Mistero dell’epigrafe di Santa Maria La Nova a Napoli: da Dracula alla preghiera di salvezza
Lug 21, 2026 - Veronica Ronza
Una svolta nello studio dell’enigmatica iscrizione custodita nella chiesa di Santa Maria La Nova di Napoli potrebbe ridimensionare le teorie che negli ultimi anni avevano collegato il sito alla presunta tomba di Vlad Tepes, il principe valacco noto come Dracula: l’epigrafe, oggetto di studio, si legherebbe ad una preghiera in ceco medievale.
Napoli, il mistero dell’epigrafe Santa Maria La Nova
La scoperta è emersa dalla conferenza stampa che si è tenuta ieri al Museo Filangieri, dove è stata presentata la ricerca firmata da Cosimo Palma dell’Università di Pisa e Louie Helm di RockstarResearch (USA), dedicata all’analisi crittografica dell’epigrafe.
Lo studio dimostra che il testo presenta forti corrispondenze con il ceco medievale tra XIV e XVI secolo e costituisce una preghiera penitenziale, con richiami al peccato, alla misericordia divina e alla salvezza dell’anima.
Una lettura che, pur senza voler chiudere definitivamente il dibattito storico, andrebbe nella direzione opposta rispetto alle precedenti ipotesi che facevano dell’iscrizione una prova a favore dell’ipotesi secondo cui Santa Maria La Nova rappresenterebbe il possibile luogo di sepoltura di Vlad III di Valacchia, meglio conosciuto come Dracula.
Gli autori hanno sottolineato più volte la necessità di mantenere un approccio prudente e scientifico. Durante l’incontro hanno spiegato: “I progressi nella decrittazione sono stati finora molto lenti ma sono stati sempre portati all’attenzione della comunità internazionale di studiosi, che li ha vagliati e ha persino proposto ulteriori piste investigative”.
La ricerca utilizza strumenti di crittoanalisi, modelli statistici e intelligenza artificiale applicati ai corpora linguistici slavi medievali, individuando convergenze significative. Nel corso della conferenza sono intervenuti anche Salvatore Forte e Francesco De Falco dell’associazione culturale IVI, che hanno evidenziato l’importanza di continuare ad approfondire in modo rigoroso e multidisciplinare i misteri storici legati al patrimonio monumentale napoletano.
Lo studio, pubblicato negli atti di convegno della conferenza di crittologia storica HistoCrypt 2026, tenutasi recentemente in Amiens (Francia), spera di trovare risonanza tra ulteriori crittografi di lingua slava, con l’obiettivo di trovare supporto per completare la decifra dell’enigma entro il prossimo anno.
