Napoli e Campania bloccate, di Manfredi e Fico non c’è traccia: l’inutilità della classe politica locale
Ott 21, 2026 - Francesco Pipitone
Napoli e Campania bloccate ma nel frattempo Manfredi e Fico sono scomparsi
Da giorni i tir presidiano caselli, interporti e il varco Bausan del porto di Napoli. Scaffali vuoti, distributori a secco, corse dei bus ridotte, isole sull’orlo del dramma. Nelle cronache di questi giorni, però, non si trovano né dichiarazioni né visite ai presidi del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, né del presidente della Regione, Roberto Fico.
Un’assenza che pesa, perché è il punto in cui la crisi diventa politica: mentre Salvini convoca il tavolo con gli autotrasportatori inspiegabilmente a Milano – non dovrebbe essere Roma la capitale d’Italia? – da Palazzo San Giacomo e Palazzo Santa Lucia non si muove neanche una foglia. Eppure i rispettivi inquilini si fregiano delle rispettive cariche: a cosa servono, se in una situazione del genere sono completamente assenti?
Il porto e la delega di Manfredi
Secondo la scheda pubblicata sul sito del Comune, Manfredi ha riservato a sé le materie attinenti a Cultura, Porto, Pnrr, Finanziamenti europei, Grandi progetti e Stadio Maradona, tra le altre. Il porto, dunque, è tra le competenze che il sindaco ha scelto di seguire direttamente, senza affidarle a un assessore.
Il blocco di un varco dello scalo, con ripercussioni sugli imbarchi verso le isole, è proprio il tipo di vicenda su cui ci si aspetterebbe la voce del titolare della delega: un giudizio, un contatto con i manifestanti, un incontro con l’Autorità portuale. Finora, però, non risulta alcun intervento pubblico. A meno che dietro la decisione di tenere la delega non ci sia un’altra esigenza, quella di controllare più direttamente il Porto per interessi diversi da quelli della cittadinanza. Una domanda lecita dato lo stato dell’arte.
L’agenda del sindaco nei giorni dei blocchi
Manfredi, in questi giorni, non è stato inattivo. Il 17 ottobre ha parlato, come presidente nazionale dell’Anci, di intelligenza artificiale. Il 20 ottobre ha disposto limitazioni alla vendita di bevande in occasione di Napoli-Bodo Glimt, e il Comune ha confermato le scuole aperte nonostante l’allerta meteo arancione. Sono atti legittimi e in parte dovuti. Ma il confronto è inevitabile: il sindaco si fa trovare sui temi di agenda istituzionale, mentre sul fronte più caldo della città tace. Chi trova gli scaffali vuoti o aspetta le consegne non ha ascoltato una parola da Palazzo San Giacomo. Zero assoluto, ma i napoletani non sono sorpresi, al contrario.
Circostanze drammatiche anche a Ischia e Procida, che fanno parte della Città metropolitana di cui Manfredi è sindaco. I loro collegamenti marittimi interessano direttamente anche la Regione. Scaffali vuoti a Procida, code ai distributori a Ischia, traghetti a rischio: anche qui, dai due vertici, nessuna presa di posizione.
La Regione e Fico: richieste senza risposta
Il quadro non è migliore alla Regione. Gli autotrasportatori hanno inviato una lettera con una richiesta di incontro, e le segreterie regionali di Filt Cgil e Uiltrasporti hanno scritto a Fico e al vicepresidente e assessore ai Trasporti, Mario Casillo, per costruire un fronte comune tra istituzioni, imprese e sindacati. A quanto risulta, nei giorni precedenti ai blocchi la richiesta non ha avuto risposta. Anche Caremar ha chiesto alla Regione, oltre che alla Prefettura, un piano d’emergenza per i traghetti verso Ischia e Procida.
Qualche segnale c’è: il presidente di Confcommercio Campania, Pasquale Russo, ha giudicato positivo che Fico «si interessi della questione», pur avvertendo dei danni causati dalle proteste spontanee. A chiedere azioni più concrete è però anche la maggioranza: il gruppo del Pd in Consiglio regionale ha presentato una mozione che invita presidente e Giunta a convocare entro sette giorni un’unità regionale di crisi e propone un fondo di emergenza da almeno 20 milioni. Intanto la Regione Calabria ha già stanziato 15 milioni, e l’Eav, la holding dei trasporti regionale, ha annunciato riduzioni e soppressioni di corse per l’approvvigionamento di gasolio.
I blocchi proseguono almeno fino al 27 ottobre
L’unica carica di cui si è avvertita la presenza è il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha convocato i tavoli a Palazzo di Governo e predisposto un piano per garantire farmaci, carburanti e beni essenziali. Lato Governo, invece, il ministro Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi hanno incontrato i rappresentanti dell’autotrasporto, anche del Sud, annunciando lo sblocco di fondi: solo promesse tuttavia, e finché gli impegni non saranno messi per iscritto gli autotrasportatori insisteranno con i blocchi almeno fino al tavolo del 27 ottobre.
Le ragioni delle istituzioni e le domande che restano
Un sindaco e un presidente di Regione non hanno gli strumenti per cambiare il prezzo del carburante, ed è possibile che stiano lavorando lontano dai riflettori. Resta però una questione politica: la funzione di chi guida un territorio non si esaurisce nelle deleghe, ma passa dalla presenza nei momenti difficili. Manfredi e Fico, teorici rappresentanti dei cittadini, finora hanno scelto di non esserci. Hanno scelto di non farsi carico delle istanze della gente comune che non riesce più ad andare avanti.
