Bambino violentato, la mamma: “Infanzia strappata davanti a quel muro, in modo brutale”

Mamma del bambino violentato a Casalnuovo


Sta invocando a gran voce giustizia la mamma del bambino di 12 anni violentato da un commerciante in un negozio di Casalnuovo di Napoli. L’intera città, nei giorni scorsi, ha dato il via ad un corteo per mostrare vicinanza alla famiglia e soprattutto alla giovane vittima di questa terrificante tragedia.

Bambino violentato a Casalnuovo: il dolore della mamma

Il piccolo si era recato nel negozio, situato a poca distanza dalla sua abitazione, per ritirare una pergamena. Stando a quanto emerso, il titolare, un 47enne, a sua volta padre, lo avrebbe costretto a seguirlo nel magazzino, per poi abusare di lui.

Sarebbe stato proprio il 12enne, tornato a casa palesemente sconvolto, a raccontare l’accaduto ai genitori. Di qui la corsa verso l’ospedale Santobono dove, a seguito di una serie di accertamenti, è stata confermata la violenza. Intanto il 47enne si sarebbe presentato spontaneamente in Questura, accompagnato dal suo legale, finendo in manette.

“Mentre le strade si riempiono di sguardi sospettosi, mentre vi incrociate sui marciapiedi chiedendovi se sia vero o non vero, e mentre qualcuno prova persino a trasformare il dolore in una recita politica, la realtà vi sta guardando in faccia. E ha il nome di un bambino di 12 anni: Vincenzo. Vincenzo non è una bandiera politica. Non è un argomento da bar. Vincenzo è un ragazzino a cui è stata strappata l’infanzia in un istante. Davanti a quel muro, Vincenzo non ha trovato un estraneo, ma il tradimento più feroce” – ha scritto la mamma del bambino sui social.

“Ha subìto una violenza che ha preso tre forme diverse, ognuna devastante. Fisica: nel corpo violato e nell’impotenza della sua età. Mentale: nella distruzione di ogni certezza e nella confusione di chi doveva proteggerlo e invece lo ha ferito. Psicologica: nel terrore che rimane anche quando tutto finisce, nel trauma che spezza i sogni dei 12 anni”.

“Mentre voi cercate colpevoli ideologici o complotti, un pezzo di futuro della nostra comunità è stato calpestato. Un bambino innocente è stato costretto a diventare adulto nel modo più brutale possibile. Fermate le parole. Abbassate gli sguardi della curiosità e alzate le braccia della protezione. Vincenzo ha bisogno di silenzio, giustizia e di una comunità che torni a fare la cosa più importante: proteggere i propri figli”.


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