La Scuola di Pompei rinasce dopo 150 anni: agli Scavi tirocini per studenti universitari
Ott 14, 2026 - Clara Flauto
La Scuola di Pompei rinasce dopo 150 anni
Dopo oltre 150 anni, il Parco Archeologico di Pompei rilancia il progetto ideato da Giuseppe Fiorelli nel 1866: trasformare l’antica città romana in un grande laboratorio di formazione e ricerca sul campo. Nasce così La Scuola di Pompei, un’iniziativa realizzata in collaborazione con le università italiane, che si pone l’obiettivo di offrire ai giovani studiosi un’esperienza di alta formazione direttamente a contatto con il patrimonio archeologico.
Un’intuizione nata nell’Ottocento
Nel 1866, Giuseppe Fiorelli, tra i più importanti direttori degli Scavi di Pompei, fondò la prima Scuola di Archeologia del sito, successivamente conosciuta come Scuola di Pompei. Il suo progetto mirava a fare dell’antica città un luogo privilegiato per la preparazione dei futuri archeologi, consentendo loro di affiancare allo studio teorico l’esperienza diretta sul campo. Tuttavia, la scarsità di risorse, strutture e allievi ne limitò la durata, trasformando quella che era un’ambiziosa iniziativa in un’occasione formativa incompiuta. L’archeologo Fausto Zevi, soprintendente di Pompei dal 1977 al 1982, la definì infatti una grande occasione perduta.
Come partecipare alla nuova Scuola di Pompei
Oggi, il progetto di realizzare un campus nell’area di San Paolino offre l’opportunità di recuperare e aggiornare la visione di Fiorelli. La nuova Scuola di Pompei sarà concepita come un centro permanente dedicato all’alta formazione, alla ricerca archeologica e alla sperimentazione, con una biblioteca, una foresteria, un deposito-laboratorio e spazi destinati alle attività scientifiche e alle mostre temporanee. L’obiettivo non è soltanto studiare Pompei, ma fare della città un luogo in cui imparare concretamente a fare ricerca archeologica, confrontandosi con i reperti, i dati scientifici, i cantieri di scavo e le professionalità che operano quotidianamente nel Parco.
Come sottolinea il direttore Gabriel Zuchtriegel, la Scuola non intende entrare in concorrenza con i percorsi universitari di dottorato e specializzazione, bensì completarli, offrendo un’esperienza pratica che permetta di applicare le conoscenze teoriche alla realtà del sito antico. L’iniziativa punta così a consolidare il ruolo internazionale di Pompei nel campo della ricerca e della formazione.
I tirocini si svolgeranno in presenza, indicativamente tra marzo e aprile 2027, per un totale di 150 ore distribuite nell’arco di due mesi, precedute da un incontro preparatorio di tre giorni. I partecipanti potranno inoltre contribuire alle attività di valorizzazione del sito e alla progettazione di mostre temporanee. È prevista un’indennità di 700 euro per ciascun tirocinante, erogata al termine del percorso, mentre sarà possibile usufruire, su richiesta, della foresteria del Parco.
Le candidature dovranno essere presentate entro il 22 novembre 2026 tramite PEC all’indirizzo pa-pompei@pec.cultura.gov.it. Requisiti, documentazione richiesta e criteri di selezione sono indicati nel bando completo, consultabile sul sito ufficiale degli Scavi di Pompei.
Gli animali di Pompei al centro del primo programma
Il programma inaugurale sarà dedicato a Gli animali di Pompei, tema che costituirà anche il fulcro di una prossima mostra del Parco Archeologico. Il percorso coinvolgerà sei tirocinanti iscritti a corsi di specializzazione o dottorato presso università italiane, provenienti da discipline quali Archeologia, Restauro, Museologia, Storia, Filologia classica, Biologia, Archeozoologia e Storia dell’arte, oltre ad ambiti affini.
Con questa iniziativa, Pompei diventa, quindi, non solo un luogo da conoscere e conservare, ma anche un laboratorio vivo in cui formare le nuove generazioni di studiosi, dando finalmente continuità a un’intuizione che Fiorelli aveva immaginato oltre un secolo e mezzo fa.
