Gli ex sindaci di Torre Annunziata e Castellammare: “Riformare la norma di scioglimento dei comuni”

L'ex sindaco di Castellammare Luigi Vicinanza


L’ex sindaco di Castellammare, Luigi Vicinanza, ha condiviso i concetti illustrati durante una serata dedicata alla discussione sull’inadeguatezza dell’attuale norma di scioglimento dei Comuni, nella quale lo Stato fungerebbe esclusivamente da nemico e non da sostegno alle amministrazioni.

Presente all’incontro anche l’ex sindaco di Torre Annunziata, Corrado Cuccurullo.

Gli scioglimenti di Castellammare e Torre Annunziata

Le città di Castellammare e Torre Annunziata sono state commissariate rispettivamente lo scorso 15 luglio e lo scorso 4 giugno. In entrambi i casi, i sindaci avevano respinto con fermezza le accuse di una corruzione completa dell’amministrazione, considerata colpevole nella sua interezza.

Cuccurullo aveva, infatti, definito le accuse del procuratore Fragliasso come «Gravi ed ingiuste. […] Le responsabilità sono dei singoli e non possono essere distribuite indistintamente […] Se esistono nomi, vanno fatti nelle sedi opportune e con gli strumenti opportuni». Vicinanza, invece, aveva dichiarato:  «Sono convinto di lasciare una città in condizioni migliori rispetto a quelle in cui l’avevo trovata, grazie a un lavoro costante, concreto e silenzioso portato avanti in questi anni»

La proposta di riformare la norma di scioglimento

Vicinanza, illustra, quindi, la proposta di riformare la norma attuale di scioglimento dei comuni, indirizzandola verso una forma di affiancamento alle amministrazioni. Piuttosto che una totale sostituzione dell’amministrazione, questa diversa modalità consentirebbe di creare un percorso di collaborazione fra ente comunale e commissari. Quest’ultimi avrebbero il compito di verificare l’eventuale presenza di corruzione e segnalarla ai componenti non coinvolti dell’amministrazione.

Nel documento illustrato dall’avvocato Riccardo Marone si legge, infatti: «In una materia così complessa […] perché non ricorrere al principio costituzionale di leale collaborazione. […] Lo Stato, da grande accusatore degli enti locali, potrebbe diventare alleato degli enti locali, accompagnando l’amministrazione locale nel suo cammino, con un periodo di affiancamento dell’amministrazione sotto osservazione»

Una formula, quindi, grazie alla quale i sindaci eventualmente non coinvolti nei meccanismi di corruzione verrebbero sostenuti nell’amministrazione della città, evitando di immobilizzarla nel periodo di commissariamento.


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