Immacolata a Torre del Greco, presentati anche i primi carricielli: una tradizione tra memoria e speranza
Set 23, 2026 - Gabriella Licenziato
A Torre del Greco la tradizione dell’Immacolata torna a raccontarsi anche attraverso l’arte dei carri in miniatura. Per il 2026, il progetto firmato da Simone Mennella propone una rappresentazione fortemente legata alla fede e al significato del cammino cristiano, tra riferimenti alla Redemptoris Mater di San Giovanni Paolo II, alla figura della Vergine Maria e al messaggio di fraternità di San Francesco d’Assisi.
L’arte del carro in miniatura: eredità che si rinnova
L’idea nasce da una proposta di Gianluigi Pernice, che realizzerà l’opera raccogliendo il testimone della lunga esperienza e dei preziosi insegnamenti del padre Silvio. Un passaggio di consegne che assume un significato particolare all’interno di una tradizione che trova nella trasmissione tra generazioni una delle sue ragioni più profonde.
Dalla Redemptoris Mater ai primi carricielli: un percorso di fede e tradizione
Il filo conduttore del carriciello è quello del pellegrinaggio, inteso come percorso di fede della Chiesa e dell’umanità. Un concetto che ha portato Simone Mennella, autore del bozzetto, a guardare alla Redemptoris Mater, l’enciclica con cui San Giovanni Paolo II approfondisce il ruolo di Maria nel cammino della Chiesa.
Un legame con la tradizione che per Mennella affonda le radici anche nell’infanzia, quando, da bambino, costruiva i suoi primi carricielli: “Ho pensato subito a un’opera che parlasse proprio di un cammino di fede: un percorso che potesse rispecchiare tutti, dai più grandi ai più umili e poveri” racconta Mennella, spiegando come la progettazione sia nata dall’incontro tra il proprio percorso personale, la devozione per l’Immacolata e ciò che negli anni ha imparato osservando e vivendo la tradizione torrese.
Le colonne e le due scene al centro: il racconto della fede
La struttura del carro si sviluppa attraverso maestose colonne barocche, che assumono un valore simbolico oltre la loro funzione architettonica. Rappresentano la solidità della tradizione cristiana e della Chiesa, chiamata a sostenere e accompagnare l’uomo anche nelle fasi più difficili della storia.
Al centro della composizione trovano spazio due scene contrapposte: la Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso, simbolo della frattura originaria tra l’uomo e Dio, e l’Annunciazione, momento nel quale il “sì” di Maria alla volontà divina diventa l’inizio del cammino verso la redenzione.
La Croce e San Francesco nel segno della fraternità
Sul fronte del carro si innalza la Croce gloriosa, circondata da rami d’ulivo. Un richiamo diretto alla pace, al sacrificio e alla vittoria di Cristo sulla morte. Un messaggio particolarmente attuale, rivolto a un’umanità ancora segnata da guerre e conflitti.
Sul retro, invece, trova posto San Francesco d’Assisi, figura scelta per richiamare i valori della fraternità e umiltà:
“La figura del Santo d’Assisi non poteva mancare“, sottolinea l’autore Mennella.
A completare la narrazione è la presenza della Madonna, collocata sullo sfondo come figura materna e guida dell’intero percorso. È Lei a raccogliere le sofferenze e speranze dell’umanità.
Immacolata: presenza radicata nell’identità torrese
Nel progetto di Mennella, il significato religioso dell’opera si intreccia inevitabilmente con il profondo rapporto che lega Torre del Greco alla sua tradizione religiosa: “Per noi torresi l’Immacolata non è una semplice ricorrenza sul calendario, ma un appuntamento che si respira fin da bambini“, racconta, richiamando il legame che da sempre unisce la comunità alla Vergine.
“La mia speranza è che la devozione non sia un sì riservato solo a quei giorni di festa o ai momenti bui e di difficoltà, ma uno stile di vita per tutti i 365 giorni dell’anno“, afferma l’artista torrese.
Arte e fede per un messaggio di speranza
Il carriciello nasce anche con un obiettivo preciso: parlare a chi lo osserva attraverso un linguaggio di simboli riconoscibili: “Spero che questo progetto sia un vero messaggio di evangelizzazione e speranza per tutti“, spiega Mennella, auspicando che chi lo vedrà sfilare possa percepire un messaggio semplice ma profondo: nessuno deve sentirsi solo nel proprio cammino.
Il carriciello guarda alle nuove generazioni
“Quest’arte può continuare a vivere se viene tramandata di generazione in generazione“, sottolinea Mennella.
Il carriciello diventa così non soltanto un’espressione artistica legata alla festa dell’Immacolata, ma anche uno strumento di formazione e aggregazione.
“È una catena meravigliosa che non dobbiamo spezzare” afferma l’artista, richiamando la necessità di preservare quel passaggio di conoscenze, passioni e manualità che permette alla tradizione di continuare a vivere.
Pellegrinaggio come filo conduttore del progetto
Se c’è una parola capace di riassumere l’intero progetto, per Mennella è “pellegrinaggio”: quello della fede e dell’umanità richiamato dalla Redemptoris Mater. È il percorso verso la pace indicato da San Francesco e, al tempo stesso, l’impegno affidato alle nuove generazioni, chiamate a custodire e tramandare la tradizione dei carri in miniatura.
Un itinerario che intreccia fede, arte e comunità e trova nell’Immacolata il proprio punto di riferimento.
“Nel messaggio affidato al carriciello, la festa non si esaurisce nella giornata dell’8 dicembre, ma prosegue ogni giorno attraverso la memoria, partecipazione e volontà di consegnare alle nuove generazioni una tradizione profondamente radicata nel cuore di Torre del Greco” conclude Simone Mennella.
