TERREMOTO/ Campi Flegrei, prosegue lo sciame sismico: ora è paura crolli per i costoni
Ago 02, 2026 - Giuseppe Mennella
Terremoto ai Campi Flegrei, crollo a Pozzuoli - foto di Francesco Emilio Borrelli
La terra continua a tremare nei Campi Flegrei dopo il violento terremoto di magnitudo 4.7 che ha colpito l’area nella serata di venerdì 31 luglio.
Terremoto ai Campi Flegrei, è stata la scossa più forte degli ultimi 40 anni
Si tratta della scossa più intensa registrata dall’inizio della crisi bradisismica degli anni Ottanta. A oltre 24 ore dall’evento principale, lo sciame sismico non si è ancora esaurito: secondo gli ultimi aggiornamenti sono state registrate circa 170 scosse, mentre il bilancio dei feriti è salito a 26, con cinque persone ancora ricoverate in ospedale. Sarebbero 185 gli sfollati ai quali le autorità hanno trovato sistemazione in strutture pubbliche su un totale di 300 persone che hanno dovuto lasciare la propria casa.
I danni maggiori si concentrano tra Pozzuoli e Bacoli, dove numerosi edifici hanno riportato lesioni e sono proseguite per tutta la giornata le verifiche di agibilità da parte dei tecnici e dei vigili del fuoco. Ma è soprattutto il dissesto dei costoni tufacei a destare forte preoccupazione, dopo i cedimenti che hanno interessato diverse aree del territorio.
Geologi: “Il rischio non riguarda solo gli edifici”
A lanciare un nuovo appello è il presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, Lorenzo Benedetto, che invita a non limitare l’attenzione alla sola vulnerabilità delle costruzioni.
“La scossa di magnitudo 4,7 registrata oggi rappresenta il terremoto di maggiore magnitudo verificatosi ai Campi Flegrei negli ultimi quarant’anni, dall’inizio della crisi bradisismica degli anni Ottanta. Le prime ricognizioni evidenziano danni a numerosi edifici, alcuni feriti, ma soprattutto segnalano diversi crolli di costoni tufacei, con interessamento di abitazioni, infrastrutture e viabilità”.
Secondo Benedetto, “in un territorio complesso come quello dei Campi Flegrei gli effetti di un terremoto sono fortemente influenzati anche dalle caratteristiche geologiche e geomorfologiche del territorio. Accanto agli interventi sugli edifici è indispensabile considerare la pericolosità geologica, con particolare riferimento ai fenomeni di amplificazione sismica locale e ai processi di instabilità dei versanti”.
Per questo motivo l’Ordine dei Geologi chiede di rafforzare il monitoraggio delle pareti rocciose, aggiornare gli studi di microzonazione sismica e integrare sempre di più le valutazioni geologiche nella pianificazione della Protezione Civile.
Tragedia sfiorata a Pozzuoli
Tra gli episodi più gravi c’è quello avvenuto tra via Sottopassaggio Vitagliano e via Gerolomini, a Pozzuoli, dove il crollo di una porzione del costone ha investito un’automobile.
L’uomo alla guida è rimasto intrappolato sotto le macerie ed è stato salvato dal figlio, che è riuscito a estrarlo prima dell’arrivo dei soccorsi. Ricoverato in ospedale, ha riportato tre costole rotte, fratture vertebrali e un versamento polmonare dovuto all’inalazione di polvere, ma non sarebbe in pericolo di vita.
Pare che i residenti avessero già segnalato, da oltre un anno, la pericolosità di quel costone di roccia senza però ottenere interventi risolutivi.
