco Giovanni Palomba con il sostegno di sua moglie, e grazie al prezioso aiuto del responsabile della Protezione Civile di Torre del Greco Giovanni Accardo e del suo staff, insieme con i parroci e dei volontari della Basilica di Santa Croce hanno organizzato il rientro delle salme e la cerimonia religiosa. Fondamentale la collaborazione con le forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia Municipale, Polizia di Stato e Guardia di Finanza.

L’ARRIVO DELLE SALME IN CITTÀ
Ore 13.00; le salme dei quattro giovani arrivano all’uscita autostradale di Torre del Greco. Il tempo per traslare le salme da un furgone all’altro e poi via verso la chiesa del Santissimo Crocifisso a Cappella Bianchini per un saluto strettamente privato.

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L’ARRIVO IN BASILICA E LA CAMERA ARDENTE
Alle 14.00 l’arrivo delle quattro salme in Basilica, poi l’apertura della camera ardente. Ore infinite, una fila lunghissima di persone attende composta per un ultimo saluto ai quattro figli di questa città. Genitori, fratelli, sorelle e parenti delle quattro vittime con compostezza e dignità salutano chi arriva. Sulla bara di Matteo c’è una chitarra elettrica, sua grande passione, su quella di Gerardo un modellino di auto di Formula Uno, e su ognuna la propria foto. Quattro foto che li ritraggono in momenti di spensieratezza.

GLI STRISCIONI ESPOSTI IN CITTÀ
In piazza all’esterno della basilica uno striscione cita: “Non esiste perdono senza giustizia”. Un altro striscione poi rimosso dalle forze dell’ordine posizionato all’uscita autostradale citava: “Antonio. Matteo. Giovanni e Gerardo. Non è stato il fato. Ma lo Stato!”. Quest’ultimo è stato definito polemico. In questi casi di polemico non c’è nulla. È normale che chi li ha scritti sia mosso da un sentimento di rabbia e voglia di giustizia per questi quattro ragazzi e tutte le vittime di questa immane ennesima tragedia italiana.

funeraliLE PAROLE DEL CARDINALE CRESCENZIO SEPE
A celebrare la messa è il Cardinale Crescenzio Sepe, le sue parole sono forti e sentite: “Matteo, Giovanni Gerardo e Antonio non sono vittime di malattia, non sono vittime del destino, sono vittime della negligenza, dell’incuria, della superficialità del burocratismo e della leggerezza di qualcuno, la mano dell’uomo si è sostituita a Dio per interessi personali e ha portato morte. Questa è violenza contro le persone”.

LE PAROLE DEL SINDACO GIOVANNI PALOMBA
Dopo la cerimonia prende la parola il sindaco Giovanni Palomba che in queste infinite ore è stato un padre per queste vittime e un fratello per genitori e parenti. Le sue parole sono colme di emozioni: “Erano quattro anime belle, Giovanni stava per diventare un giornalista, Matteo era diventato la roccia della famiglia dopo la perdita del papà e aveva appena incontrato l’amore, Gerardo per non pesare sulla famiglia si era rimboccato le maniche, per tuti noi era un vanto da quando era entrato nella marineria. Antonio, devoto dell’Immacolata, era un portatore del carro. Il futuro gli è stato strappato, ma a noi resta la memoria. Non li dimenticheremo mai”. 

IL SALUTO DELLA FOLLA
Il volo di palloncini bianchi, lunghi applausi e le note di Knockin’ on Heaven’s Door di Bob Dylan, accompagnano l’uscita di ogni feretro dalla Basilica. Una voce su tutte grida: “Giustizia, vogliamo giustizia”.

LE PAROLE DEL PAPÀ DI GIOVANNI
Roberto Battiloro padre di Giovanni una delle vittime: “Mio figlio non è morto, è stato ucciso perché lo stato non ha tutelato. Facevamo lo stesso mestiere. Abbiamo voluto i funerali a Torre del Greco perché abbiamo sentito la cittadinanza vicina. Punto il dito contro chi non ha pensato che su quel ponte potevano esserci i nostri figli. Milena Gabanelli ha denunciato 6 anni fa questa cosa. Ci sono stati vicini il sindaco e la Rai. Il nostro sindaco come quello di Genova sono stati eccezionali. Mia figlia ha avuto solo alcuni problemi con Salvini perché mia figlia voleva portare la salma del fratello nella nostra città.  La mia sarà una battaglia. Da domani faremo in modo che queste tragedie non accadano più”.

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