Non lo sapevo. La ferriera di Mongiana, orgoglio e ricchezza meridionale


Da diverso tempo la disoccupazione è purtroppo un elemento caratteristico del meridione italiano. Eppure non è sempre stato così. Anzi, per quanto riguarda l’industria la produzione e l’occupazione, Napoli, o meglio ancora l’intero Meridione, può vantare numerosi primati. Per questo motivo Vesuviolive.it ha deciso di dedicare una rubrica a tutti i primati del Sud, che ripercorre i fasti di quel che fu l’antico Regno delle Due Sicilie.

Oggi ci occupiamo delle ferriere di Mongiana, un imponente polo siderurgico fondato tra il 1770 e il 1771 dalla dinastia dei Borbone. La cittadina di Mongiana si trova nella provincia di Vibo Valentia, in Calabria. Allora perchè parlarne su VesuvioLive.it? Ebbene, la risposta è semplice. Questo sito ha una valenza emblematica: è stato il più grande polo siderurgico italiano, i cui prodotti hanno permesso l’inizio e lo sviluppo dell’industrializzazione di Napoli e della sua provincia, e poi è diventato simbolo della Questione Meridionale, in seguito alla sua chiusura 20 anni dopo l’unità d’Italia.

Ma andiamo con ordine. Il complesso, che fu realizzato dall’architetto napoletano Mario Gioffredo, dava lavoro a circa 1.500 operai e sfornava in un anno circa 1.442 canne per fucile e 1.212 canne per pistola. Per quei tempi può essere considerato un risultato straordinario, frutto di un lavoro di ricerca e di riqualificazione che svolsero due dei principali regnanti borbonici: Carlo III di BorboneFerdinando IV.

Mongiana - Vibo Valentia

Mongiana – Vibo Valentia

Il primo, essendosi reso conto dell’arretratezza dei metodi di lavoro degli operai che lavoravano all’interno del polo siderurgico, dopo una lunga ricerca per l’Europa, trovò e mandò in Calabria mineralogisti sassoni ed ungheresi affinché insegnassero  a quei lavoratori nuovi metodi di produzione. Inoltre il regnante a quanto pare aveva anche una certa sensibilità che oggi potremmo definire ecologista. Infatti nel 1773 Carlo III di Borbone emanò il decreto salvaboschi per impedire che lo stesso potenziamento dell’azienda potesse causare danni consistenti all’ambiente che lo circondava. Anche Ferdinando decise di attuare delle modifiche al sistema di produzione di Mongiana per migliorarne la qualità salvaguardando l’ambiente.

Primato Mongiana

Primato Mongiana

Sotto Ferdinando l’attività cominciò a produrre materiale ferroviario. Sarà la Real Ferriera di Mongiana a concepire il materiale che darà vita alla linea ferroviaria Napoli-Portici ed il ponte sospeso sul Garigliano, i quali rappresentano a loro volta altri grandi primati dell’antico regno. I prodotti siderurgici saranno indispensabili per la nascita e l’evoluzione del primo impianto per la produzione di locomotive di Pietrarsa.

Sempre a Mongiana spetta il primato di primo complesso siderurgico della penisola italiana.

Un’altra importante struttura calabrese, vicina a quella di Mongiana, è la cosiddetta Fonderia Ferdinandea, sita nella zona delle Serre. Il complesso occupava 15.000 metri quadrati. Oltre alla fonderia, composta da 4 fabbricati, e l’altoforno vi era anche la residenza amministrativa, carceri, alloggio per i soldati e una chiesa. Dall’altoforno venivano prodotti 6.860 quintali di ghisa all’anno. Per sviluppare questo polo furono investiti da parte dei Borbone più di 400.000 ducati.  Tra il 1833 e il 1834 furono prodotti 5000 cantaia di ferro.

Ferdinandea

Ferdinandea

Purtroppo in seguito all’unità d’Italia, avvenuta nel 1861, questa, come altre grandi strutture meridionali, sarà vittima di una profonda crisi dovuta alla cattiva gestione dello stato centrale e alla totale mancanza di sovvenzioni. Tale crisi sarà così profonda da portarne alla chiusura definitiva nel 1881.

A seguire due video molto interessanti. Il primo è il reportage del TG1 per il 150°anno dall’unità d’Italia in cui si analizza il declino dell’industrializzazione calabrese e meridionale, il secondo una escursione nei resti della fabbrica di Mongiana con una guida.

 

 

 


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