Spuntano 3 barche giganti in Piazza Municipio, l’opera monumentale a Napoli: cosa significa
Set 22, 2026 - Veronica Ronza
Barche giganti a Piazza Municipio, l'opera monumentale
A Napoli arriva Voyageur, il nuovo intervento di arte pubblica in Piazza Municipio, a Napoli, che sarà visibile al pubblico fino al 18 novembre 2026: a firmare l’opera – composta da tre barche giganti – è Ibrahim Mahama, tra i maggiori protagonisti dell’arte contemporanea internazionale.
Voyageur, l’opera delle barche in Piazza Municipio
Dopo Michelangelo Pistoletto (2023), Gaetano Pesce (2024) e Jaume Plensa (2025), Ibrahim Mahama si confronta con Piazza Municipio, per la quale ha concepito un’opera monumentale inedita composta da tre imbarcazioni, realizzate appositamente per l’occasione: tre grandi barche in legno, alte circa 5, 7 e 8 metri, costruite secondo modelli e tecniche tradizionali del Ghana. Le imbarcazioni, parzialmente immerse nel suolo della piazza, assumono una presenza al tempo stesso concreta e straniante, trasformando uno degli spazi pubblici più rappresentativi della città in un luogo sospeso, nel quale l’idea del viaggio si confronta con quella della permanenza.
Collocate al centro della piazza recentemente restaurata su progetto di Álvaro Siza e affacciata sul porto di Napoli, le tre barche mettono in relazione l’Africa occidentale e il Mediterraneo, due geografie unite da secoli di navigazioni, scambi e attraversamenti. Il lavoro richiama alcuni dei temi centrali della ricerca di Mahama: le migrazioni, la circolazione delle merci, il lavoro, la memoria dei materiali, gli scambi tra culture e le trasformazioni delle comunità.
Il titolo Voyageur introduce una figura centrale nell’installazione: quella di chi viaggia, di chi attraversa uno spazio geografico e umano alla ricerca di un altrove. Le tre barche possono così evocare i viaggiatori contemporanei che attraversano il Mediterraneo, spesso spinti da condizioni economiche, sociali e politiche drammatiche, e richiamare le esperienze di quanti affrontano il mare alla ricerca di sicurezza e di una nuova possibilità di vita. La loro posizione, parzialmente immersa nel suolo della piazza, suggerisce anche la dimensione tragica di questi attraversamenti e il destino di quanti non riescono a raggiungere la riva.
Le tre imbarcazioni possono essere lette anche come vele ferme nel vento, come presenze che, pur non potendo più navigare, continuano a custodire l’idea del movimento. Di fronte al porto di Napoli, diventano così immagini di altri viaggi possibili e metafore di una speranza necessaria: la possibilità di attraversare confini, incontrare altre comunità e immaginare nuovi percorsi di convivenza.
La presenza delle tre imbarcazioni nella piazza assume quindi un significato molteplice, ribadendo il legame diretto con il mare, inteso non soltanto come spazio geografico, ma come luogo di viaggio, incontro, accoglienza e pace: valori che l’arte può contribuire a condividere e promuovere.
“La nuova installazione di Mahama in piazza Municipio, per Napoli contemporanea 2026, porta al centro dello spazio urbano alcuni temi di grande attualità: lo scambio tra culture, la convivenza pacifica tra i popoli e il mare come crocevia di incontri.” dichiara il sindaco Gaetano Manfredi -“Nella piazza affacciata sul porto di Napoli, tre grandi barche in legno, realizzate secondo tecniche tradizionali del Ghana, volgeranno lo sguardo al mare testimoniando, nella settimana di avvicinamento alle pre-regate dell’America’s Cup, l’impegno della città per la pace e l’accoglienza”.
“Sono molto soddisfatto dei progetti, curati da Vincenzo Trione, sull’arte contemporanea. Napoli, città dall’immenso patrimonio storico e culturale, dimostra ogni giorno di essere un punto di riferimento per gli appassionati d’arte. La sua vocazione al contemporaneo cresce sempre di più, ospitando mostre, installazioni, performance di grande valore, spesso inedite, in luoghi anche non usuali: piazze, strade, spazi aperti al pubblico. Ringrazio l’artista Ibrahim Mahama per il suo lavoro e tutti coloro che, a diverso titolo, hanno creduto in Voyageur. Ci aspetta una settimana impegnativa, una settimana in cui i riflettori saranno puntati sulla città: Napoli, anche attraverso l’arte pubblica, può dire al mondo che la pace, la solidarietà e l’incontro tra i popoli sono una forza capace di arricchire l’intera comunità.”
“L’arrivo di Voyageur di Ibrahim Mahama in Piazza Municipio rappresenta un momento di straordinario rilievo” – sottolinea Sergio Locoratolo, coordinatore culturali del Comune di Napoli –“Avere a Napoli l’espressione di una delle voci più potenti e autorevoli del panorama artistico mondiale dimostra quanto la nostra città continui a essere un baricentro culturale di primaria grandezza”.
“A Napoli, una città così profondamente legata all’archeologia, al mare e a una lunga storia di scambi e attraversamenti, ho pensato a queste tre imbarcazioni come a forme di viaggio” – afferma Ibrahim Mahama – “Sono barche che non navigano, ma stanno in piedi nello spazio della città: portano con sé l’idea del movimento e, allo stesso tempo, quella di qualcosa che rimane”.
Voyageur è il secondo appuntamento di Napoli contemporanea 2026, dopo la mostra di Robert Crumb, Cattivi pensieri, ospitata da fine maggio ad agosto a Castel Nuovo – Maschio Angioin
