“Napoli sta tornando capitale”: propaganda sfacciata di Manfredi in una città sporca e senza servizi
Ago 26, 2026 - Francesco Pipitone
Gaetano Manfredi
“Napoli sta tornando capitale”. È il refrain che il sindaco Gaetano Manfredi ripete ormai da mesi, in interviste, dirette social e comunicati istituzionali, per raccontare una città in piena rinascita: dalla designazione a Capitale Europea dello Sport 2026 ai grandi eventi in arrivo, dall’America’s Cup ai dati sulla crescita economica campana. L’ultimo post pubblicato dal primo cittadino sui social, nello stesso solco narrativo, ha però prodotto un effetto opposto a quello sperato: oltre mille commenti, di cui la stragrande maggioranza apertamente critici, con un coro pressoché unanime che parla di “propaganda” e di una narrazione lontanissima dalla città che i napoletani vivono ogni giorno.
Scorrendo i commenti più visibili sotto il post, colpisce non solo il numero delle critiche, ma la loro compattezza tematica: mobilità paralizzata, sporcizia diffusa, degrado urbano, sicurezza percepita in calo. Un elenco di disagi che, secondo molti utenti, rende la parola “capitale” quasi un insulto rispetto a quello che vivono ogni giorno per le strade della città.
“Metro guasta, funicolare chiusa”: la rabbia sui trasporti
Il tema più ricorrente tra i commenti resta quello dei trasporti pubblici. Un utente elenca nel dettaglio la situazione: “Metro 1 continui guasti, metro 6 chiude alle 14, bus se passano è un miracolo, funicolare di Montesanto chiusa, ascensore Montesanto idem, stazione di Mergellina chiusa, linea 2 non arriva a Pozzuoli”, chiudendo la lista con un secco “capitale di cosa?”. Un altro commento ricalca lo stesso concetto, parlando di “linea 6 inesistente, linea 2 che termina le corse a Campi Flegrei, autobus che ormai sono un miraggio”.
Accanto ai trasporti, tornano con insistenza anche le condizioni delle strade, definite da più persone “paragonabili al suolo lunare”, e quelle del verde pubblico, anch’esso segnalato come abbandonato. Diversi utenti fanno notare come queste criticità, ben visibili a chiunque cammini in città, stridano apertamente con la narrazione istituzionale di una Napoli in piena rinascita internazionale.
Rifiuti, blatte e degrado: “Napoli capitale della munnezza”
Il secondo grande filone di critiche riguarda pulizia e decoro urbano. C’è chi scrive di aver fatto “decine e decine di segnalazioni e pec” senza risultati, chi descrive “sacchetti immondizia abbandonati ovunque” e auto parcheggiate su marciapiedi e strisce pedonali. Un commento invita direttamente il sindaco a fare “una passeggiata a Pizzofalcone dopo le 20 fra blatte, rifiuti, strade rotte, microcriminalità”, ribattezzando ironicamente la città “Napoli Capitale del degrado e della munnezza”. Un altro utente, in modo più netto, riassume: “la pulizia è al minimo storico. Cantieri dappertutto, sicurezza zero”.
Non manca chi randella il paragone più duro: “non ho mai visto una Napoli così degradata e fuori controllo”, scrive un commentatore, mentre un altro, rivendicando il proprio attaccamento alla città, si spinge a dire “siamo da terzo mondo”. Diversi utenti collegano il degrado anche a un problema di senso civico diffuso, ma la maggior parte dei commenti riporta comunque la responsabilità principale sulla gestione amministrativa più che sui singoli cittadini.
“Lei non vive tra la gente”: la sfiducia verso il sindaco
Al netto delle singole criticità elencate, il filo conduttore di gran parte dei commenti è la sfiducia diretta verso la comunicazione del sindaco. “Lei non vive tra la gente, non conosce i veri problemi della nostra città o meglio non vuole vederli”, scrive un utente, mentre un altro osserva che la modalità comunicativa scelta “fa adirare la popolazione sempre di più”. Diversi commenti si concentrano proprio sulla gestione dei canali social dell’amministrazione, con inviti a moderare i toni per non “renderlo ancora più impopolare”, come scrive un altro utente.
Non mancano, tra i commenti più duri, vere e proprie richieste di dimissioni: c’è chi scrive che “se lei ha il buon gusto di dimettersi” la situazione potrebbe tornare alla normalità, e chi si dice pronto a fare “il conto alla rovescia per le prossime comunali”. Tra le critiche compare anche il tema della gestione del patrimonio pubblico, con riferimenti alla cessione di beni comuni ai privati, in un clima generale che più utenti riassumono con una sola parola ripetuta più volte sotto il post: “vergogna”.
Il divario tra racconto e realtà
Ed è proprio questo lo snodo attorno a cui ruota la contestazione social: non tanto la legittima ambizione di Napoli a un ruolo internazionale – rafforzata da riconoscimenti concreti come quello di Capitale Europea dello Sport o dall’arrivo di eventi come l’America’s Cup – quanto la scelta di continuare a costruire una narrazione trionfalistica mentre i problemi quotidiani più elementari, quelli che riguardano la vivibilità di base della città, restano irrisolti o addirittura peggiorano. Un divario che, a giudicare dalla reazione sotto l’ultimo post del sindaco, sempre più napoletani non sono più disposti ad accettare in silenzio.
